Net Society. Bitcoin e Blockchain

bitcoin1di Sabrina Salmeri - Ormai non si sente parlare d'altro. Anche (e forse, soprattutto) per le possibilità di guadagno che potrebbero comportare.

Ma cosa sono i bitcoin?

Non è facile comprendere bene questo tema perché è estremamente tecnico, ma proveremo a capirlo insieme.

Il bitcoin è una criptovaluta (moneta virtuale), un sistema alternativo di pagamento creato nel 2008 da un misterioso sviluppatore conosciuto con il nome fittizio di Satoshi Nakamoto.

Lo scopo primario di questa criptovaluta sta nel fornire una valida alternativa all'attuale infrastruttura finanziaria - in piena trasparenza - attraverso un registro a disposizione del pubblico conosciuto come Blockchain.

A differenza delle valute tradizionali (che sono emesse dalle banche centrali) Bitcoin non ha alcuna autorità monetaria centrale di controllo. Si basa su una rete di computer peer-to-peer (simile alle reti che sono alla base dello scambio dei BitTorrent) e le transazioni avvengono direttamente tra gli utenti, senza quindi intermediari.

Una delle differenze tra il bitcoin e il denaro tradizionale è che il primo può essere utilizzato senza dover collegare ad esso un'identità reale. Quindi, a meno che qualcuno scelga di collegare il proprio nome ad un indirizzo bitcoin, è difficile dire a chi appartiene quell'indirizzo. Un indirizzo bitcoin è un identificativo di 26-35 caratteri alfanumerici che rappresenta una possibile destinazione per un pagamento.

Teoricamente però io potrei utilizzare lo stesso bitcoin per diverse transazioni, visto che nessuno prende "fisicamente" quella valuta. Ma così non è.

Per esemplificare: se Caio paga Tizio con un bitcoin, è necessario che qualcuno verifichi che in effetti quella "moneta" passi dal portafoglio virtuale di Caio a quello di Tizio, senza possibilità di riutilizzo da parte di Caio.

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Tali transazioni sono verificate e registrate su Blockchain, che come detto, è liberamente accessibile a tutti.

Ma chi effettua queste verifiche? I miners (minatori) sono utenti che mettono a disposizione del sistema i loro computer per la verifica delle transazioni e sono per questo ricompensati con dei bitcoin in proporzione alla potenza di calcolo da loro prestata alla rete.

Ecco perché in questi ultimi mesi l'industria dell'hardware ha avuto un'impennata incredibile nella vendita di processori e schede video.

Ma la realtà è molto diversa da ciò che può sembrare scontato.

Solo le macchine con elevata potenza sono in grado di ricavare del profitto dall'attività di mining. E' capitato spesso che utenti principianti hanno provato a "estrarre" bitcoin con computer sottodimensionati e si son visti arrivare bollette della luce spropositate. Quindi a meno che non si disponga di una centrale elettrica, meglio lasciar perdere!

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