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"Io, reggino convertito all'Islam, vi spiego cosa significa essere musulmano"

pietrocrucittidi Lavinia Romeo - Debellato il commando autore della strage diCharlie Hebdo, in Francia e nel mondo continua la paura di nuovi attentati terroristici. Uccidono in nome di Dio, si definiscono "soldati di Allah", ma c'è davvero un legame tra credo islamico e violenza assassina? Lo abbiamo chiesto a Pietro Crucitti, giovane reggino convertito all'Islam, che spiega come quella dei musulmani sia la religione della pace "poiché il Profeta – dice - ha sempre predicato la misericordia tra gli uomini e la fratellanza".

Nato da una famiglia reggina, regolarmente battezzato secondo il rito cristiano, hai deciso ad un certo punto della tua vita di abbandonare questo credo, come è iniziato il tuo avvicinamento alla religione islamica?

E' iniziato leggendo il Corano. Avevo perso i valori della religione, non credevo più in Dio, è stato un cattolico a suggerirmi di leggere il Corano, per riavvicinarmi a Dio. Questa lettura mi ha affascinato, lo stile di vita islamico, la devozione totale a Dio. Ero diventato ateo , non credevo più a niente, questo cattolico mi disse che è bello credere in qualche cosa, leggere i testi sacri. Così è iniziato questo percorso che è durato un anno, in cui gradualmente mi sono avvicinato alla comunità islamica.

Esistono moschee a Reggio o luoghi di culto adeguati per la vostra comunità ?

La comunità musulmana del posto è formata da persone che vengono qui per lavoro, quindi c'è molta ignoranza anche sull'Islam, che spesso è un Islam "fai da te". Di reggini convertiti come me, ce ne sono molto pochi, ed alcuni lo fanno per interesse, per potersi sposare con donne e uomini musulmani. C'è un centro dove ci riuniamo ed una comunità stabile.

Con che cadenza vi riunite?

In moschea ci si riunisce ogni venerdì a mezzogiorno. C'è un imam che spiega il Corano. Chiunque può farlo, perché l'Islam è una religione laica, non ha gerarchie come la chiesa cattolica. Nell'Islam sciita c'è il clero, quindi solo i discendenti del Profeta possono essere i capi della comunità, invece il sunnismo è senza gerarchie. Qui a Reggio l'iman spesso cambia, non è sempre la stessa persona a fare il sermone, per questo dico che quello locale è un Islam "fai da te", perché per interpretare i versetti coranici ci vuole una certa cultura, non tutti lo possono fare.

Da musulmano praticante come ti trovi a Reggio Calabria, la città ti sembra ospitale per gli appartenenti ad altre religioni?

A Reggio non c'è mai stata ostilità nei confronti della nostra comunità, perché i cittadini sono spesso non curanti, non hanno un'ideologia che contrasti con un'altra ideologia.

Da apostata, pensi si possano fare dei parallelismi tra Cristianesimo e Islam, hai trovato similarità nelle parole del profeta Maometto e di Cristo?

Parallelismitra Gesù e il profeta Muhammad ce ne sono, specie sulla pace. Gesù diceva di amare i nostri fratelli, ugualmente, un hadith del Profeta, dice: "Se uno non ama quello che vuole, anche per suo fratello, non è un vero musulmano". Inoltre il Profeta ha sempre perdonato, come Gesù Cristo, non si è vendicato, non ha fatto uccidere i suoi traditori. Purtroppo c'è chi strumentalizza il Corano, estrapolandone dei versi, perché all'epoca in cui è stato scritto la violenza era giustificabile per la difesa tra tribù. Ma il Corano parla solo di difesa, mai di attacco, di terrorismo. C'è la strategia di guerra, in cui dice che si deve evitare di uccidere donne, bambini, tagliare gli alberi, avvelenare l'acqua, usare il fuoco, quindi anche le armi da fuoco dovrebbero essere vietate.

Ed invece i terroristi vanno a fare attentati in nome di Allah con i kalashnikov...

Purtroppo l'essere umano asseconda le sue ideologie ed ogni ideologia ha il suo estremismo.

Di violenza si parla anche nei testi sacri cristiani...

Esatto, nella Bibbia, nel Vecchio Testamento, si dice di usare la violenza per conquistare altri popoli.

Nelle Sacre Scritture c'è spesso una componente misogina...

Si, è sempre la donna a tentare l'uomo nel cristianesimo, mentre nell'Islam la responsabilità di aver mangiato il frutto proibito è di entrambi, dell'uomo e della donna, quindi l'uomo è uguale alla donna anche nei diritti.

Però nei paesi dove l'Islam è religione di stato, come ad esempio l'Arabia Saudita, le donne non godono di molti diritti, non sono considerate uguali agli uomini?

Questo purtroppo è un'esagerazione, è un altro modo in cui si usa la religione, per questioni di potere e per tornaconti personali.

A seguito del massacro di Parigi, si è di nuovo tornato a parlare di Jihad, attribuendo erroneamente a questo termine il significato di "guerra santa", ma non c'è nulla di "santo", di religioso in questi attacchi terroristici...

Jihad significa "sforzo per Dio", perché la "guerra santa" non esiste nell'Islam, questo è un termine cattolico, perché dato che nella religione cattolica c'è sacro e profano c'è questa distinzione, invece nell'islam no.

E' vero che i mezzi d'informazione spesso strumentalizzano queste questioni, ma è anche vero che i terroristi premono il grilletto al grido di "Allah è grande"...

Purtroppo queste sono persone disadattate, che sfogano in questo modo le proprie frustrazioni, usando la religione come pretesto.

In molti, come gli esponenti di partiti di destra, stanno nuovamente cavalcando l'onda del terrore per fomentare l'odio razzista ed anti-islamico. Secondo te, quanto di vero e quanto di falso si sta dicendo su questa tematica?

Il messaggio sbagliato è l'esagerazione che solo dentro l'Islam ci siano persone violente. Però non si parla che anche nel cristianesimo c'è la 'ndrangheta che usa simboli cristiani, oppure delle Tigri Tamil, un'organizzazione terroristica induista, che usa kamikaze contro il Governo dello Sri Lanka, per chiederne l'indipendenza. Anche nel buddismo ci sono alcuni monaci che si danno fuoco, compiendo un atto di esasperazione e di fanatismo, quindi in tutte le religione ci sono queste devianze. Un altro esempio di strage fatta da una fanatico è la carneficina di Utoya, in Norvegia, compiuta nel 2011 da un fondamentalista cristiano e anti-islamico, dove persero la vita 77 persone.

Bisogna fare due pesi e due misure, una cosa è la religione, l'ideologia, una cosa sono gli interessi economici e politici che si nascondono dietro queste forme di fanatismo...

Esattamente. La parola Islam deriva dalla radice verbale di "pace", oltre che di "sottomissione a Dio"e non ha nulla a che vedere con nessun atto di violenza. I musulmani si salutano dicendo "la pace sia su di voi ", e ogni Sura del Corano inizia con i versetti: "Dio è misericordioso e compassionevole" e Dio soffre se noi facciamo soffrire qualunque anima.

La comunità musulmana è tra le più numerose al mondo, è presente in tantissimi paesi, non si tratta di un credo attribuibile ad un'etnia. Allora perché si cerca sempre di dare una connotazione religiosa o etnica alla violenza dei terroristi? Perché nelle prime pagine di numerosi quotidiani italiani si titola "Guerra tra civiltà", "Macellai islamici" e "Questo è l'islam" quando accadono fatti come questo? Sembra che dietro una falsa solidarietà umana si nasconda invece un grimaldello per seminare odio razzista ed intolleranza religiosa.

Partiti e giornali di partito cavalcano l'onda per accaparrarsi i voti, esattamente come ha fatto qualche anno fa la Lega Nord. Molti di questi che criticano in patria, poi appoggiano le politiche americane aggressive o di rovesciamento di regimi fondamentalisti a convenienza, oppure appoggiano Israele, che è una teocrazia che strumentalizza la religione, quando la Torah, vieta di fare queste azioni.

E' come se per gli orrori della mafia si incolpassero indiscriminatamente tutti i meridionali, facendo riferimento a differenze antropologiche e tralasciando i fattori economici e sociali. Come se dopo la strage di Duisburg si potesse dire che tutti i calabresi sono assassini...

Frange incontrollate esistono ovunque, nella società, nella religione, come nella politica, dove ci sono organizzazioni di estrema destra e estrema sinistra che esasperano le ideologie.

Cosa ne pensi dei paesi occidentali che sostengono i regimi fondamentalisti per il proprio tornaconto (come ad esempio Francia, Stati uniti, Inghilterra che armano i ribelli siriani ed i cui capi di stato, allo stesso tempo, mandano messaggi di condanna al terrorismo)? Spesso sono proprio gli stessi leader dei partiti guerrafondai a fomentare odio e islamofobia in patria, mentre appoggiano guerre e rovesciamenti di regime solo in base a dinamiche di potere...

Esatto, molti gruppi estremisti, come i talebani, vengono fomentati anche dall'Occidente. Come i saud dell'Arabia Saudita, che sono wahabiti, ed hanno un'interpretazione rigida della Shariʿah e sono fomentati dagli Americani, sempre per interessi economici e alleati con il regime del Pakistan, Paese in cui non esistono i diritti umani.

La satira contro il profeta potrà mai essere accettata dai musulmani? E la satira contro il Papa o Gesù Cristo dai cristiani?

La satira religiosa è sbagliata, però i metodi per contestarla devono essere pacifici. Come diceva Gandhi, che lui per le sue proteste farebbe d tutto, però non ucciderebbe mai nessuno, a costo della propria vita. Quindi bisogna boicottare questi giornali, non comprarli, solo così si può convivere.

Pensi che gli sbarchi di immigrati avvenuti in Calabria possano essere una minaccia per il territorio italiano sotto il profilo del terrorismo islamico?

Secondo me si corre il rischio di delinquenza comune, non di terrorismo islamico, perché quelli che sbarcano sono diseredati. Quindi questi immigrati devono solo essere regolarizzati ed inseriti nel modo più veloce possibile.

Cosa accadrà domani? Il mondo sarà più tollerante o continueranno le guerre e le violenze falso-ideologiche?

Credo che queste cose finiranno quando finirà l'umanità come diceva Paolo Borsellino, perché la violenza è insita nell'uomo. Per quanto riguarda i musulmani reggini e italiani, spero che in futuro ci sia la possibilità di avere luoghi di culto regolarizzati. Una moschea alla luce del giorno, che potrebbero anche diventare un'attrattiva turistica per la città di Reggio.

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