Storie e Memorie
 
 
 
 

Da Parigi a Reggio, la scelta di Anne: “Amo la città. Amatela di più anche voi”

annevitchendi Valeria Guarniera - Qualcuno non capisce la sua scelta e in tanti l'hanno giudicata folle eppure dalle sue parole emerge la semplicità di una decisione dettata dal cuore. E sarà per l'accento francese, che sprigiona una dolce musicalità. Oppure per il suo modo di fare, così delicato e accomodante. O ancora per quello sguardo dolce, che è capace di andare oltre. Eppure quelle parole entrano nel cuore di chi le ascolta. Fiorista decoratrice floreale per Louis Vuitton, Cartier, il Louvre, Versailles e amata dall'architetto Philippe Starck che la chiama per gli allestimenti delle sue opere, Anne Vitchen ha scelto Reggio Calabria come sua seconda casa: "Mi sono innamorata di Reggio Calabria. E' una terra bellissima, selvaggia. C'è un'energia incredibile. Io sono più felice qui che a Parigi". Ci viene ogni volta che può, porta parenti e amici, mostrando loro le bellezze del territorio, stringendo amicizia con il pescivendolo che le porta il pesce fresco e facendo lunghe chiacchierate con quel gentile contadino che le fa assaggiare i pomodori maturi: "Che belle calle ha nel suo giardino - dice Anne con sguardo sognante – dovremmo recuperare il valore della terra". Viene spesso Anne e passa le vacanze qui. Natale, Pasqua. Reggio ormai è casa sua. Ma è il lavoro, prima di tutto, a portarla a Reggio, "anche se qui – dice – è difficile lavorare. Troppe piacevoli distrazioni". E qui il suo lavoro è L'Espace, un progetto di co-working – architettura, scenografia, design – che và oltre i confini nazionali.

All'esterno de L'Espace, c'è il lungomare di Reggio Calabria con la sua incantevole scenografia naturale, all'interno c'è la passione per l'architettura, il design, la decorazione floreale e la progettazione di eventi di stile. Stefano Trapani, Anne Vitchen e Vincenzo De Stefano: sono loro gli ideatori del progetto che trae origine, oltre che dalla volontà di valorizzare le proprie professionalità, soprattutto dal sentimento di amicizia e stima reciproca nato tra figure diverse per competenza e provenienza: Stefano nasce a Palermo, Enzo a Reggio Calabria, Anne a Parigi.

E così Anne si divide tra la Calabria e la Francia, con la consapevolezza di aver scelto una terra straordinariamente complicata: "Alcuni mi hanno giudicata folle. A qualcuno ho dovuto spiegare la mia scelta. So benissimo dove mi trovo: leggo i giornali e conosco le problematiche legate a questa regione e a Reggio Calabria. Io non voglio portare avanti battaglie. Non per forza servono dichiarazioni d'intenti: a volte basta semplicemente esserci". Già, la sua è una scelta particolare, in assoluta controtendenza. Ragionata, sicuramente. Ma ancor di più dettata dal cuore: "Qui ho conosciuto persone di cuore, piene di talento. Professionali. Ci sono tanti pregiudizi sulla gente del Sud: siete solari, ospitali. Ma non solo questo. Ho visto tanta gente seria, con una gran voglia di lavorare, di costruire qualcosa. Sognare è bello, ma poter fare lo è ancora di più. Purtroppo ci sono tanti problemi, lo so". Andare, restare. L'eterna lotta tra due azioni dense di significato. "Vedo in tanti che vanno via perché sono stanchi dei problemi o perché decidono giustamente di seguire le proprie ambizioni. Non c'è niente di male. Ma Restare – dice Anne – significa rimboccarsi le maniche e fare qualcosa per questa meravigliosa terra. Avete tutto: la natura, la storia, la gastronomia. Eppure non riuscite a valorizzarli o, peggio ancora, calpestate i vostri tesori". Si, perché innamorarsi di questa terra non significa essere ciechi.

E Anne, come tutti, ha potuto vedere i difetti della città in cui ha scelto di investire: "C'è un forte senso dell'apparenza. Si tende a ostentare, a dimostrare sempre qualcosa. E poi c'è la spazzatura. A prescindere dalle problematiche che conosco poco, c'è poca cura degli spazi comuni. Delle strade. Delle spiagge. Le case sono tutte pulite, splendono. Fuori però è diverso. Sembra che qui vi siate abituati al brutto e al degrado. Vi hanno inculcato l'idea che il Sud è niente e che ciò che avete non vi appartiene, non trattate la città come casa vostra, non la curate, c'è la tendenza ad abbandonarla, ad aspettare che siano sempre gli altri a fare qualcosa". E c'è – si potrebbe aggiungere – la tendenza ad arrabbiarsi di fronte alle critiche, non sopportando l'idea che a farle poi debba essere qualcuno che "viene da fuori, senza problemi e, con le tasche piene, si permette anche di giudicare". Ebbene, un pò di apertura mentale forse gioverebbe: "Ho lavorato tanto nella vita e lo faccio ancora. Tra tutte le città possibili ho scelto Reggio perché mi è entrata nel cuore, qui è la mia scelta di vita. Amo questa città. Dovreste amarla di più anche voi"

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