Storie e Memorie
 
 
 
 

20 anni di intimidazioni: Reggio si stringe attorno a Tiberio Bentivoglio

sitinbentivoglioterdi Simone Carullo - Vent'anni di intimidazioni e minacce, di assenza di Stato, di silenzio stucchevole. Vent'anni di lotta alla 'ndrangheta per non pagare il pizzo, per non doversi sottomettere come molti da queste parti. Vent'anni passati tra una burocrazia bicefala ed una città sorda, tra la pochezza di funzionari pubblici ed un prete in odor di mafia. Vent'anni e sei colpi di pistola, di lettere minatorie, di incendi, esplosioni e pignoramenti.

Un lungo incubo che si trasforma nel grande sogno di debellare questa piaga purulenta, questa Malapianta esiziale che infesta il nostro territorio (e non solo), che si traduce infine nella fondazione dell'associazione anti-racket "Reggio Libera Reggio" e nel precipuo coraggio che deriva dal non avere scampo. Vent'anni ed un giorno, quando una nuova, vile intimidazione raggiunge ancora Tiberio Bentivoglio, l'imprenditore che ha detto no al pizzo. L'ennesimo episodio che infrange la tranquillità apparente ed elettrica di una città al bivio. Un'intimidazione – una salsiccia e un biglietto contenente minacce di morte - che spezza la parentesi festiva e giunge a rammentare a noi altri che la lotta è ancora lunga, che non si può mai abbassare la guardia.

sitinbentivoglioE nel tepore del tardo pomeriggio di oggi i reggini che non ci stanno si sono riuniti, numerosissimi, davanti alla Sanitaria Sant'Elia di Bentivoglio, per consumare un aperitivo dal sapore un po' speciale, condito con un pizzico di solidarietà e l'assoluta determinazione nel farsi trovare pronti e fraterni in questa titanica lotta contro la sopraffazione. Non un piagnisteo, ma una vera e propria "festa della resistenza". La solidarietà è giunta da ogni parte della Regione. Numerosi esponenti delle forze politiche locali e di altre realtà calabresi non hanno fatto mancare la loro presenza, e chi non ha potuto esserci di persona ha comunque trovato il modo di esprimere la propria solidarietà, come nel caso della ministra agli affari regionali, Maria Carmela Lanzetta, la quale ha inviato una lettera in cui ha espresso tutta la sua vicinanza e la stima "per un imprenditore che non si è piegato alle logiche mafiose". "Tiberio Bentivoglio – scrive il ministro – è un simbolo per la Calabria. Una storia di lotta e coraggio da raccontare sempre per ricordare da dove si può ricominciare!"

sitinbentivogliobisLa manifestazione è stata caratterizzata da molti momenti emozionanti. Si è pregato, si è riso, ci si è stretti tutti intorno alla famiglia Bentivoglio ed alle molte famiglie che come Tiberio tengono alta la bandiera della legalità. Persone che come ha affermato Salvatore Mafrici, Vicepresidente di Avviso Pubblico e Sindaco di Condofuri (RC), "non vanno lasciate sole! Non possiamo più assistere e accettare i silenzi. Condannare i gesti criminali è solo il primo passo, il passo seguente è denunciare. Chi sa parli. Chi tace è connivente e complice. Il 25 aprile festeggeremo la Liberazione – prosegue Mafrici -. La storia di uomini e donne che hanno scelto da che parte stare. Lì è nata la nostra democrazia, qui chiediamo alle Istituzioni maggiore attenzione e maggiore sicurezza, perché è vero che la lotta alla mafia si fa sul territorio, ma si fa anche a Roma". Il Sindaco di Condofuri ha redarguito duramente quella classe politica che ha portato la città di Reggio a languire sotto ogni aspetto e ha concluso lanciando un monito ai futuri amministratori: "tenete gli occhi aperti!"

Mafrici e Maria Antonietta Sacco, membro del Comitato Direttivo e assessore del Comune di Carlopoli (CZ), hanno infine consegnato la loro fascia tricolore come segno di vicinanza e sostegno alla famiglia Bentivoglio, ma soprattutto come segno di corresponsabilità per tutte le volte che lo Stato poteva e doveva fare di più.

L'ultimo a parlare è proprio Tiberio Bentivoglio, il quale ha ringraziato calorosamente tutte le persone accorse. "Sono contento di vedere in mezzo a voi persone fantastiche, persone come Giovanni e Francesca, a cui la 'ndrangheta ha ucciso un figlio di 15 anni, persone come Matteo, Stefania, Carmelo. Avete riempito un quartiere, un quartiere che è vuoto. Sono contento anche di vedere gli esponenti delle forze politiche. E' bello vedere che siete qui anche se appartenete a diverse ideologie. Perché – conclude - contro la criminalità non c'è partito, non c'è colore!"

sitinbentivoglioquaterA suggellare la manifestazione le parole di Mimmo Nasone: "Siamo qui per esprimere la nostra fierezza, non la nostra disperazione. Finché ci saranno persone come Tiberio Bentivoglio la speranza sarà attuale!". E mentre scende lieta la sera, Sandro Vitale - Presidente dell'ANPI - consegna un mazzo di rose rosse ad Enza, la straordinaria moglie di Tiberio. Infine il rompete le righe che conduce al buffet dei prodotti offerti da Libera e dagli altri partecipanti.

Notizie Flash

quadrante amaranto 185x80px