Storie e Memorie
 

Alla scoperta dell’Italia con Nazario Nesta: un viaggio in solitaria che fa tappa in Calabria

FOTO ARTICOLO NAZARIO NESTAdi Mariateresa Ripolo - Un viaggio di quasi 9 mila chilometri rigorosamente percorsi a piedi sotto il sole cocente di luglio con un enorme zaino in spalla. Il tentativo di percorrere il perimetro italiano, isole incluse, totalmente privo di denaro e nella speranza di trovare qualcuno disposto ad ospitarlo e ad offrigli un pasto. È questa l'impresa titanica che un ragazzo di ventisette anni ha iniziato il 19 maggio scorso e che, ha stimato, terminerà nel giro di un anno e mezzo.

Così come nel celebre film, tratto dal libro di Jon Krakauer, Into the Wild, dove il protagonista Christopher McCandless decide di partire alla volta dell'Alaska intraprendendo un viaggio per ritrovare sé stesso e per allontanarsi da una società troppo attaccata alla materialità, allo stesso modo il pugliese Nazario Nesta, di San Nicandro Garganico, ha deciso di intraprendere un viaggio totalmente fuori dagli schemi. "Disegnando l'Italia" è il progetto che ha pensato e realizzato in totale autonomia, un'esperienza che, come ci ha raccontato, auspica di poter raccontare presto in un libro.

Appena ripartito dalle coste della Locride, Nazario entro qualche giorno arriverà a Reggio Calabria per poi sbarcare in Sicilia e ritornare in Calabria a settembre per risalire dalla costa tirrenica.

Com'era la tua vita prima di intraprendere quest'esperienza?

Prima del viaggio ero un macellaio, ho fatto il cuoco, un po' il tuttofare, ho avuto una mia attività, mi sono sempre dato da fare, poi per alcuni avvenimenti privati ho deciso di mettere da parte le paure e realizzare questo progetto che era il mio sogno nel cassetto da diverso tempo, da quasi sette anni. Ho sempre pensato che a 27 anni avrei fatto qualcosa di speciale. Volevo che questa fosse l'occasione per intraprendere una crescita spirituale e personale, un'opportunità, per come è strutturato il viaggio, per crescere in tutti i sensi.

Come hai pensato di affrontare un viaggio così lungo?

Lo suddivido in tappe giornaliere, non ho studiato niente prima di partire ma ho deciso di andare all'avventura. Faccio delle tappe che vanno da un minimo di trenta ad un massimo di sessanta chilometri. Il viaggio è low cost, non ho soldi con me, ho soltanto una carta per chiunque voglia fare una donazione ma la uso con molta cautela perché li sto mettendo da parte per un progetto futuro.

Qual è lo scopo primario di questo viaggio? Forse la ricerca della vera felicità?

Io la felicità già ce l'ho. Sono un credente, credo in Dio. Semplicemente ho deciso di non sprecare la mia vita. Molte persone si limitano a crearsi una vita rinunciando ai propri sogni, io ho deciso di fare una cosa che potesse riempire la mia vita. Tramite quest'esperienza riesci ad apprezzare di più le cose che hai, si vede tutto in maniera diversa.

Eri mai stato in Calabria prima?

No, non ho mai avuto occasione di visitarla.

 

È come te l'aspettavi?

Assolutamente no. Molte volte le persone si soffermano troppo su quello che sentono dire da altre persone. Dal primo giorno in cui sono arrivato ho ricevuto accoglienza ed ospitalità, è stata la regione, per adesso, più ospitale che ho visitato. Mi sta piacendo tantissimo.

Hai fatto altre esperienze di viaggio prima di questa?

Non ne ho fatte molte, ma devo dire che sono state molto intense. Sono andato in Moldavia per aiutare alcuni missionari, non conoscevo né il luogo né la lingua, lì sto cercando di realizzare un progetto. A fine viaggio con i soldi che riuscirò a mettere da parte, vorrei dare un aiuto alla popolazione che si trova in Moldavia. Vorrei fare qualcosa anche per l'Ucraina, dove c'è la guerra. Ho sempre avuto bisogno della mia libertà, a volte sentivo il bisogno di prendere il primo treno e andare via, ho dormito con i barboni in stazione, amavo ascoltare le loro storie.

ARTICOLO NAZARIO NESTALa tua famiglia come ha reagito di fronte alla tua scelta di partire? Ti manca?

La mia famiglia all'inizio non era d'accordo, però si fidano molto di me e dopo avergli parlato delle mie esigenze hanno capito. Oltre a loro, tutta la gente del mio paese mi sta sostenendo davvero tanto. Se mi mancano? Ti dico la verità, mi hanno messo un soprannome strano, mi chiamano "The lone wolf" (Il lupo solitario), sono sempre stato un tipo solitario e non soffro molto la mancanza. So che la mia famiglia c'è e ci sarà sempre.

Cosa pensi di quelle persone che magari non capiscono il senso della tua scelta di vita?

Le ritengo persone abbastanza limitate. Non possiamo sapere cosa ne sarà di noi domani. Perché si deve rinunciare a quello che ci fa stare bene, visto che c'è una sola vita terrena? La mia vita, le mie scelte, i miei sentimenti non dipendono da nessuno. Difendo il mio pensiero.

Consiglieresti quest'esperienza ad altri ragazzi?

Penso che ogni esperienza vada fatta in base all'esigenza e alla voglia di farla. Questo è un viaggio che sto facendo perché mi piace, lo consiglierei sì, ma non come lo sto facendo io, perché potrebbe risultare molto pesante, sono tante ore di cammino, ci sono tante pressioni e non è semplice. Esperienze simili a queste, anche più piccole, che però possono darti l'opportunità di stare un po' da solo a contatto con la natura, mettendo da parte la tecnologia, le consiglio vivamente perché sono esperienze che ti cambiano e ti fanno apprezzare le piccole cose.