Storie e Memorie
 

Marcello Fonte, Palma d’oro a Cannes e profeta… in patria: “Sono single perché sono complicato, ma al cinema mi vedrete nudo. L’Oscar mancato? Va bene, così ho qualcosa per cui lottare… E la cosa più importante di ‘Notti stellate’ è mia madre Rosa”

20181228 192628di Mario Meliadò - «So figghiju? Ahhhhhh.... è proprio tali e quali 'a mugghjieri!, eh ma a mugghjieri aund'è?». Scherza, Marcello Fonte, sul suo essere single, nel firmare in modo forsennato epperò meticoloso decine di copie di Notti stellate, dopo una riuscita (malgrado l'assenza del regista Mimmo Calopresti, originariamente chiamato a coordinare) e affollatissima presentazione, in cui ad affiancarlo sono stati la giornalista Anna Foti e Paolo Tripodi, antico "sodale" di regia ai tempi di Asino Vola, nel contesto della presentazione organizzata dalla libreria Nuova Ave del testo autobiografico di Fonte edito da Einaudi.

In prima fila, mamma Rosa, la strepitosa madre di Marcello.

Come mai "scoppiato", insomma non-fidanzato? ...C'è crisi?

«No... non c'è crisi... 'a crisi, non c'è... su' jeu, chi sù complicato!», ironizza lui.

...In compenso, ogni presentazione del tuo libro Notti stellate dà molta soddisfazione... no?

«Sì, Notti Stellate ne dà abbastanza, soddisfazione... poi, 'i sira... una discoteca all'aperto!, le luci naturali della discoteca!».

Eh, ma dopo la Palma d'Oro... dopo i successi della Quinzaine...

«...Ah? Come devo scrivere? Salvatore?», fa eco lui, più che giustamente attentissimo alle esigenze per le dediche dei lettori-acquirenti del volume.

...e dopo il premio come miglior attore per Dogman al Festival di Cannes, cosa ti aspetta adesso, Marcello? C'è stato questo film così importante, Fuga dall'Aspromonte, girato appunto in terra aspromontana e diretto da Mimmo Calopresti...

«...Eh sì... lo sai già... sì, c'è il film dell'Aspromonte, c'è il film di Francesca Archibugi in arrivo... Quale dei due lavori mi ha dato più soddisfazione? Ma tutti!, guarda, se mi vedi in un lavoro è perché mi soddisfa, se no, non li faccio». No, non è che Fonte "se la tira". Il fatto è che la paura della solitudine, lo spettro di miseria e invivibilità vissute in modo gramo (eppure felice) fin da bimbo, le zecche dei cani (e non solo) hanno lasciato posto sì, a una certa bohéme, ma anche all'ambizione artistica, all'epopea, al progetto di un romanzo sui caramboleschi primi anni da calabrese-immigrato-a-Roma, a un successo planetario che in qualche misura – giustamente – va gestito.

Beh, Un anno in Italia della Archibugi ti vede anche alle prese con una tematica delicata, una sessualità latente...

«...E che vor dì?», scandisce ironico e stralunato... «Chi te l'ha detto...?? Chi te l'ha deeeeeeeetto?? Anticipazioni, dici... Ehhh lo so!, mi vedrete nudo... Dogman si spoglia dei suoi panni...».

Hai detto anche a novembre: "Il Premio Oscar non m'interessa". Certo ci si aspettava che un film di qualità come Dogman potesse entrare nella cinquina per la statuetta per il Miglior film straniero: ...deluso?

«Sì... Ciao Domenicaaaa! Eusebio, ci sentiamo...! No... va bene così, va più che bene così... se no, poi, per che cosa lotto? Per niente? Che devo lotta', poi? Se ci ho tutti e tutto, che devo lotta', poi? Mi metto in poltrona, e che faccio? Mi rilasso troppo, poi...?».

D'accordo, ma... solo poche settimane fa, abbiamo fatto un compleanno importante... no?

«Eh... quale, quale?», gigioneggia Fonte, con quel volto che sembra una maschera cesellata da non-sai-chi.

...I tuoi 40 anni! O no?

«Ah, eh... nell' "anta"... siamo entrati nell'"anta"! Buoni propositi, dici? Eh, qualcuno... ci sta, ci sta....». E intanto continua imperterrito a scrivere dediche, e firmare libro dopo libro... Diverse quelle in cui gli chiedono di citare la pioggia che batteva sulla lamiera della sua prima "casa" e che però, a lui, tra rumore e suggestione pareva uno scroscio d'applausi...

...E a proposito di questo, com'è andata con Sembravano applausi, che di Dogman è poi il riuscito making of?

«Ah... è andata benissimo!, il "dietro le quinte" di Maria Tilli... è andata molto bene, ha fatto un grande lavoro...».

Ma si scopre, in questo lavoro della Tilli, che il regista Matteo Garrone per farti recitare in modo più fluente in Dogman ti ha fatto anche bere bicchieroni di grappa...

«...Ma tu sai un sacch'i cose! Ma guarda tu... Ma che sì, 'nu detective? Eh? Sei un detective... ehhhh... t'informi, eh? Dove le trovi, 'st'informazioni? Se è vero, della grappa? Sì, è verissimo: grappa barricata. Ma giusto una volta, sai... faceva freddo».

Intanto, continua la raffica di dediche. Una giovane, insieme alla madre gli chiede di scrivere "la frase dello sbaglio, perché ...io sbaglio sempre!".

«Tranquillìzzati, "soldata". Quando capisci che hai sbagliato, la guerra l'hai già vinta – scandisce Marcello mentre scrive –. Apri gli occhi e inizia da capo... Ad Elsa. No!, non mi dire così, mi commuovo... ehi giornalista, vedi che forse ho trovato moglie! Ci stiamo dichiarando...».

Quindi, una notizia "vera"... le pubblicazioni, domani?«...E mannaja!, ma quasi quasi, avevo trovato....», Fonte ci scherza su: il big deal nuziale non si può fare.

"C'è bisogno di verità", dice la signora. Ma oggi è più complesso, parlare di verità?

«Purtroppo, oggi siamo in una condizione che.... mannaggia... come scrivo?, "a Italo"?», quasi si rimangia le parole il grande attore reggino. «Complicato parlare di verità? No, non è complicato per niente – dice invece la "Palma d'oro" rivolgendosi al cronista –, basta seguire il proprio cuore... Se ci sono "difficoltà ambientali"? E che ne so... se piove, prendi l'ombrello», gigioneggia lui... La risata, un pochino amara anche, ci sta tutta.

...E che emozione è stata, essere insignito del premio di Miglior attore europeo agli Efa di Siviglia?

«Sì, sì... è stato bellissimo.... Ho visto la Cattedrale di Siviglia, che è enorme... Che dire... è sempre bello che ti venga riconosciuto il lavoro h fai... Bello. Bellissimo. "A Francesco?, scrivo? A Maria Francesca?" Beh, del resto che mi tocca quel premio l'hanno detto altri, non l'ho mica detto io...».

Ma dicci una cosa di Notti Stellate, Marcello... Qual è la cosa più importante che hai messo in questo libro?

«Mia madre». Qui Fonte si fa serio e risponde secco, due parole soltanto: mia madre. Appunto.

Gran personaggio, tua madre Rosa: il collante di tutta la tua famiglia...

«Molto di più. È quella che ha partorito... Mannaja!, nella dedica, invece che Marcello Fonte, Marcello "Partorito" stavo scrivendo... mannaja alla miseria... mi stanno strambando i ciriveddhi... Voi ve la dovete prendere con lui, eh! (e indica il cronista)... io vi dico: organizzatevi... pigliatelo, massacratelo... colpa sua!, se sbaglio la dedica...», e ride di quella risata che ha fatto innamorare giurati, pubblico e media di ogni Paese del mondo.

Venerdì sei stato a Reggio Calabria; sabato a Cosenza; e poi?

«...E poi vado a Capri e mi rilasso un po'. "Stacco" un pochetto. Ci vado con Mimmo Calopresti».

Beh... un grande amico, allora, un conterraneo, ma anche un grande player della scena cinematografica... no?

«Eh sì. Certo. Ci si va un attimo pure a vedere che c'è di nuovo in giro...».

Fantastico, il nuovo Marcello del cinema italiano (...a noi viene immediato pensare all' "altro" Marcello per antonomasia, Marcello Mastroianni, che di carte da giocare sul set magari ne aveva altre; ma non necessariamente migliori...). La "sua" Reggio esce da Palazzo Alvaro incantata, piena di libri, di dediche e di magia.