Storie e Memorie
 

I sacchi blu e lo Spoon River dei migranti. I morti senza pianto di Armo

morti-migranti-annegato-500di Fulvio D'Ascola - I sogni animano il mondo,i colori ,i suoni e i volti delle persone si intrecciano .I sogni rimangono fermi nelle immagini della memoria ed al risveglio si scontrano con terra ,polvere ,guerre e assenza di cibo e di acqua. Dai ritmi tribali è nato il mondo, la transumanza umana ha generato nuovi continenti, ma la storia si capovolge e la fuga diventa un terribile scambio tra uomini ,armi e denaro. I nuovi schiavi sono chiusi in baracconi di legno, attraversano chilometri di strade sterrate, sono ammassati promiscuamente, sferzati da colpi violenti. Sembra un nuovo Risiko,un gioco da tavolo dove i potenti schierano armate di solidarietà, specchi per le allodole e serbatoio di denaro fluttuante nei meandri delle contribuzioni pubbliche. Migliaia di uomini alla ricerca di nuove prospettive, chi in fuga reale da zone di guerra, chi per opportunità economiche, loro attraversano il mare e come abitudine sono salvati da unità navali. Ogni viaggio è una roulette russa,corpi su corpi, bambini senza genitori, rischi di ustioni per la vicinanza ai motori dei barconi, rischi e pericoli, sono queste le variabili di sopravvivenza. Il mare blu spesso diventa un profondo custode di vita , immerge sogni, ricordi e racconti . All' arrivo nei porti li vedi confusi,a volte sorridere ,vincitori di un game troppo pericoloso ,ma da giocare per vincere i rischi. Tutto si trasforma dopo la fuga :il salvataggio,la permanenza nei centri d'accoglienza, una vita nuova fatta di sussidi,ospitalità,telefonini e scenari di civiltà nelle città europee. Non è sempre così,le emozioni ed i sentimenti non hanno luoghi,nel profondo dell'anima rimane sempre una porzione legata alla terra natìa,agli affetti perduti o lasciati,con la speranza di ritrovarli un giorno o nella speranza di proseguire il proprio viaggio alla ricerca di lavoro e dignità ,per dare valore economico e civile all'abbandono delle radici ambientali. La storia si capovolge, non esistono più le favole con il finale in cui "tutti vissero felici e contenti "e giorno dopo giorno nei porti arrivano migliaia di profughi ,con le reazioni della gente che sfiora la diffidenza in molte parti d'Italia. C'è un luogo nel profondo sud che si distingue per la prima accoglienza, Reggio Calabria, bellissima città con scenari da favola, ricca di storia, ma sconfitta da cittadini sonnolenti e impigliati da ragnatele di abitudini,di invidie reciproche e di apatia. Accade però qualcosa che cambia tutto e risveglia le coscienze, con la forza dell'accoglienza di migliaia di immigrati che arrivano al porto , sono i volontari, le forze dell'ordine, porzioni di società civile del terzo settore. Le file sulla banchina sono file di speranza, sono occhi che guardano la gente dalla pelle di un altro colore, sono cuori che battono di nostalgia, vite che si trasformano in un luogo diverso, alla ricerca del futuro e di un presente che scompone le emozioni.

Sorrisi e lacrime, bambini senza genitori, uomini e donne,con la stanchezza che vince sull'azione. Dalle navi scendono anche sacchi blu, trasportati da una parte e dall'altra e custodiscono una vita dissolta, soffocata dal sogno .La morte senza dignità, storie e corpi chiusi in modo anonimo,che generano tristezza e rabbia; per queste vittime di un sistema economico che diventa redditizio come l' Ecomafia, per il movimento di denaro generato dal sistema di accoglienza dei centri per i rifugiati ,quasi come flusso economico pianificato tra arrivi e partenze, con il porto che diventa quasi come un Hub per il trasferimento di immigrati. I sacchi blu continuano a scendere, corpi senza storia, senza nome e cognome, senza nessuno che possa piangerne l'assenza. Reggio Calabria è l'ultimo viaggio per centinaia di loro e come "Spoon River ",il cimitero degli immigrati di Armo,custodisce i corpi e ricorda il romanzo di Edger Lee Master ( Antologia di Spoon River n.d.r. ) e le canzoni di Fabrizio De Andrè .Non esistono, però ,epitaffi che ricordano il ruolo sociale del defunto,c'è solo il vento di una collina e la solitudine di terra brulla per questi fratelli, sepolti sotto una croce ed un agghiacciante numero di identificazione. Regaliamo una piccola parte di noi,al sogno spezzato dei morti senza pianto. Armo come Spoon River ,deponiamo un fiore per generare lacrime e silenzio, tra il vento della collina, pensando a una canzone di Marvin Gaye " What's going on" .Cosa sta accadendo ?