Reggio Calabria
 

"Cosimello, uno dei nostri". Le parole dei Commisso per la candidatura di Cherubino

cherubinocosimo arrestodi Claudio Cordova - Tratteggiando la figura di Cosimo Cherubino, l'ex consigliere regionale arrestato oggi dalla Squadra Mobile di Reggio Calabria, gli inquirenti parlano di "fedeltà e di costante disponibilità agli interessi della cosca". La cosca Commisso, ovviamente, la potentissima famiglia di Siderno che, stando alle risultanze investigative, avrebbe appoggiato (o diretto) la campagna elettorale di Cherubino che, nelle ultime consultazioni elettorali, pur ottenendo un consistente pacchetto di voti, non riuscirà a essere eletto nei ranghi del Popolo della Libertà, dove era approdato dopo un lungo (e proficuo) passato nel Partito Socialista Italiano.

Cherubino sarebbe stato appoggiato personalmente dal "Mastro" che avrebbe accantonato l'ex sindaco di Siderno, Alessandro Figliomeni, "santista" della 'ndrangheta attualmente in carcere. Parlando con il fido Roberto Verbeni, esponente politico di spicco ai tempi della Giunta di Figliomeni (inviso a Commisso), il "Mastro" si dimostra scontento di un po' tutti i politici locali, parlando invece in termini quasi affettuosi di "Cosimello", cioè di Cosimo Cherubino: "Ora... u Cosimello, pure lui ha responsabilità però... è partito e se ne è andato in un altro partito, lo hanno criticato poi i cristiani...". Il "Mastro" ragiona da vero e proprio "regista" politico, rassicurando anche Antonio Macrì, ex presidente del Consiglio Comunale di Siderno: "Tu fatti la strada tua – dice Commisso in un colloquio intercettato – raccogliti i voti bello e pulito da tutte le parti... senza nessun problema come siete con Cherubino... per la strada tua e basta... quello che è successo pazienza, che non ci sono problemi...".

Un sostegno totale, quello della cosca, che però non permetterà a Cherubino di accedere in Consiglio Regionale. Sarà lui stesso, intercettato, a dirsi soddisfatto dell'exploit di voti personali (circa seimila), ma, allo stesso tempo, a rammaricarsi per non aver seguito i consigli di Giuseppe Scopelliti, candidato alla carica di Governatore nello stesso schieramento di Cherubino: "Ho sbagliato... dovevo prenderei consigli di Scopelliti e andare nella sua lista, presidente Scopelliti [...] là ero eletto di sicuro". Una sconfitta che, a detta del "Mastro", sarebbe da individuare in altre scelte sbagliate da parte di "Cosimello". A cominciare da quella di non essere andato a visitare i membri della potente cosca Pesce di Rosarno: "Gli ho detto io ma voi perché non andate in giro... tu devi pensare che a Rosarno ha perso, se lui sarebbe (congiuntivo errato, ndr), andato io non l'ho mai visto per niente, se lui sarebbe (congiuntivo sbagliato bis, ndr) andato a Rosarno a trovare la persona che gli ho detto io, me lo ha detto Vincenzo Pesce a me: "se lui entra in questo Ciccio Rao prende duecento voti" [...] ma poi è andato là sopra? Non è andato che si è spaventato... poteva andare, cazzo!"

Cherubino, così come è scritto nelle carte d'indagine, sarà dunque, insieme all'attuale sindaco di Siderno, Riccardo Ritorto, una "nuova punta di diamante della cosca". I fratelli Giovanni e Roberto Verbeni, infatti, riceveranno proprio all'interno della strategica lavanderia "Ape Green" di Giuseppe Commisso, il diktat di appoggiare Cherubino. Una strategia, quella del "Mastro" che, comunque, si sarebbe sempre mossa sotto traccia, per evitare gli occhi e le orecchie degli investigatori: "Io non è che posso parlare di politica che mi arrestano, mi arrestano veramente – dice in una conversazione intercettata – se sanno che ci sono io le cose cambiano dalla testa ai piedi che vado parlando e rovinano tutto...".

La posizione e le possibilità di essere eletto in Consiglio Regionale di Cosimo Cherubino sono però un argomento piuttosto ricorrente, praticamente centrale, tra i discorsi effettuati all'interno della lavanderia "Ape Green". Tra il "Mastro" e il solito Roberto Verbeni, infatti, inizia una lunga serie di elucubrazioni sulle elezioni regionali in cui Cherubino si candiderà nei ranghi del Pdl: "...gli servono assai voti – dice Verbeni - non gli bastano i voti che prende a Siderno... se lo porta tutto il partito Pdl lui prende sopra di duemila e cinquecento voti a Siderno, se lo porta il Pdl, però io non vorrei che si spaccano nel Pdl". La discussione dei due si concentra, chiaramente, sulla raccolta di voti in favore dell'ex socialista: "Lo so che ne ha bisogno, lui deve lavorare assai fuori, perché a Siderno i voti li tiene e glieli può togliere nessuno e non glieli toglie nessuno, noi dobbiamo cercare di prendere i voti degli altri...". I Commisso, dunque, appoggerebbero Cherubino con una scelta netta, in virtù di "un precedente percorso politico approvato dall'organizzazione, a consigliere regionale preferito a Figliomeni per la maggiore affidabilità e puntualità nell'osservanza degli obblighi assunti a tutela degli interessi della consorteria criminale, destinato, in prospettiva, anche oltre".

Tutti discorsi che il "Mastro" fa per ottenere la disponibilità del gruppo dei Verbeni (che dispone dei una consistente dote di voti) nell'appoggiare Cherubino. Dal pm Antonio De Bernardo, infatti, Commisso viene definito, nella richiesta di arresto, poi accolta dal Gip Silvana Grasso, "un vero e proprio manipolatore occulto". Commisso dunque esorta Roberto Verbeni a convogliare su Cherubino anche i voti dei parenti di Palizzi. Verbeni, infatti, è nipote di quel Carlo Altomonte che gli inquirenti identificano come un soggetto di grande rilievo all'interno della 'ndrangheta. Un dato significativo, visto che Verbeni risulta segretario del Partito Socialista, da cui Cherubino aveva preso le distanze alcuni mesi prima per approdare nel Pdl. Ed è proprio "l'ossequio ai doveri della cosca – come è scritto nell'ordinanza del Gip Grasso - determinare il sostegno dei Verbeni a Cherubino".

Il sostegno a Cherubino e il suo successo sono cose che sembrano interessare molto al "Mastro", dato che questi si lancia in una dettagliata analisi politica sugli altri potenziali rivali politici. A cominciare da Luciano Racco, altro uomo forte della Locride, candidato nel Pd. Racco che però sarebbe individuato come un cavallo perdente visto che Domenico Panetta, ingegnere, consigliere di maggioranza durante la Giunta Figliomeni, convoglierebbe i propri voti verso Liliana Frascà.

Ma appoggiare "Cosimello", come viene chiamato Cherubino, è importante, a dire del "Mastro", perché l'ex socialista sarebbe in rapporti piuttosto buoni con Giuseppe Scopelliti, ai tempi delle chiacchierate candidato del centrodestra contro Agazio Loiero e oggi Presidente della Giunta Regionale: "...qua se deve andare il Cosimello con Scopelliti è buono..." dice Commisso, "Si, lo so che è buono. .. è sempre... un giovanotto di Siderno, una persona di Siderno... E' stato sempre disponibile il Cosimo per dire la verità..." risponde Verbeni. Sostenendo la candidatura di Cosimo Cherubino alla Regione. assicura il "Mastro", il Locale di 'ndrangheta di Siderno ne beneficerebbe al massimo: "...lo utilizziamo ... lo utilizziamo meglio noi, avete capito?", dice.

"Cherubino Cosimo – scrivono i magistrati - è considerato dai clan della Locale di Sidemo e da quelli di Marina di Gioiosa Ionica come un elemento centrale nel quadro delle alleanze strategiche con i cosiddetti "uomini della politica". Le sue frequentazioni più che dubbie con esponenti di spicco della 'ndrangheta della Locride erano emerse già nel corso dell'inchiesta denominata "Bene Comune", cosi come molti sono i richiami che di lui vengono fatti nella comunicazione di notizia di reato presentata a carico dell'ex Sindaco Figliomeni Alessandro". Personaggi come Giovanni Galea, o Roberto Stinà, pronunciano frasi come "dobbiamo votare a Cosimo Cherubino", oppure "lui si è messo sempre a disposizione di noi altri".

L'appoggio dei Commisso, dunque, sarebbe stato incondizionato. E' lo stesso "Mastro", in un'altra conversazione intercettata, a dire chiaramente al proprio interlocutore: "Tu sai che noi votiamo a Cherubino, sono venuti dalla Piana già...". Una frase, in cui è specificato il sostegno che Cherubino avrebbe avuto anche dalla Piana di Gioia Tauro, che fa il paio con un'altra affermazione del "Mastro", che dice: "Noi abbiamo a Cherubino, che ci serve, penso una persona come a lui . . . (inc.)... quest'anno io lo aiuto...(inc.)...". Progetti politici, aspettative, che Commisso esprime, apertamente, con tutti i propri interlocutori. Se "Cosimello" dovesse spuntarla alle elezioni, il clan avrebbe un uomo più che fidato alla Regione Calabria: "Se va Scopelliti si gira e si volta...", e, ancora "E poi c'è sempre uno dei nostri che dirige il fatto, avete capito?". Alludendo, secondo gli inquirenti, proprio a Cosimo Cherubino.