Reggio Calabria
 

“Città turistica a chi?”. Reggio Calabria dice addio (per ora) al progetto ‘Mediterranean Life’

Progetto Mediterranean life  RCdi Pasquale Romano - La realizzazione del 'Mediterranean Life' a Reggio Calabria potrebbe rimanere una splendida idea mai tramutatasi in realtà. L'argomento che tiene banco in riva allo Stretto in questi giorni è quello relativo alla presentazione del PSC (Piano Strutturale Comunale) da parte dell'amministrazione comunale.

Il Piano Strutturale Comunale definisce le strategie per il governo dell'intero territorio comunale, in coerenza con gli obiettivi e gli indirizzi urbanistici della Regione e con gli strumenti di pianificazione provinciale espressi dal Quadro Territoriale Regionale (QTR), dal Piano Territoriale di Coordinamento Provinciale (PTCP) e dal Piano di Assetto Idrogeologico (PAI).

In sintesi, il Psc è lo strumento che andrà a sostituire il Piano regolatore generale in vigore dagli anni 90 e il suo principio ispiratore è il "consumo di suolo zero",

Appena reso pubblico il documento, non sono mancate critiche e contestazioni, la maggior parte relative al fatto che il Psc appena pubblicato paralizzerebbe la già affannata produttività in termini di investimenti e costruzioni sul territorio.

Tra i progetti che darebbero un altro volto a Reggio Calabria, aiutando la città a considerarsi davvero a vocazione turistica, c'è senza dubbio il 'Mediterranean Life'. Si tratta, in sintesi, di un porto turistico da realizzarsi in prossimità del centro commerciale 'Porto Bolaro'.

Disponibile ad accogliere anche una nave da crociera, il Mediterranean Life (secondo le linee presentate nel progetto) potrà ospitare fino a 300 barche di media grandezza, con numerose attività e negozi ad 'incorniciare' il porto.

I numeri legati al progetto in termini di indotto e ricadute occupazionali sono impressionanti. Secondi i progettisti infatti la realizzazione di 'Mediterranean Life' garantirebbe l'arrivo di 4-5 milioni di visitatori l'anno in riva allo Stretto e la creazione di 2-3 mila posti di lavoro.

Il terreno su cui è prevista la realizzazione del progetto non è di proprietà dell'amministrazione ma di privati, decisivo però il parere delle istituzioni per poter dare il via libera alla realizzazione di 'Mediterranean Life'.

Nei mesi scorsi, sono stati diversi gli incontri e le riunioni tra l'amministrazione comunale e gli imprenditori a capo del progetto con la finalità di poter giungere ad una conclusione positiva. La presentazione del nuovo PSC rischia però di essere una doccia fredda per le speranze dei progettisti di Mediterranean Life e più in generale di chi vorrà costruire immobili oltre i 4 piani.

Secondo quanto previsto infatti dal nuovo Piano Strutturale Comunale, il limite di altezza per le nuove costruzioni è fissato in 18,8 metri, misura che impedisce quindi di andare oltre i 4 piani.

Giuseppe Falduto, ai microfoni de 'Il Dispaccio', analizza la situazione attuale senza nascondere la preoccupazione per quanto previsto dal Psc.

"La Città chiede di rivedere il Piano Strutturale Comunale approvato dal Consiglio Comunale in sostituzione del piano regolatore vigente. Sindaco Falcomatà, Assessore Cama e Consiglieri Comunali, con umiltà -le parole di Falduto- vi chiediamo di modificare sensibilmente quanto approvato.

Non vogliamo ridurre le abitazioni e i servizi perché la popolazione di Reggio si è ridotta di circa 28.000 cittadini, è nostro dovere fare in modo che questi nostri figli possano tornare.

Purtroppo invece, leggendo le carte, si nota facilmente come il Psc sia solo una sommatoria di vincoli che crea serie difficoltà allo sviluppo della città. Se non si individueranno le zone dove sviluppare le strutture ricettive non capisco come si possa parlare di turismo.

Abbiamo il dovere di sognare una città diversa. Mi auguro che l'amministrazione comunale si ravveda e possa cambiare il piano. Questo PSC fa venire gli incubi", conclude Falduto.

Che ne sarà del rivoluzionario 'Mediterranean Life'? Al momento, per le norme inserite nel nuovo Psc, il progetto è da considerarsi archiviato.

Vero è che l'amministrazione comunale potrebbe concedere 'in deroga' il benestare per l'avvio dell'opera, superando così il limite dei 18 metri imposto dal nuovo piano strutturale comunale.

Rimane però ugualmente difficile pensare ad una Reggio a vocazione turistica se per realizzare progetti di tale importanza bisogna distriscarsi tra vincoli e divieti, sperando in 'deroghe', quando invece sarebbe necessario favorirne la realizzazione con tutti gli strumenti possibili.

Reggio bella si, ma rimani bassa...