Reggio Calabria
 

Reggio, “regia occulta” sui beni a lui sequestrati: Carmelo Giuseppe Cartisano è parente di boss uccisi a Gallico

Carabineri Reggio 5 dicembreCarmelo Giuseppe Cartisano, di 47 anni, l'imprenditore arrestato a Gallico di Reggio Calabria dai carabinieri del Comando provinciale reggino in esecuzione di un'ordinanza di custodia cautelare emessa dal Gip distrettuale di Reggio Calabria su richiesta della Dda. Cartisano, accusato di estorsione aggravata dal metodo mafioso e trasferimento fraudolento dei beni, è parente di Domenico Cartisano "u tempesta" e del boss Paolo Surace, trucidati a Gallico l'11 dicembre del 1988, nel corso della guerra di mafia tra il cartello destefaniano e il gruppo 'Condello-Serraino-Rosmini', uno scontro che fece registrare centinaia di omicidi tra le due fazioni. Lo riporta l'Ansa. Disposto anche il sequestro preventivo dei beni di Cartisano: tre imprese individuali intestate a due cittadini rumeni, Petre Olimpia Mihaela e Zlatan Costel, ma di fatto direttamente gestiti da lui. Si tratta dell'associazione sportiva 'Marilyn club', un ristorante ubicato a Santa Trada, sulle colline di Villa San Giovanni; un ristorante-pizzeria, il 'Naos', posto sul lungomare di Gallico e una impresa edile, affidata a Zlatan Costel. Il sostituto procuratore della Dda Stefano Musolino, titolare dell'indagine, a seguito delle operazioni Rhegion e Ghota, aveva individuato Carmelo Cartisano come uno degli imprenditori gallicesi piu' vicini all'ex parlamentare del Psdi Paolo Romeo, tuttora sotto processo in "Ghota". Secondo le indagini, eseguite dal reparto operativo dei carabinieri diretto dal col. Massimiliano Galasso, Cartisano, di fatto, non aveva mai cessato di gestire le sue attivita' economiche malgrado i passaggi di proprieta' ai due cittadini rumeni, "reiterando condotte delittuose, come l'appropriazione indebita, forniture e prestazioni mai contabilizzate, estorsioni ai danni dei dipendenti". Carmelo Cartisano era ormai considerato dagli investigatori come "l'erede naturale" dello zio Domenico Chirico, assassinato il 20 settembre 2010 a Gallico mentre si recava a consegnare materiale edile in un immobile in costruzione.