Reggio Calabria
 

Rifiuti, Falcomatà: “Regione responsabile del caos nel Reggino”

falcomatagiuseppe4genE' stato ospitato nella sede di Confindustria Reggio Calabria il convegno dal titolo "Economia circolare, ambiente e futuro - Sfide culturali e imprenditoriali per lo sviluppo sostenibile". L'iniziativa, promossa dalla sezione territoriale di Confindustria "Energia, chimica e ambiente" presieduta da Girolamo Guerrisi, ha acceso i riflettori sulle opportunità economiche connesse al ciclo dei rifiuti e sulle prospettive legate allo sviluppo sostenibile in Calabria.
A introdurre la discussione proprio Guerrisi, secondo cui il tema del dibattito "incide profondamente sul presente e sul futuro del mondo produttivo che oggi ha di fronte due grandi sfide: creare valore aggiunto e occupazione e capire cosa fare della grande quantità di beni e prodotti esausti. La risposta a questi due problemi è l'economia circolare, con i suoi grandi pregi ambientali, ma anche con le sue tempistiche e i suoi margini di profitto che sono assai diversi da quelli dell'economia lineare. Sui rifiuti e sull'economia del riciclo ci giochiamo una partita importante. Molti amministratori locali vivono difficoltà enormi, soprattutto in questo periodo di complessità fuori dall'ordinario. Il Piano rifiuti che a mio avviso è stato uno degli atti qualificanti dell'attività della Regione negli ultimi anni. Ovviamente si tratta di un provvedimento che per produrre effetti stabili e duraturi richiede tempo".
Rivolgendosi ai tanti ragazzi presenti, Guerrisi ha poi sottolineato che "non si vive di soli slogan. In materia di rifiuti e ambiente, - ha poi aggiunto il presidente della sezione territoriale Ambiente - noi imprenditori rivendichiamo il ruolo che svolgiamo non solo nell'ambito economico ma più in generale nella società. Ai tavoli tecnici e operativi vanno invitate le associazioni di categoria coinvolte nella gestione dei processi. Esserci è nostro diritto e nostro dovere, perché l'ambiente è un bene che appartiene a tutti noi".
Da parte sua, il presidente di Confindustria Reggio Calabria Domenico Vecchio ha rimarcato che "la classe dirigente non può sottrarsi al confronto su questi temi. La realtà che ci circonda sul versante rifiuti parla chiaro e descrive una situazione estremamente critica. Oggi sarebbe stata un'occasione utilissima anche in ragione della grande partecipazione dei giovani. E' in primis a loro che dobbiamo delle risposte. L'economia circolare è una di queste, come dimostrano i tanti casi di successo imprenditoriale del nostro territorio".
Un appello alla politica anche da parte del presidente del GGI Umberto Barreca, "affinché possa cogliere il messaggio di adoperarsi per l'individuazione di idonee aree destinate alla creazione di impianti, aree utili per a creazione di una filiera corta dell'economia circolare e siti che permettano alle imprese del nostro territorio di creare opportunità di lavoro e di occupazione".

"Le porte degli impianti di smaltimento dei rifiuti calabresi sono chiuse per i 97 Comuni del territorio metropolitano di Reggio Calabria, e solo per loro, sicché si creano microdiscariche ovunque e l'indifferenziato non viene raccolto da 15 giorni. E questo avviene per responsabilità della Regione" ha detto il sindaco Giuseppe Falcomatà.

"I tecnici regionali, se non avessero disertato quest'appuntamento, vi avrebbero detto che per riaprire le porte della discarica di Crotone e tornare a farci scaricare occorre che i Comuni del Reggino rientrino dell'80% dal loro debito con la Regione in materia ambientale – ha proseguito il primo cittadino –. In realtà, malgrado tanti tra loro siano in dissesto e in predissesto, tutti gli Enti locali del territorio metropolitano si sono "messi in riga" e sfiorano ormai quella soglia. Ma se anche così non fosse, la salute dei cittadini e l'igiene pubblica non possono essere demandate a una percentuale imposta peraltro non da una norma, ma da dirigenti e funzionari della Regione. Né i gestori degli impianti hanno accettato d'avere rapporti direttamente con l'Ato, il neocostituito Ambito territoriale ottimale per la gestione dei rifiuti: Abbiamo un rapporto diretto con la Regione e vogliamo continuare così", ci hanno risposto, visto che la legge regionale sui rifiuti non prevede "filtri" tra gli Enti locali e i soggetti che gestiscono gli impianti. Però gli altri territori provinciali continuano a conferire i propri rifiuti in discarica mentre noi no; e nessuno sa perché".

Vista la gravità della situazione, il nodo ravvisato da Falcomatà sta allora nella circostanza che "l'interlocuzione politica con l'Ente regionale è completamente saltata. Proprio per questo, i colleghi sindaci del territorio metropolitano hanno fisicamente sbarrato l'accesso di tutti i camion delle altre quattro province calabresi al termovalorizzatore di Gioia Tauro – ha annunciato il primo cittadino reggino – Sì, perché a proposito d'economia circolare, oggi sotto il profilo ambientale grazie a siti come Gioia, ma anche Siderno e Sambatello, proprio il territorio metropolitano reggino potrebbe essere oggi quello più autonomo dell'intera Calabria, invece di fatto è quello più intollerabilmente penalizzato. Chiediamo adesso che venga istituito immediatamente un tavolo regionale di concertazione permanente e che della questione venga investito direttamente il Ministero per l'Ambiente con la massima urgenza".


"Condividiamo la preoccupazione dei sindaci - ha affermato il presidente del Consiglio regionale Nicola Irto - in questo momento in cui sono in gioco interessi primari e non derogabili dei cittadini: l'igiene pubblica e il diritto alla salute. Sulla sfida di medio-lungo periodo l'economia circolare è la risposta per coniugare sviluppo e sostenibilità. In Calabria abbiamo aziende innovative e di eccellenza impegnate in questo settore"
Entrando nel vivo dei temi al centro del dibattito (a cui hanno preso parte tanti ragazzi dei licei scientifici "Alessandro Volta" e "Leonardo da Vinci" e del dipartimento Ambiente della facoltà di Ingegneria dell'università "Mediterranea"), Carmelo Basile, presidente di Fattoria della Piana ha illustrato il proprio modello aziendale e produttivo "che ha da sempre pensato ai rifiuti come risorsa, attraverso la creazione di un impianto di biogas e l'utilizzo del fotovoltaico, ottenendo risultati straordinari. Abbiamo messo in piedi un sistema virtuoso che dimostra come il rispetto dell'ambiente sia un fattore chiave anche in ottica di crescita economia aziendale".
Spesso il concetto di "rifiuto", viene usato male, ha spiegato Francesco Sicilia Direttore Generale Unirima, "e l'idea stessa di percentuale di raccolta differenziata è un'invenzione tutta italiana perché a livello europeo si parla di livelli di riciclo. La sfida che abbiamo davanti in questo senso è immensa e coinvolge tutti, cittadini, istituzioni e imprese".
In Calabria paghiamo ancora un forte deficit impiantistico, ha rilevato Crescenzo Pellegrino, Presidente sezione Ambiente Unindustria Calabria, "e questo è un problema che andrà avanti ancora a lungo. Il gap tuttavia rappresenta anche un'opportunità di sviluppo importante intorno a cui ruota un fatturato di circa mezzo miliardo di euro. Un asset di crescita economica e occupazionale che richiederà figure tecniche e specialistiche".
La Calabria segna comunque valori in crescita, ha evidenziato Francesco Amore, responsabile raccolta Corepla, "in termini di raccolta pari a circa un più 10% nel 2019 ma occorre superare il forte ritardo da un punto di vista impiantistico. Corepla si pone degli obiettivi molto chiari fra i quali massimizzare le quantità avviate a riciclo, estendere gli standard minimi in termini di affidabilità ambientale a tutti gli impianti della filiera, semplificare le regole e efficientare i passaggi dell'intera catena, dalla raccolta al recupero".
Un invito ad avere fiducia nel territorio e nelle opportunità del tessuto produttivo, infine, è arrivato da Antonio Cassalia, responsabile ricerca e sviluppo di "Eco Piana", che ha illustrato il progetto di recupero e reimpiego di prodotti di scarto del ciclo dei rifiuti per applicazioni nel campo dell'ingegneria civile portato avanti dall'azienda per la quale lavora: "Ricerca, lavoro e sviluppo sono tasselli indispensabili oggi nel mercato del lavoro. In Calabria si può fare tutto ciò, il modello di Eco Piana lo dimostra".