Reggio Calabria
 

Siderno (RC), il 19 giugno la presentazione del libro di poesie “Senteri” di Martino Ricupero

Ci sono sentieri che si percorrono per abitudine; altri per esplorare territori nuovi. Ci sono sentieri fatti di posti che offrono luci, colori e odori inconfondibili; e ci sono sentieri che si percorrono nella propria anima, attraversando le pieghe più intime di ricordi ed emozioni.
E ci sono i "Senteri" di Martino Ricupero, apprezzatissimo poeta sidernese che ha appena pubblicato, col patrocinio dell'Archeoclub d'Italia onlus – sede di Locri, la raccolta di poesie in vernacolo di Calabria intitolata, appunti "Senteri" (2019, Grafiche Spataro) che verrà presentata mercoledì 19 giugno alle 19 nello spazio culturale "MAG. La ladra di libri" di Siderno, alla presenza dei rappresentanti della Diocesi di Locri-Gerace e della presidente dell'Avis – sezione di Locri Marina Leone. Interveranno Ugo Mollica e Nicola Monteleone.
Le poesie di Ricupero, pubblicate sia in vernacolo che nella versione in italiano (grazie alla traduzione di Bianca Lionetti) sono dei veri e propri "senteri" che si diramano nelle cinque direttrici scelte nella raccolta: lochi e viaggi (luoghi e viaggi) in cui soprattutto c'è spazio per la Siderno che fu e per i posti dell'infanzia dell'autore; vita 'nzemi e sentimenti (vita insieme e sentimenti); i cosi chi non pozzu cangiari (le cose che non posso cambiare); dinta i mia (dentro di me); senteru novu e becchju (sentiero nuovo e vecchio).
Sensibilità e nostalgia la fanno da padrone, certo. Ma anche voglia di cambiare in meglio la società odierna attraverso il recupero dei valori, delle regole e dei costumi dettati dalla civiltà contadina, da sempre grande amore e fonte d'ispirazione per Martino Ricupero.
Il libro gode della prefazione di Ugo Mollica e del prologo di Nicola Monteleone, presidente dell'Archeoclub di Locri. Le immagini inserite tra un senteru e l'altro, sono del maestro Antonio Trifoglio, per gentile concessione del figlio Alberto.
L'opera è dedicata al padre, Giuseppe Ricupero, che seppe trasmettere a Martino i valori sani, la passione per la poesia e l'amore per la campagna.
Un libro da leggere e rileggere, per ritrovare quei luoghi di un tempo vissuto o che, semplicemente, si vorrebbe vivere. E da stringere al cuore dopo averne apprezzato tutto il valore.