Reggio Calabria
 

Reggio, il 27 maggio alla biblioteca comunale “P. De Nava” la presentazione del libro “Il manifesto della transdisciplinarità”

Cos'è la transdisciplinarità? In cosa si distingue dall'interdisciplinarità o dalla multidisciplinarità? Se ne parlerà lunedì 27 maggio, a Reggio Calabria, nell'incontro promosso dal Centro Internazionale Scrittori della Calabria alla Biblioteca Comunale "P. De Nava", alle ore 16.45, per la presentazione del libro "Il Manifesto della Transdiscipliniarità" del fisico Basarab Nicolescu a cura della ricercatrice in filosofia e giornalista culturale Emanuela Bambara (Armando Siciliano Editore).

Interverrà, per una conferenza, la professoressa Paola Radici Colace, docente di Filologia classica all'Università degli Studi di Messina, presidente onorario e direttore scientifico del CIS della Calabria. Presiederà l'incontro la professoressa Loreley Rosita Borruto. Sarà presente la curatrice, la dottoressa Emanuela Bambara, che ha conseguito il primo dottorato di ricerca al mondo in Transdisciplinarità ed è responsabile dell'ufficio stampa, comunicazione e promozione del Museo Archeologico Nazionale di Reggio Calabria.

Il Manifesto fu pubblicato per la prima volta in Francia nel 1996. Quindi è stato tradotto in inglese, portoghese, spagnolo, arabo, e a distanza di vent'anni in italiano a cura della dottoressa Bambara.

«La transdisciplinarità non costituisce né una nuova religione, né una nuova filosofia, né una nuova metafisica, né la scienza delle scienze», si legge all'articolo 7 della Carta della transdisciplinarità firmata da Lima de Freitas, Edgar Morin e Basarab Nicolescu in Portogallo, ad Arràbida, nel 1994. Come si potrebbe definire, dunque? «Potremmo dire che consiste in un approccio teorico-metodologico-didattico-euristico alla realtà multidimensionale e complessa, nel quale convergono le singole discipline, le conoscenze, i saperi, come differenti "punti di vista" e "livelli di osservazione"», afferma Bambara. «L'intelligenza transdisciplinare considera l'organizzazione delle conoscenza come un sistema "a rete", dinamico e vitale, nel quale nessuna teoria, nessuna disciplina è al centro della verità, ma ciascuna collabora dalla propria prospettiva al disegno dell'intero come sapienza. La transdisciplinarità, dunque – conclude la studiosa – promuove una riforma del sapere e dell'insegnamento all'insegna di una nuova "democrazia della conoscenza" che sia a fondamento di una cultura di pace».