Reggio Calabria
 

Rogo nella nuova tendopoli di San Ferdinando, Oliverio: "Non 'abbellire' ghetti, ma evitarli"

oliverio2"La nuova tragedia di San Ferdinando dimostra che occorre mettere mano in maniera seria e strutturale ad un problema che si trascina da troppi anni. Non servono pannicelli caldi o soluzioni rabberciate che non affrontano alla radice il problema. Il governo deve assumersi la responsabilita' di dire cosa si vuole fare in maniera seria e definitiva per togliere migliaia di persone da situazioni di assoluta precarieta' e incivilta'".

E' quanto afferma, in una dichiarazione, Mario Oliverio, presidente della Regione Calabria. "Lo stiamo dicendo da tempo: non servono - prosegue Oliverio - operazioni di mera estetica propagandistica. Avremmo preferito avere torto. Purtroppo, come era facilmente prevedibile, si e' riprodotta la situazione di degrado e di disagio sociale esistente fino a qualche giorno fa solo a qualche metro di distanza. Non basta 'abbellire' il ghetto ma e' necessario evitarlo attraverso interventi di inserimento ed integrazione nella comunita'. La Regione ha avanzato proposte concrete in questa direzione. Serve un intervento attivo, responsabile e convinto da parte dello Stato. In tal senso sono necessarie iniziative che consentano di recuperare a civili abitazioni il patrimonio dei beni confiscati, di offrire necessarie garanzie e sostegno per rendere accessibili le locazioni dei privati che vogliano liberamente mettere a disposizione le abitazioni non utilizzate, di incentivare le aziende che utilizzano la manodopera degli immigrati, realizzare moduli abitativi idonei all'interno delle aziende agricole". "La Regione ha definito in tal senso - sostiene ancora il governatore calabrese - un programma ed ha destinato risorse importanti per la sua realizzazione. Serve che lo Stato eserciti la sua funzione in modo attivo e positivo per costruire con costanza e perseveranza soluzioni civili e adeguate superando definitivamente la logica dei ghetti che producono, come si e' verificato purtroppo anche sotto diverso nome, morte e violenza in una condizione di vita disumana".