Reggio Calabria
 

A scovare coltivazioni di cannabis, covi “caldi” e latitanti: l’esaltante 2018 dei Carabinieri di Reggio Calabria

ConfCarabinieri 10 gennaio1di Mario Meliadò-Con 164 arresti per reati di mafia e 17 latitanti di 'ndrangheta (due dei quali, Emanuele Cosentino e Vincenzo Di Marte, nell'elenco dei ricercati «di massima pericolosità») catturati, cinque dei quali snidati in ogni angolo del mondo, Guyana Francese inclusa, nell'àmbito di 47 operazioni diverse, si chiude alla grande il bilancio 2018 dell'Arma dei Carabinieri di Reggio Calabria, presentato stamane al Comando provinciale dal comandante, colonnello Giuseppe Battaglia.

«Gli esiti di questo 2018 confermano la validità del dispositivo di controllo del territorio – spiega il comandante provinciale dell'Arma –, siamo riusciti a essere molto aderenti alle particolarità del territorio della provincia di Reggio Calabria, così parcellizzato... Proprio il controllo del territorio rimane il nostro focus centrale d'efficacia circa la presenza nel Reggino».

I numeri d'estremo interesse sono però molti di più.

Gli arresti complessivamente planano alla micidiale quota 934 persone; oltre 4mila i soggetti denunciati invece a piede libero. Tra le operazioni più significative, Ares («Quella in cui per la prima volta è stata perseguita una nuova cosca di Rosarno, quella dei Grasso»), Iris («L'operazione antimafia che ha portato all'arresto del sindaco di Delianuova e consigliere metropolitano Franco Rossi, che s'era "messo a disposizione" della famiglia Alvaro»), Via col vento («L'inchiesta sull'eolico che ha condotto in carcere Francesco Scalfaro, il primo cittadino di Cortale. E in operazioni non legate al contrasto ai clan sono stati arrestati anche altri amministratori della cosa pubblica come il sindaco di Palizzi Walter Scerbo», poi restituito alla libertà personale).

«E proprio le infiltrazioni nella gestione della cosa pubblica sono le modalità più tipiche – argomenta il comandante provinciale – attraverso le quali la 'ndrangheta cerca d'insinuarsi; quando invece la Pubblica amministrazione dev'essere in prima linea, in contrasto alla criminalità organizzata insieme a noi».

E tutto questo, precisa il colonnello Battaglia in conferenza stampa, «grazie anche all'apporto dei due Gruppi di Locri e Gioia Tauro, ad affiancare le 92 stazioni dell'Arma sul territorio, ai Nuclei speciali come Noe, Nas, il Nucleo Ispettorato del lavoro... Del resto uno dei nostri scopi fondamentali è renderci uno strumento di 'copertura' e di servizi verso la popolazione, non solo in chiave repressiva ma rendendo servizi e svolgendo attività di prevenzione».

Controllate, lo scorso anno, 205mila persone e oltre 140mila tra auto e altri veicoli: «Un risultato notevolissimo, specie perché colto in un territorio con indici di delittuosità bassa, rispetto a certe aree metropolitane come Napoli o Milano – mette in luce il colonnello Battaglia –, e soprattutto perché realizzato a dispetto di Nuclei con

Notevole l'attività di ricerca-latitanti e antidroga. Individuati 10 bunker e due rifugi, nel corso di operazioni che hanno portato all'arresto di quattro persone riconducibili alle 'ndrine locali; stanate 54 piantagioni di cannabis pari a 71.582 piante, arrestate 40 persone in flagranza di reato di coltivazione illegale, altre 8 segnalate a piede libero.

Del resto è vero pure (vedasi la recente operazione Cerere) che anche alla "normale" agricoltura s'estendono controlli ormai molto penetranti: «Vero è che l'agricoltura rimane una delle risorse economiche più importanti, nel Reggino e in Calabria – puntualizza il colonnello –. Ma ci mettiamo anche la dimostrazione della nostra capacità di penetrazione nella comunità locale, di rendere la cittadinanza sicura, nel poter definire le loro città e i loro paesi "sotto il controllo dello Stato", non delle 'ndrine».

Prezioso l'operato dei vari Nuclei speciali, «che non dipendono dal Comando provinciale, ma dei quali il Comando è referente su base provinciale. L'Arma dei Carabinieri, però, è una e per intero a disposizione della magistratura, e in perfetta sinergia con la Prefettura e le altre forze di polizia»: 5mila i controlli operati dal Gruppo Carabinieri forestali di Reggio Calabria, con la segnalazione di 300 persone all'Autorità giudiziaria, l'elevazione di oltre 400 contestazioni amministrative per oltre 680mila euro, l'effettuazione di 48 sequestri penali e di 129 amministrativi.

Ottimi risultati anche per il Noe, il Nucleo operativo ecologico reggino (68 controlli, segnalati in 67, contestate 52 sanzioni penali e 4 amministrative, operati 25 sequestri penali, tra l'altro verso immobili, per un complessivo controvalore da 2 milioni di euro), il Nas, ossia i Nucleo antisofisticazione e sanità (725 le ispezioni nell'arco dell'ultimo anno, che hanno portato a riscontrare 99 violazioni penali, 184 amministrative, sanzioni elevate per 478mila euro, 38 sequestri penali e 93 amministrativi operati, sequestro di 11 strutture per poco meno di 20 milioni di euro di controvalore), il Nucleo Ispettorato del lavoro (192 le ispezioni, controllate oltre 550 posizioni lavorative, rilevate 124 posizioni lavorative "in nero" «parecchie delle quali alla Tendopoli di San Ferdinando»).

E la collaborazione della cittadinanza? Il classicissimo "muro" dell'omertà sta ancòra lì?

«Io sono arrivato da un anno e mezzo, e posso dire che, invece, nel 2018 – chiarisce il colonnello Giuseppe Battaglia – qualche segnale l'abbiamo avuto: sono sempre di più gli imprenditori, ma soprattutto la gente comune, che si avvicinano alle stazioni dei Carabinieri per avere assistenza... La nostra più grande soddisfazione, ad esempio, è arrivata dall'operazione Mosaico, in cui vari direttori degli uffici postali incassavano fraudolentemente i buoni fruttiferi di anziani utenti che non li avevano mai reclamati. Dopo quell'operazione, persone che non erano mai venute si sono avvicinate: e questo è, appunto, il nostro obiettivo – rammenta il comandante provinciale della Benemerita –, dare non solo repressione, ma anche un servizio alla popolazione, in modo tale che i cittadini, nel tempo, abbiano sempre maggiore fiducia nello Stato e nei Carabinieri e che, nel tempo, si rivolgano sempre più numerosi a noi per denunciare episodi criminosi».