Reggio Calabria
 

La sfida di Lucano: “Andremo avanti anche senza soldi pubblici”

LucanoMimmo4 ottobre2buona"Anche senza contributi pubblici andiamo avanti lo stesso, da soli, perchè negli anni abbiamo costruito dei supporti all'integrazione che oggi fanno la differenza. Faremo non uno Sprar ma un'accoglienza spontanea così com'era cominciata, senza soldi pubblici. Voglio trasmettere questo messaggio al Governo, vogliamo uscire dallo Sprar. Faremo ricorso al Tar come fatto morale. Non voglio avere a che fare con chi non ha fiducia e non voglio avere a che fare con questo governo che spesso non rispetta i diritti umani. Riace rappresenta un'idea che va contro la civiltà della barbarie". A dirlo il sindaco di Riace Domenico Lucano a conclusione dell'udienza del tribunale del Riesame di Reggio Calabria

Il sindaco sospeso di Riace ha poi aggiunto: "Sono fiducioso nella scarcerazione, se esiste diritto".

Il sindaco di Riace, Domenico Lucano, risponde al prefetto Mario Morcone, presidente del Consiglio italiano per i rifugiati. Morcone è stato il direttore del Dipartimento che si occupava dei richiedenti asilo e poi capo di gabinetto del ministro Marco Minniti. E in questa veste ha "trattato" con il sindaco Domenico Lucano la messa in regola rispetto alle "criticità" che erano stato trovate nella gestione degli stranieri richiedenti asilo. Morcone nei giorni scorsi ha detto di averlo messo in guardia, a suo tempo, su alcune criticità rilevate nella gestione dei fondi assegnatigli per l'accoglienza dei migranti.

Lucano avrebbe ignorato quelle segnalazioni. "Il prefetto Morcone non deve dimenticare che nel 2008 voleva portare a Riace 400 persone e gli dissi: 'signor prefetto, Riace ha gia' 500 abitanti nella parte alta'. Pero' ho avuto un rapporto cordiale con lui. Il 26 agosto 2008 telefonarono a Riace quando altri comuni come Milano davano disponibilita' di soli 20 posti. Noi ci siamo riuniti con alcuni comuni e gli abbiamo dato la disponibilità per 300 posti; il 26 agosto ci hanno chiamati, il 28 agosto sono arrivati i pullman. Come facevamo a non fare gli affidamenti diretti alle cooperative?"