Reggio Calabria
 

FI, Siclari ‘pellegrino’ a San Luca ‘benedetto’ da Tajani per tentare la ricucitura col Carroccio: “Presto governeremo insieme: solo una ‘distrazione’, non è un divorzio…”

siclarimarco15agodi Mario Meliadò - Di politici, a San Luca, in occasione della visita di Matteo Salvini – benché vicepremier, ministro dell'Interno e leader nazionale della Lega... –, ce n'erano davvero pochini.

Assente, per dire, la sua 'ombra' calabrese Domenico Furgiuele (segretario regionale del Carroccio e neodeputato leghista); non pervenuto il commissario provinciale Salvatore Gullace; praticamente zero tra dirigenti o paradirigenti di partito (eccettuata forse la sola Tilde Minasi, ex consigliera regionale da poco confluita nella Lega dopo il periodo d'attività nel Movimento nazionale per la Sovranità), zerissimo esponenti del Movimento Cinquestelle (...saranno anche al Governo con la Lega!, ma vista la concreta assenza di cooptati del territorio e l'ovvia accesa competizione in vista delle Regionali che si celebreranno fra un annetto, i pentastellati di Calabria sono tra i 'grillini' più critici d'Italia verso gli adepti di Alberto da Giussano), praticamente zero tra dirigenti ed eletti di altri partiti della coalizione di centrodestra (...in atto esiste davvero?, e composta da quali forze esattamente?, e per quanto ancòra?).

Sarà il Ferragosto...

Per la verità, anche le forze d'estrazione politica opposta o comunque differente hanno del tutto rinunciato, eh. Il Partito democratico reggino e calabrese ha fatto finta che a San Luca, in pieno Ferragosto, ci venisse un ologramma e non il titolare del Viminale 'normalmente' avversatissimo a livello locale e nazionale ogni santo giorno dell'anno. Per non parlare di Mdp-Articolo 1, che pure tanto s'era vantato d'essere l'unico partito finalmente presente con una propria sezione sul territorio sanluchese: oggi, evidentemente, militanti e analisi erano in vacanza...

Previsto soltanto per le ore successive l'arrivo di altri partiti e movimenti, come i Radicali e Mezzogiorno in movimento con la loro raccolta-firme per chiedere (fra le altre cose) la revisione del 'decreto Taurianova' sugli scioglimenti degli Enti locali (come il Comune di San Luca...) per infiltrazioni mafiose. Presente invece la lista civica Uniti per San Luca destinata a esprimere in Francesco Anoldo Scafaria il suo candidato-sindaco alle prossime Comunali sanluchesi (anche il competitor già noto da tempo, Klaus Davi, regolarmente presente; ma più che altro nella veste di giornalista, tanto da avere anche preso parte alla conferenza stampa tenuta dal ministro dell'Interno).

...Ecco perché la presenza del giovane senatore villese di Forza Italia Marco Siclari – che il parlamentare aveva, peraltro, debitamente preannunciato e motivato – non poteva certo passare inosservata o essere valutata poco rilevante.

Perché essere qui con Salvini e i cittadini sanluchesi anziché al mare da qualche parte, senatore?

«Perché era la scelta giusta da fare. Perché il dialogo che c'è con le Istituzioni e con chi rappresenta lo Stato, dalle forze dell'ordine alla Prefettura, è un dialogo costante che non va in ferie neanche a Ferragosto. Il segnale che vogliamo dare è che noi ci siamo: San Luca deve aver la possibilità di sentirsi un paese come gli altri, e per questo dobbiamo aiutare la gente di San Luca, della provincia di Reggio e di tutta la Calabria a uscire da quell'etichetta che, purtroppo, per tanti anni ha condizionato la nostra presenza e la nostra esistenza in tutt'Italia. Noi dobbiamo abbattere quell'etichetta, noi siamo qui per dire che siamo calabresi, siamo cittadini onesti, vogliamo dimostrarlo con chi rappresenta le Istituzioni e con chi combatte la 'ndrangheta ogni giorno».

Già: oggi, però, all'ordine del giorno c'è l'incapacità ormai quinquennale dei sanluchesi di eleggere un sindaco...

«Noi ci auguriamo che questo accada presto, e sicuramente la questione arriverà presto al tavolo del Governo: con la legge così com'è, qui è alquanto difficile che possa esistere un'Amministrazione comunale in grado di durare cinque anni. Ma siccome le responsabilità sono personali, e non relative al rapporto con un lontano parente o con un familiare che ha avuto problemi con la Giustizia, è chiaro che dobbiamo dare priorità a chi personalmente non ha niente a che vedere con la commissione di reati, offrendo a tutti la possibilità di vivere in piena Democrazia che, in caso contrario, in Italia può dirsi fallita. Anche a questo lo Stato sta dando grande attenzione, oltre che al contrasto ai clan».

Da anni varie forze politiche chiedono di rimodulare il 'decreto Taurianova' del 1991 sugli scioglimenti per mafia degli Enti; oggi pomeriggio Radicali e Mim raccoglieranno firme a supporto. Insomma si vorrebbero cambiare le regole in materia: ma come? Per i reati c'è il Codice penale, uno scioglimento dovrebbe comunque 'anticiparli', no?

«Io ho molta fiducia nelle forze dell'ordine e nel lavoro di Procure e Prefetture, lo ribadisco. E penso anche che i nostri interlocutori privilegiati per risolvere questo gap normativo non possano che essere proprio loro, a fronte di una legge che talvolta ha visto lo scioglimento di Comuni in cui s'è poi verificato che, in concreto, non c'era motivo di scioglierli. Ecco perché questo è interesse anche di chi rappresenta lo Stato in sedi diverse dalle nostre...».

...E quindi, in definitiva, firmerà anche lei?

«Per la modifica della legge, sì: però bisogna vedere cosa si propone in alternativa... questo bisogna leggerlo e approfondirlo... Vede, io sono un medico, sono, certamente, un parlamentare, ma non mi occupo di giurisprudenza; per cui mi piacerebbe non contribuire a far approvare una legge sbagliata, andando 'a intùito'. Per questo dico che a mio avviso è fondamentale confrontarsi con chi il contrasto ai clan lo pratica ogni giorno, concretamente e sul territorio, perché la sua esperienza ci può aiutare a redigere una legge fatta bene, che poi può essere condivisa da chi fa politica, dai cittadini, dai calabresi... Occorre fare un 'tavolo tecnico' coinvolgendo tutti, ecco».

...Ma parliamo di politica. Senta senatore Siclari, lei oggi è qui a San Luca, accanto al ministro dell'Interno di un Governo senza Forza Italia supportato da una maggioranza senza Forza Italia ed espressione di una Lega in atto fuori dal centrodestra. Fra un anno ci saranno le Regionali e le Comunali di Reggio Calabria, e molti dicono che anche a Sud gli equilibri nel 'vecchio' centrodestra si stanno ribaltando a favore del Carroccio... Ritiene fondati questi convincimenti? E Forza Italia a che contromisure pensa?

«Il centrodestra, comunque, ancòra esiste: credo, da ciò che vedo nelle ultime ore, che abbia la volontà di tornare insieme a governare nelle Regioni... e sono convinto che presto saremo insieme anche al Governo del Paese per i prossimi anni. Sono certo di questo, perché c'è una grande contraddizione nei contenuti della Lega rispetto a quelli di Cinquestelle e viceversa; e tali contraddizioni emergeranno insuperabili al momento di valutare e poi votare la Legge di stabilità. In più, ricordo che Forza Italia ha sempre votato a favore delle proposte di legge formulate dalla Lega, perché rientrano nel programma della coalizione di centrodestra presentato ai nostri elettori, che peraltro è stato il programma più votato dagli italiani, ed è chiaro che noi continueremo in questa tendenza, e quindi...».

...E quindi, Siclari?

«E quindi, è proprio per questo che io oggi sono qui a San Luca. E la mia presenza qui è stata voluta anche dal vicepresidente nazionale del partito, Antonio Tajani».

Cioè?

«Cioè, proprio la vicinanza tra la Lega e Forza Italia è il motivo principe della mia presenza odierna a San Luca, in rappresentanza di Forza Italia, attenzione!, non del solo Marco Siclari, cittadino calabrese che vuol dire 'no' alla criminalità organizzata a titolo personale, ma è tutto il partito che lo dice... perché l'abbiamo detto già in passato, quando eravamo al Governo. E l'abbiamo detto insieme alla Lega. Il centrodestra su certi grandi temi è sempre stato ed è tuttora unito e compatto: per esempio sul contrasto alla 'ndrangheta, una guerra che dobbiamo vincere insieme».

D'accordo: e le Regionali 2019, dicevamo?

«Mah, su questo decideremo nelle prossime settimane, in base anche a quanto verrà deciso in relazione alle Regioni Abruzzo e Piemonte e naturalmente rispetto alle prossime Europee. Ma io credo proprio che la volontà sia di mantenere in vita questo matrimonio contratto più di vent'anni fa... Come nei matrimoni, anche in politica ci può essere qualche momento di 'distrazione', ma penso che ci sia qualcosa di più profondo che ci lega e che è il frutto di lunghi anni d'esperienza insieme, sono tante vedute che sono simili, e quindi io penso che alla fine arriveremo lì... Non è un divorzio».