Reggio Calabria
 

Cosca Bellocco: regge in Cassazione l'inchiesta "Blue Call"

cortedicassazione 500Nel complesso supera il vaglio della Corte di Cassazione il processo, svoltosi in abbreviato, nei confronti di boss e affiliati al potente clan Bellocco di Rosarno arrestati nell'ambito dell'operazione, condotta dalla Polizia, "Tramonto-Blue call". Rispetto alla sentenza emessa dalla Corte d'Appello sono sedici le condanne confermate dagli Ermellini, cinque le assoluzioni mentre altre posizioni dovranno ritornare a Reggio Calabria, dinnanzi i giudici di secondo grado, o per ricelebrare il processo oppure "solo" per rideterminare la pena inflitta. Il giudizio che si è celebrato in Cassazione è il frutto dell'unione dei due procedimenti.

L'indagine "Blue Call" (svolta in collaborazione con la Dda di Milano) verrà avviata nel 2010, all'indomani della maxioperazione "Rosarno è nostra", con cui verranno pesantemente colpiti i clan del luogo: erano infatti stati documentati gli interessi criminali ed imprenditoriali della cosca Bellocco in Emilia Romagna e la "spaccatura" in atto di alcuni suoi elementi con la temibile cosca Pesce di Rosarno. Dal complesso delle attività sarebbe è stato accertato dai pm Giovanni Musarò, Alessandra Cerreti, Matteo Centini e Luca Miceli (tutti in servizio all'epoca alla Dda di Reggio Calabria ndr), l'interesse della cosca Bellocco ad acquisire una società attiva nel settore dei call center: tra la fine del 2010 e gli inizi del 2011, come emerge dalle conversazioni tra gli indagati, Bellocco ed il suo gruppo criminale entreranno nel pieno possesso dell'azienda, pur non comparendo in atti ufficiali e ricoprendo ruoli di alcun genere, segno di una gestione dell'impresa reale ma mai formalizzata, tale da consentire alla cosca rosarnese il pieno controllo della persona giuridica, il godimento dei relativi frutti allo scopo di evitare eventuali e futuri provvedimenti di sequestro. L'indagine, dunque, è la riunione di vari procedimenti (tra gli altri anche "Vento del Nord") e al suo interno sono confluiti anche gli atti delle inchieste "Crimine", "Reale" e "Maestro". L'indagine "Tramonto", invece, metterà sotto la lente d'ingrandimento le attività illecite a San Ferdinando. Nel dettaglio la Corte di Cassazione ha confermato le condanne per: Michelangelo Belcastro 6 anni, Antonio Bellocco classe 1980, 8 anni; Berto Bellocco 10 anni, Carmelo Bellocco, classe 1987, 6 anni e 8 mesi,

Domenico Bellocco, classe 1977, 11 anni, Domenico Bellocco classe 1980, 3 anni e 4 mesi; Domenico Bellocco, classe 1981, 13 anni e 4 mesi, Emanuela Bellocco 6 anni, Francesco Bellocco 3 anni e 4 mesi. Maria Angela Bellocco 7 anni e 4 mesi. Aneta Brewczyna 3 anni, Giuseppe Cotroneo 4 anni, Pasqualino Malvaso 6 anni, Rocco Panetta 8 anni, Luigi Piromalli 8 anni, Raffaele Rullo 8 anni. Gli assolti definitivamente sono Francesco D'Agostino, difeso dall'avvocato Michele Novella, Vincenzo D'Agostino,avvocato Mario Santambrogio,, Maria Serafina Nucera, Luigi Timpani e Francesco Zungri, avvocato Nicola Rao. I giudici di piazzale Clodio hanno ridimensionato la pena di Antonio Bellocco, classe 1988, condannandolo a 9 anni e due mesi di carcere, difeso dagli avvocati Guido Contestabile e Pasquale Galati. Così come per Umberto Bellocco classe 1991, 4 anni di reclusione, e Carmelo Bellocco classe '56, 10 anni e quattro mesi.

La Cassazione, inoltre, ha annullato la sentenza di secondo grado e rinviato gli atti alla Corte d'appello di Reggio Calabria per Michele Bellocco (16 anni nella sentenza di appello), avvocati Guido Contestabile e Ganfranco Giunta, e Francesco Elia (7 anni e quattro mesi), avvocato Contestabile, solo però per la rideterminazione della pena.

La Corte d'appello reggina, inoltre, si dovrà ripronunciare sulla determinazione della pena anche per la posizione di Francesco Mercuri (9 anni), difeso dall'avvocato Domenico Malvaso, Umberto Bellocco classe '83 (12 anni), Carlo Longo (10 anni), Francesco Nocera (10 anni) avvocati Contestabile e Davide Vigna, Domenico Oliveri (10 anni), avvocati Contestabile e Luca Cianfaroni. Annullamento della sentenza di secondo grado e invio Corte d'appello per un nuovo processo per Angelo Bartolo Ligato (6 anni), difeso dagli avvocati Contestabile e Cianfaroni.