Reggio Calabria
 

La nuova sede dei sommozzatori dei Vigili del Fuoco di Reggio Calabria “fa acqua da tutte le parti”

Nuova denuncia dei segretari Regionale Calabria e Territoriale di Reggio Calabria, della UILPA Vigili del Fuoco, in merito alle criticità emerse presso la nuova sede dei Sommozzatori VF, ubicata sul molo di ponente del porto di Reggio Calabria, rimasta peraltro anonima, in quanto priva di un'insegna.

Criticità a dir poco sconvenienti – tuonano Provazza e Alampi - per il personale che opera all'interno della sede e per le quali, sia l'amministrazione centrale che provinciale, ne avevano garantito la risoluzione in breve tempo.

Nulla di fatto e le solite promesse da marinaio, tanto per rimanere in tema acquatico, sono rimaste tali, senza produrre gli effetti sperati dal personale della sede in questione, costretto a fare i conti con i continui sversamenti delle cosiddette fosse

IM-HOF (pozzi neri) a causa della mancata realizzazione della rete fognaria. A ciò si aggiunge anche l'enorme spreco di danaro pubblico, generato dai frequenti e costosi interventi di svuotamento delle suddette fosse di esigua portata;

L'impianto fotovoltaico non ancora collegato alla rete elettrica, l'impianto termosolare non a pieno regime per evitarne il danneggiamento, vista la mancata programmazione di interventi di manutenzione e l'ascensore montacarichi fuori servizio a causa del mancato collaudo, sono alcune delle criticità a tutt'oggi presenti presso la sede dei Sommozzatori calabresi, importante e nevralgico hub per la gestione del soccorso acquatico.

Stante le vertenze messe in atto – denunciano Provazza e Alampi – l'inconcludente gestione dell'amministrazione, incurante della salubrità e della sicurezza dei lavoratori, ancora oggi si ripercuote su quei sacrosanti ed inalienabili diritti di coloro che sono preposti, senza ombra di dubbio, a garantire la sicurezza dei cittadini.

Provazza e Alampi promettono di non abbassare la guardia e di attuare tutte la azioni necessarie a tutelare il personale VF e mettere fine all'enorme spreco di denaro pubblico, che potrebbe essere impiegato per altre finalità istituzionali.