Reggio Calabria
 

Reggio, maltempo allaga scavi Piazza Garibaldi. Da Corrado (M5S) stoccate a Falcomatà

"Tra le conseguenze dei nubifragi che nei giorni scorsi hanno colpito il Reggino c'è anche, proprio nel capoluogo, l'allagamento dei tre saggi di scavo che da un paio d'anni squarciano la superficie della piazza antistante la stazione ferroviaria, intitolata a Garibaldi. Poiché Reggio, come Crotone, è una fondazione greca sopravvissuta nello stesso sito fino ad oggi, il parcheggio multipiano là previsto deve fare i conti con l'affioramento di importanti testimonianze archeologiche. Nelle intenzioni del Comune e della Soprintendenza, e per ora solo in quelle, i ruderi dovrebbero poter convivere con la nuova infrastruttura".
Ad affermarlo la senatrice del M5S, Margherita Corrado.

"L'iniziativa ha del coraggioso, se non del temerario, dal momento che per anni i Reggini hanno conosciuto una difficilissima convivenza con gli scavi archeologici cosiddetti di Piazza Italia, fino alla loro non del tutto risolta musealizzazione. Pur di realizzare il parcheggio, il Sindaco Falcomata' si sottomette ora al rischio di una nuova Piazza Italia. E tornando al nubifragio, nell'attesa che il Comune, dopo la recente messa in sicurezza dei saggi, già ridotti ad immondezzai, trovi i 6 milioni necessari per realizzare il progetto elaborato ad hoc e gratuitamente dalla Soprintendenza, l'acqua piovana li ha trasformati in altrettante vasche. In queste ore le relative immagini stanno facendo scalpore e un buontempone rallegra i concittadini sul web facendosi filmare accanto ad una di esse mentre maneggia una canna da pesca.
Non è difficile immaginare scene simili anche a Crotone, a breve. Il progetto"Antica Kroton" ha infatti un difetto di fondo che ho denunciato e non smetterò di denunciare: la mancanza di un obiettivo vero. Al suo posto emerge la priorità, anzi l'urgenza, da parte dell'ente attuatore, di spendere pur di spendere.
Nella frenesia progettuale che ne deriva, il Ministero identifica le proprie aree di intervento tra Crotone (troppe) e Capo Colonna, dove eseguire scavi e restauri x circa 21 milioni di euro, mentre il Comune, che deve spenderne oltre 36 dei 61,7 a disposizione, ne individua altre (troppe) dove fare lo stesso, dopo gli espropri che favoriranno i soliti nomi... ll Ministero eserciterà la sorveglianza su tutti i siti oggetto di intervento, avendo la tutela del patrimonio culturale quale prima e principale responsabilità, ma la gestione di ciascuno sarà, alla fine, comunale. Bene. Anzi male, vista l'incapacità senza attenuanti dimostrata da Pugliese e soci con ArckeoUrbe, fiasco clamoroso quanto esemplare sul quale, guarda caso, è calato il silenzio.
Non è difficile, ripeto, immaginare a Crotone 'peschiere' simili a quelle di Reggio-Piazza Garibaldi, ma più numerose e capillarmente diffuse. Le vedremo non appena il genio dei progettisti fantasma che fanno capo a Piazza della Resistenza, senza che alcun documento ancora ne ufficializzi compiti e responsabilità, scoperchiera' anche la piazza medesima, nonostante sia il solo spazio pubblico utilizzato per l'esercizio della politica, o forse proprio per questo. L'architetto Patanè potrà vantare ancora per poco l'esito tutto sommato felice della sua idea di sistemazione della piazza, realizzata solo pochi anni or sono.
Lo stesso dicasi per l'indagine archeologica dello spazio retrostante le Poste centrali, anch'essa promossa dal Comune nell'ambito di "Antica Kroton". Paradossalmente, infatti, mentre Reggio arranca per conciliare archeologia e parcheggio multipiano pur di assicurarsi quest'ultimo, Crotone, congestionata anch'essa dal traffico, decide di rinunciare ad uno dei suoi pochissimi parcheggi in omaggio ad un concetto distorto di 'museo diffuso' che vuole farci affacciare per dieci, quindici volte da passerelle correnti sopra resti di Kroton privi di differenze sostanziali che ne giustifichino la gemmazione. E pretende che questa opportunità, ammesso di renderli davvero fruibili, porti in città frotte di turisti. Nell'immediato, ben più certo è il disagio causato ai residenti dal via vai di camion costretti a manovrare nei due cantieri citati e muoversi nel cuore della città.
Idee vecchie e dunque superate vengono spacciate per opportunità da chi non vuole ammettere di non avere idee ma essere mosso solo dalla fretta che nasce dalla cupio expandendi. Facile previsione è che la Crotone post "Antica Kroton", cioè successiva all'impiego delle somme destinate a ciascun intervento, sarà la città della peschiere archeologiche.
Tante nuove 'piscine CONI' punteggeranno il tessuto urbano, simili non al glorioso impianto sportivo dei tempi andati ma alle odierna rovina sul lungomare, perché destinate non agli appassionati di nuoto ma al galleggiamento dei rifiuti e all'ammollo dei resti archeologici così, da progetto, valorizzati. "E qualcuno dirà che c'è un modo migliore..."
Dovranno sostituire, quelle vasche, la più grande di tutte, addirittura 14,5 ettari, prevista (dal Comune) nell'area davanti alle fabbriche sotto l'ambigua voce bonifica ma fortunatamente respinta dal Ministero. Ma non tutto è perduto: laggiù, la recente scomparsa tra le fiamme della piantagione di paulownia tomentosa si appresta a suscitare nuovi appetiti".