Il dialetto al centro delle iniziative dell’Accademia del Tempo Libero di Reggio Calabria e della Fondazione Febea

Il dialetto, importante elemento d'identità territoriale, antica testimonianza di vissuto collettivo, cultura locale, usi e costumi, memoria storica che giunge ai nostri giorni, ancora al centro delle iniziative dell'Accademia del Tempo Libero di Reggio Calabria e della Fondazione Febea.
Un tassello identitario di non poco conto che merita attenta tutela è stato il punto focale di un incontro che si è tenuto presso l'Auditorium Zanotti Bianco, sede dell'associazione.

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Una serata interessante, condotta dalla professoressa Mimma Gurnari, che ha visto la partecipazione del poeta Giuseppe Ginestra e del chitarrista Aurelio Mantica, che hanno, rispettivamente, recitato splendide poesie, e cantato muttette reggine. Presenti anche il Presidente del Consiglio Comunale, Demetrio Delfino, appassionato di vernacolo e grande scoperta dell'Accademia come poeta dialettale, e l'Assessore Comunale Lucia Nucera.
L'iniziativa che ha fatto da sfondo all'incontro è stata la pubblicazione del dizionario della lingua reggina, a cura di autore Salvatore Ventura, edito da Laruffa.
Il volume di Ventura fornisce validi spunti per conoscere e approfondire le caratteristiche della lingua della nostra città, attraverso oltre 7000 lessemi esaminati nell'aspetto fonetico, etimologico, significato letterale e traslato, nell'ambito d'uso, nelle variabili di zona, etc.
Una raccolta meticolosa, composta in un unicum fondamentale per conservare la lingua locale, peculiarità di questo popolo.
L'iniziativa dell'Accademia parte da un punto molto importante: il dialetto è stato discriminato per molto tempo da pregiudizi ma negli ultimi anni si è verificata un'inversione di tendenza, favorita anche dagli intellettuali, dai pedagogisti e dalla politica stessa tanto da portare all'istituzione, da un paio di anni, della giornata nazionale del dialetto.
Ciò che è scaturito è che un punto di contatto tra i delatori e i sostenitori esiste e sta nel dato incontrovertibile che dialetto e lingua nazionale hanno pari dignità: entrambi derivano dal latino anche se diverso è il loro punto di partenza e il loro percorso diacronico.