Reggio Calabria
 

Reggio, “Un Mondo di mondi”: “Il diritto alla casa non è a tempo”

"Per le famiglie dell'ex Polveriera lasciare le baracche in cui vivono da sempre sarebbe la realizzazione di un sogno. Ma le 7 famiglie interessate dall'ordinanza sindacale di sgombero, per il pericolo di crollo di un edifizio denunciato nel 2003 (verbale dei vigili del fuoco), hanno rifiutato la proposta di "sistemazione" abitativa del Comune perché essa non garantisce il diritto fondamentale alla casa, attuando nei loro confronti un trattamento differenziale.

Queste famiglie, da decenni in emarginazione abitativa, hanno piena consapevolezza di cosa sia il diritto alla casa, per questo chiedono che gli venga garantito.

Occorre fare chiarezza. Il 17 aprile scorso, il Comune ha proposto alle famiglie un'assegnazione temporanea e "speciale" per soli 6 mesi. Assegnazione che non rientra nella normativa sugli alloggi popolari e quindi nelle disposizione delle assegnazioni in deroga. Questa assegnazione, proprio per la sua specificità, non prevede alcuna possibilità di proroga dopo i 6 mesi. Che ne sarà delle famiglie dopo quel periodo di tempo?

Il giorno successivo al rifiuto delle famiglie, il Comune ha inserito nei decreti di assegnazione la citazione della normativa di settore e quindi l'assegnazione ai sensi dell'articolo 31 legge regionale nr 32/1996, mantenendo però la durata di 6 mesi.

Per limitare le assegnazioni, il Comune ha accorpato i nuclei familiari mentre la normativa di settore prevede che le assegnazioni vengano fatte per singolo nucleo, per evitare situazioni di sovraffollamento. Per cinque famiglie è stata prevista l'assegnazione di due alloggi e non di cinque.

Inoltre due famiglie, le cui baracche ricadono nell'area oggetto di sgombero sono state totalmente escluse dal provvedimento probabilmente per un errore materiale.

Ma la situazione più grave è quella relativa alla condizione di sicurezza delle famiglie. Gli alloggi che sono stati proposti sono alloggi confiscati alla 'ndrangheta. Nulla da eccepire se il Comune avesse ben valutato la situazione attuale di quei specifici alloggi, a garanzia degli assegnatari, attraverso l'assenza di problemi di sicurezza dovuti all'origine di quegli alloggi. Purtroppo, risulta, che questa verifica fondamentale non è stata fatta.

Il diritto fondamentale alla casa è un diritto indivisibile per cui per essere tale deve avere tutte le caratteristiche fondamentali: la sicurezza, la garanzia del titolo, la durata dell'assegnazione per l'intero periodo dello stato di effettivo bisogno, la collocazione in situazione di inclusione sociale. Nel caso queste caratteristiche non sussistano, il diritto all'abitare non è garantito.

Quindi, non si dica che le famiglie dell'ex Polveriera rifiutano di lasciare le baracche fatiscenti ma si prenda atto delle modalità amministrative nella gestione delle problematiche sociali. Si auspica che le Istituzioni vengano incontro alla legittima richiesta di garantire il diritto all'abitare nella sua totalità e non al solo scopo di liberare l'area dell'ex Polveriera". Lo affermano Antonino Giacomo Marino, Cristina Delfino del Direttivo Associazione "Un Mondo di Mondi".