Reggio Calabria
 

Anziana picchiata a morte, per rapinatori uso violenza "male necessario"

operazionemalanova2Picchiare era un male necessario per raggiungere i propri scopi. Così diceva Benito Alessandro Bevilacqua, parlando con la sua fidanzata Patrizia Caristo in una delle intercettazioni captate dagli investigatori. I due, insieme a Massimo Berlingeri detto "u stuppatu" sono stati arrestati dalla polizia nell'operazione "Malanova" per l'omicidio dell'anziana di 88 anni Maria Ficara, avvenuto lo scorso ottobre durante una rapina in casa della donna.

Nell'ordinanza cautelare emessa dal gip del Tribunale di Reggio emerge la serialità dell'attività criminale perpetrata dai tre, fatta di furti e rapine, e il loro modus operandi. Erano infatti spesso le persone più indifese a finire nel mirino dei rapinatori: donne, anziane o comunque persone "sole". I rapinatori ne studiavano minuziosamente le abitudini quotidiane per arrivare preparati al momento dell'azione che contemplava, ove necessario, anche l'uso della violenza.

BEVILACQUA Benito Alessandro: vedi che è brutto picchiare "mi ci mini" ad una vecchia ...
CARISTO Patrizia: certo che è brutto!
BEVILACQUA Benito Alessandro: non è bello!... però la prossima volta lo sai che conviene?... uno che li prende... li spacca e...(inc.) ...così da fare in mondo che non parlino e nient'altro

La condotta violenta come estrema ratio, quella evocata da Bevilacqua. La stessa che provocò, secondo quanto accertato dagli investigatori, la morte dell'anziana donna.

"Sia come sia – scrive difatti il gip – il pestaggio ne causava inequivocabilmente il decesso". Dopo essersi introdotti in casa, Berlingeri e Bevilacqua avrebbero bloccato la vittima, cercando di imbavagliarla e percuotendola "fino a provocarle – tra l'altro – la frattura dieci costole ed una serie di emorragie interne, tra cui quella alla zona temporale". "E' ragionevole ritenere" che i responsabili "avessero l'intenzione di fiaccare la resistenza della vittima, impedendole di urlare o dimenarsi, o comunque di indurla ad indicare il luogo in cui era occultata l'ingente somma di denaro, che non avevano rivenuto nelle precedenti occasioni". L'88enne in passato era stata oggetto ed aveva denunciato altri quattro furti avvenuti nel suo appartamento. Per questo motivo, la donna aveva applicato delle grate di ferro alle finestre e sostituito il vecchio portone d'ingresso con uno blindato. I malviventi era riusciti comunque a introdursi nell'abitazione della vittima alla ricerca dei suoi risparmi (una somma di circa 47mila) nascosti in più punti della casa, che neanche in quella occasione comunque riusciranno a trovare. Il denaro verrà trovato successivamente dalla polizia nel corso della perquisizione.

Diverse le conversazioni significative emerse nelle intercettazioni telefoniche e ambientali che, insieme a quanto restituito dalle immagini delle telecamere di videosorveglianza, hanno permesso di individuare i malfattori. In particolare, "un dialogo captato due giorni dopo la perquisizione e le sommarie informazioni conteneva tre riferimenti che consentivano di ancorare quel passaggio discorsivo alla rapina ed alla morte della Ficara: un primo, riguardante la preoccupazione della persone indicata dal Bevilacqua (ovviamente, lo stuppatu); un secondo riguardante l'accenno alla segnalazione delle presenza in zona della vettura ("l'hanno segnalato la mezzo"), da cui, secondo i correi, avevano preso le mosse le investigazioni; un terzo riferimento, relativo ai ripetuti tentativi di furto, in quanto, come si è visto, la vittima aveva patito diversi gesti predatori (...)".

Ragazzo: ...........a maaa.... A me voleva.... Enzo?
Nito: Uh ...incom;
Ragazzo: ...inc... voleva là..... inc....;
Nito: ah non so se si inca....;
Ragazzo: ah!
Nito: ....è preoccupato;
Ragazzo: ah...
Nito: .... quante volte siamo andati cu STUPPATU....;
Ragazzo: per davvero?
Nito: Niente, niente, ti giuro, niente.. sulu eu e iddu.. U STUPPATU
Ragazzo: ....incom.... l'hanno segnalata la mezzo..;
Nito: sì....

In un dialogo Berlingeri discute con tale Catanzaro Francesco (Ciccio). "(...), l'indagato chiedeva notizie del figlio; anche in questo caso, oltre ad essere appellato come u stuppatu, il suo interlocutore gli chiedeva provocatoriamente se avrebbe ucciso anche lui, nel caso non l'avesse assecondato nelle sue richieste. Ciccio chiama Massimo "Stuppatu" e chiede se gli dà 20 euro se va da lui. Massimo gli risponde che se lo raggiunge lo prende a calci, che domani gli farà vedere chi è lui. Ciccio chiede a Massimo 'Mi stai minacciando? Ma che fai se non torna, ora ammazzi pure me?'".