Reggio Calabria
 

"Bus della libertà", lo sdegno di ArciGay Reggio Calabria e Cosenza: "Vergogna nazionale"

IMG-20180220-WA0021"Quello che si è verificato oggi a Reggio Calabria, la propaganda diffusa dal cosiddetto Bus delle Libertà (quali libertà?!) che, in barba a tutte le normative per manifestazioni pubbliche, ha dichiarato alla Questura l'arrivo di un semplice bus turistico, rappresenta una vergogna nazionale che, purtroppo, toccherà altre città italiane e di fronte a cui non si può restare zitti.

Non si può farlo per due specifici ordini di motivi: il primo riguarda la tendenza, sempre più aggressiva, da parte di taluni, a veicolare notizie false e/o tendenziose, puntualmente smentite da fior di studi pubblicati dall'Organizzazione Mondiale della Sanità, circa l'imposizione della cosiddetta teoria del gender, una teoria inesistente e frutto di una precisa azione politica tesa a disinformare e a diffondere la paura, sfruttando i bambini per propri calcoli elettorali e di posizionamento politico. Il secondo riguarda un aspetto ancora più inquietante che si nutre del primo: la violenza cieca e colma di odio di questa campagna elettorale che, guardando alle cronache dei giorni scorsi, ha mietuto le prime vittime, armando mani convinte di rappresentare la Giustizia. Tutto questo deve fare scattare l'allarme e convincere ogni cittadino di questo Paese che non si può più restare con le mani in mano attendendo che "gli altri" facciano qualcosa, perché siamo tutti responsabili e siamo tutti chiamati a fare il nostro dovere civico.

Ci chiediamo di quali libertà siano portatori questi cavalieri del Sacro Romano Impero, pronti a minacciare querele e a farsi pubblicità sulla pelle degli altri. E ci chiediamo anche perché alla libertà di fare propaganda a Reggio Calabria non sia corrisposta la speculare libertà di contro manifestare, negata dalla Questura.

L'unica voce libera e laica nella quale ci si è potuti riconoscere è stata espressa dalla presidentessa della Commissione Pari Opportunità del Comune di Reggio Calabria, Michela Calabrò. Questo rappresenta un vero documento politico, connotato da chiarezza, trasparenza, coerenza di impegno e amore per la città. Tante le voci politiche ed istituzionali che ci saremmo aspettati si levassero in questo deserto a sostegno della nostra Reggio.

Michela ha definito intolleranti, falsi e fuorvianti i messaggi diffusi durante la sosta del pullman ed ancora ha delineato il profilo dell'evento quale atto offensivo discriminatorio ed irresponsabile. Parole tutte nelle quali la popolazione LGBTIQ* si riconosce pienamente, così come ogni cittadino libero e consapevole. Immediato il gravissimo attacco personale da parte degli individui che hanno organizzato l'evento i quali dimostrano di ignorare che le Commissioni Comunali non rappresentano il Comune tutto; creano falso allarmismo diffondendo fake news e descrivendo pericolosa la fantomatica lobby lgbt, quale centro di poteri oscuri e di interessi nascosti.

Non siamo più disposti a retrocedere rispetto alle conquiste di civiltà che abbiamo ottenuto ed aspettiamo di ricevere una denuncia di diffamazione.

Noi ci battiamo per la dignità della Persona, per i Diritti Umani, per l'inclusione di tutti, e sottolineiamo tutti, per madri e padri, per i figli e per qualsiasi essere umano che a Reggio Calabria e in Italia abbia un progetto di vita ispirato alla vera libertà e che si riconosca nei principi di non discriminazione, contenuti negli articoli 2 e 3 della Costituzione Italiana.

Noi continueremo a lottare affinché la mortificazione, la denigrazione, l'esclusione, il revanscismo non abbiano asilo e attitudini oscurantiste non possano trovare spazio di crescita in un'Italia che qualcuno vorrebbe far tornare indietro di diverse centinaia di anni.

Noi non crediamo di essere l'unico presidio di libertà, ma crediamo che la e le libertà si costruiscano tutti insieme, attraverso il confronto e il dialogo civile, sotto la tutela delle istituzioni democratiche e nel sano dibattito in seno alla società civile. Quello che, ahinoi, è mancato e che si ritrae giorno dopo giorno sotto i colpi di un certo oltranzismo". Lo afferma l'Arcigay di Reggio Calabria.

 

"Un autobus arancione chiamato "Bus della Liberta" che gira per le città d'Italia per salvare dal "Gender" i bambini.
Una vera e propria mistificazione della realtà che gioca con paure di confusi genitori creando mostri inesistenti che si nutrono nell humus dell'omofobia e della discriminazione: il bus di CitizenGo, Generazione Famiglia, attraverso l'appropriazione indebita di un termine faro della cultura decostruzionista e postcoloniale che non significa nient'altro che GENERE é giunto oggi a Reggio Calabria dove si è reso colpevole di un'infamante accusa di diffamazione nei confronti di Michela Calabrò, storica attivista di Arcigay I Due Mari Reggio Calabria, nonchè presidente della Commissione Pari Opportunità del comune di Reggio Calabria, rea di aver semplicemente diffuso una nota in cui esprimeva dissenso per la pericolosità dei messaggi ambigui, omofobi e deliranti che i manifestanti del Bus della Libertà vorrebbero diffondere". Il comitato Arcigay Eos Cosenza esprime solidarietà e vicinanza a Michela e all'intero direttivo Arcigay I Due Mari Reggio Calabria.