Reggio Calabria
 

Water Warriors al Castello Aragonese di Reggio Calabria, il commento di Domenico Battaglia

"Water Warriors al Castello Aragonese di Reggio Calabria è una mostra dallo straordinario valore documentaristico che 'toglie il velo dai nostri occhi' su disuguaglianze, drammatiche condizioni di miseria ed emergenze umanitarie che vedono donne e uomini di luoghi lontani e dimenticati interpellare le nostre coscienze, suscitando imbarazzo per il cosiddetto mondo occidentale evoluto che, con i suoi eccessi e la sua indifferenza, sta pregiudicando le aspettative di vita di tante popolazioni".
E' il commento di Domenico Battaglia, presidente della Conferenza permanente interregionale per il coordinamento delle politiche nell'Area dello Stretto che ha patrocinato la mostra internazionale realizzata con la partnership tra Bluocean e National Geographic e firmata da Lynn Johnson, una delle icone della fotografia mondiale contemporanea cui è stato dedicato un volume de 'I Grandi Fotografi', collezione riservata ai più autorevoli autori del nostro tempo.
"Apprezzamento - sottolinea Battaglia - che trova riscontro nella significativa presenza di visitatori e turisti stranieri, richiamati a Reggio Calabria dalla prestigiosa vetrina fotografica visitabile fino al prossimo 8 febbraio. Testimonianza di come anche a queste latitudini - quando si scommette su competenza e professionalità - possano realizzarsi pregevoli eventi culturali".

Quasi 50 opere stampate in grande formato in una location di grande fascino nel cuore della Città dello Stretto con un allestimento d'avanguardia dietro la direzione ed organizzazione di Francesco Scarpino, amministratore unico di Bluocean e curatore della mostra.
"Con Water Warriors - prosegue Domenico Battaglia - Lynn Johnson documenta la vita di alcune comunità africane, suscitando una riflessione sul bene primario dell'acqua che, per molte realtà del mondo, rappresenta nel 2018, nell'era cosiddetta digitale, una conquista ancora lontana. E' il potere evocativo delle immagini: la fotografia, e dunque, l'arte che si fanno denuncia, che diventano strumento di promozione sociale e di civiltà, per veicolare e diffondere un messaggio universale che supera i confini e le distanze anche culturali, capace di raggiungere i cuori e le coscienze, e in grado di contribuire a produrre una svolta nei programmi della politica delle Nazioni e nell'azione dei singoli. Perché i volti solcati dalla fatica e dalla miseria, i gesti - scrigno di usanze e costumi - e gli sguardi vivaci e intensi dei bambini, dicono molto più di mille parole. E' così che l'arte, nell'espressione della fotografia e del reportage giornalistico, evidenzia Domenico Battaglia, - riesce a far uscire dal silenzio e dall'oblio - soprattutto dalla marginalità in cui sono confinati - persone e storie e delle periferie del mondo. Come la guerra che le donne del Kenya, della Tanzania, dell'Etiopia e di altri Paesi, ritratte in queste fotografie, devono affrontare giornalmente per procacciarsi l'acqua, camminando anche più di due giorni, su e giù per le montagne e i deserti, a rischio della loro stessa incolumità.
Ritengo - conclude il Presidente della Conferenza permanente interregionale per il coordinamento delle politiche nell'Area dello Stretto - che incrementando analoghe iniziative di spessore ed emulando virtuosi esempi, possa inaugurarsi un nuovo corso sul piano dell'offerta turistica differenziata, mettendo a sistema le grandi opportunità del nostro territorio e puntando sulla costruzione di una rete permanente, efficiente ed efficace, fra istituzioni, enti ed operatori di un comparto dal quale dipendono le prospettive di crescita e progresso della Calabria".