Reggio Calabria
 

Prc, si dimette il segretario del Circolo Area Piana di Gioia Tauro

"Oggi, per me, si conclude un capitolo importante lungo oltre un terzo della mia esistenza: la mia militanza nel Partito della Rifondazione Comunista.
Non mi posso più sentire rappresentato da un partito i cui dirigenti nazionali emanano comunicati dove, giustamente, attaccano D'Alema, Bersani, e Co., e allo stesso tempo chiedono alla base di fare accordi con essi (un modo subdolo per scaricare i dirigenti dalle proprie responsabilità, anche perché se la base trova l'accordo ma non lo trovano i vertici tutto salta, ma non viceversa). Non mi rappresenta più un partito la cui dirigenza abbassa la testa di fronte alle isteriche ed offensive esternazioni scagliate ingiustamente da Anna Falcone contro la base comunista". Lo scrive in una nota Gaetano Errigo, dimissionario Segretario del Circolo Area Piana di Gioia Tauro, Partito della Rifondazione Comunista.

"E tutto questo perché, per l'ennesima volta, dobbiamo rincorrere gli "intellettuali" (Montanari, Falcone?) che teorizzano il partito unico della sinistra, a prova che tutto sono tranne che intellettuali perché, se così fossero, saprebbero che l'unità della sinistra può avvenire come coalizione programmatica e non come fusione di organizzazioni, perché comunisti, socialisti e socialdemocratici si distinguono nettamente su obbiettivi da raggiungere e metodologia di lotta. E in termini di alleanza Marx distingueva tra l'alleanza perpetua con il proletariato e l'alleanza temporanea con il sottoproletariato che, una volta ottenute delle conquiste, si sarebbe mosso per divenire classe dominante e soggiogare il proletariato (come tanti movimenti di soggetti "alternativi", fricchettoni o radical-chic di cui ci innamoriamo). L'unità della sinistra altro non rappresenta che la malcelata volontà di porre fine all'esistenza della parola comunista e dei suoi simboli perché troppo impegnativi, difatti abbiamo visto la radicale trasformazione, in peggio, di tutti quei soggetti che si sono spogliati dei propri emblemi in nome della rinascita di una sinistra che non specifica gli scopi e gli obbiettivi. Dobbiamo smettere di preoccuparci dei seggi parlamentari che, senza un restaurato dialogo con i cittadini, e senza una collocazione ben precisa all'interno della società, si ridurrebbe ad una inutile rappresentanza fine a sé stessa, bisogna invece preoccuparsi di un nuovo radicamento nella società, ascoltando i problemi della gente comune e a preparare azioni serie atte alla riconquista dei diritti perduti durante questa "seconda repubblica" (grazie anche ad Mdp e Possibile coi quali ci chiedono di allearci).
Detto ciò abbandono tutte le cariche che ricopro (Segretario Circolo Area Piana di Gioia Tauro, componente Comitato Politico Federazione provinciale, componente Commissione di Garanzia Regionale) e lascio il Partito.
In mio impegno politico (elettorale e militante) non cesserà, continuerà, per adesso senza tessera, appoggiando esclusivamente quelle organizzazioni che sono fiere di portare ancora, senza vergogna, la rossa bandiera con la falce e martello e tutti i suoi ideali.
Credo di lasciare al Circolo un'eredità importante derivante dal lavoro svolto in questi nove mesi come segretario. A partire dalla vertenza dei portuali di Gioia Tauro, non si è riusciti e non si poteva riuscire ad evitare i licenziamenti, ma sono state sottolineate le contraddizioni della gestione dello scalo portuale e del comportamento delle istituzioni pubbliche (forse anche merito di questo che il presidente della Regione Oliverio è stato costretto a giustificarsi con quella infelice uscita di non capire perché i lavoratori protestano contro il licenziamento) e si è riusciti ad aprire un dialogo con una parte dei lavoratori del Porto che, precedentemente, aveva perso la fiducia nel Partito. Ma anche con tutta la gente della Piana di Gioia Tauro, i dati della pagina Facebook e del sito internet registrano, a dispetto del passato, migliaia di visite ad ogni articolo. Si sono organizzate diverse manifestazioni, quali quella del 25 aprile dove è stata ricordata la figura eroica di Cipriano Scarfò (della quale, successivamente, se ne è occupata anche il Tg3 Calabria) e quella sui sette anniversari (Rivoluzione russa, morte di Gramsci, guerra di Spagna, Costituzione della Repubblica Italiana, morte Di Vittorio, Che Guevara e Sankara) che ha suscitato interesse anche fuori dal territorio e di cui rimarranno tracce. Non sono mancate le analisi dei problemi sociali, oggetto di un comunicato sul 1° Maggio, e quelle relative alla criminalità locale con interventi su periodici locali. E neanche l'impegno culturale. A Taurianova è al vaglio della Commissione competente un elenco di personaggi locali, da noi proposti per l'inserimento nella toponomastica, distintisi nelle lotte per la libertà e la democrazia e, il nostro interessamento al patrimonio librario lasciato dal filosofo Renda alla Biblioteca ha ispirato un dialogo tra l'Amministrazione Comunale e l'Istituto di Storia "Ugo Arcuri" che, presto, ci auguriamo porti i suoi frutti. E come non citare la storia di Geltrude, che ha fatto superare le divisioni politiche e di fede e ha fatto scrivere una bella pagina di Taurianova, attraverso l'unione di tutta la cittadinanza nella solidarietà per questa donna vissuta due secoli addietro.
Concludo ringraziando tutti i compagni che ho avuto a fianco, convinto di incontrarli nelle future battaglie".