Reggio Calabria
 

Il boss della Sacra Corona Unita diventò "Padrino" grazie a Umberto Bellocco

carabinieriros 500Cataldo Caporosso, il pregiudicato di Massafra (Taranto) ritenuto a capo del presunto clan sgominato dai carabinieri del Ros di Lecce e del comando provinciale di Taranto nell'ambito di un'inchiesta che ha portato all'esecuzione di 13 misure cautelari (11 in carcere, una ai domiciliari e un obbligo di presentazione alla Polizia giudiziaria), secondo gli inquirenti era stato "investito con il grado di padrino nell'ambito dell'organizzazione" dal boss calabrese Umberto Bellocco, a capo dell'omonima cosca di Rosarno (Reggio Calabria), in virtù del ruolo di quest'ultimo nell'ambito della organizzazione di tipo mafioso Sacra Corona Unita.

Caporosso sarebbe stato, dunque, "referente della consorteria calabrese nel territorio tarantino, con lo specifico mandato di curarne la gestione operativa oltre a quella commerciale ed economica". Per testimoniare la capacità di intimidazione del sodalizio, i carabinieri hanno citato il tentativo di fornire sostegno elettorale, in occasione del rinnovo del Consiglio Regionale della Puglia nel 2015, a un candidato tarantino, risultato poi non eletto in quelle consultazioni, "con il chiaro intendimento di poter elevare il livello di pervasività del gruppo attraverso un potenziale referente politico". Tra gli episodi contestati c'è il danneggiamento con una motosega, all'interno del mercato ittico di Taranto, del magazzino per la vendita di prodotti ittici della Starfish srl, che sarebbe stato commissionato da Caporosso dopo la sua estromissione dalla società.

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Gli arresti: http://ildispaccio.it/primo-piano-2/161804-colpo-alla-sacra-corona-unita-in-puglia-collegamenti-con-i-bellocco-di-rosarno