Reggio Calabria
 

"Circolo Formato", annullata con rinvio condanna per l'ex sindaco Femia

Femia roccoTorna al vaglio dei giudici di secondo grado la posizione dell'ex sindaco di Marina di Gioiosa Ionica, Rocco Femia. Lo ha deciso la seconda sezione della Corte di Cassazione, che accogliendo il ricorso avanzato dai legali Marco Tullio Martino, Eugenio Minniti e Franco Coppi, ha annullato con rinvio la condanna inflitta in Appello. Il 15 luglio del 2015 infatti, l'ex primo cittadino fu punito con 10 anni di carcere. Adesso Femia affronterà un nuovo processo di secondo grado. La Suprema Corte inoltre, ha rimesso totalmente in discussione l'impostazione accusatoria del processo "Circolo Formato. Escono totalmente assolti da ogni accusa gli e assessori Rocco Agostino e Vincenzo Ieraci, condannai in Appello rispettivamente a 7 anni e 9 anni di detenzione. Stando alla decisione degli Ermellini il filone del processo riguardanti le connivenze tra politica e ''ndrangheta è crollato totalmente. L'inchiesta della Squadra Mobile aveva portato allo scioglimento del comune di Marina di Gioiosa Ionica per infiltrazione mafiosa. Gli inquirenti monitorarono l'intera campagna elettorale per le elezioni del 13 e del 14 aprile del 2008, che portarono alla nomina di Rocco Femia, detto "Pichetta", candidato del centrodestra, il quale prevalse sull'altro candidato, Carbone, che invece, sarebbe stato più gradito agli Aquino, altra storica famiglia di Marina di Gioiosa Ionica. I contrasti tra le due famiglie, infatti, sarebbero iniziati proprio nell'ambito della campagna elettorale: ciascuno era convinto di vincere e le intercettazioni telefoniche danno il polso della grande attesa in seno ai due schieramenti e della felicità del clan Mazzaferro, mentre la vittoria si delineava. La cosca Mazzaferro, secondo la Dda reggina, avrebbe dunque condizionato palesemente l'operato del Comune di Marina di Gioiosa Ionica. Insieme a Femia, infatti, finirono in manette altri tre membri dell'esecutivo cittadino. Le indagini della Polizia di Stato, si avvalsero dei cosiddetti "metodi tradizionali". In particolare, grazie a un servizio di osservazione e pedinamento svolto dagli investigatori, fu possibile documentare un rito di affiliazione di due picciotti, inseriti al centro di un "circolo formato" (da qui il nome dell'operazione). Adesso però la Cassazione cancella l'impostazione accusatoria con un grande colpo di spugna.