Reggio Calabria
 

Catonateatro, Cannizzaro: “Incubo” di una notte di mezza estate”

Era nell'aria. Che l'avviso pubblico per la selezione ed il finanziamento di interventi per la valorizzazione del sistema dei beni culturali e per la qualificazione ed il rafforzamento dell'attuale offerta culturale presente in Calabria, pubblicato sul Burc n. 48 del 18 maggio 2017, avesse potuto penalizzare le imprese e le società datate e con esperienza collaudata a favore di associazioni più o meno dilettantistiche, era più che un sospetto. Sospetto che, evidentemente con cognizione di causa, fu lanciato dal produttore e autore Ruggero Pegna, ex componente della Consulta ministeriale per lo Spettacolo, già nei mesi scorsi. Oggi, purtroppo, condividiamo e rilanciamo quanto denunciato dal famoso promoter calabrese, alla luce dell'ennesimo criterio "iniquo" che la regione Calabria ha riservato ad una splendida realtà teatrale reggina come la Polis Cultura, ovvero Catonateatro, retrocessa, nella graduatoria di accesso ai finanziamenti regionali, a semplice "comparsa". Il decreto dirigenziale n. 9108 del 10 agosto u.s., con cui si approva la relativa graduatoria, ci auguriamo seriamente provvisoria, dei progetti ammessi e non, sancisce inesorabilmente l'esclusione del fiore all'occhiello dell'intrattenimento teatrale reggino estivo, protagonista indiscusso negli ultimi decenni di eventi culturali e rappresentazioni sceniche di valore internazionale straordinario, con una ricaduta d'immagine sulla nostra Città ineguagliabile per qualsiasi altro prodotto del genere. Perfino il teatro cittadino "Cilea", che potrebbe solo trarre benefici da direzioni artistiche del genere, vive all'ombra delle rassegne teatrali che a Catonateatro ogni anno si susseguono con eleganza e profondo rispetto verso i generi diversi di cui i migliori interpreti italiani ed internazionali si privilegiano quali presenze principali. Un teatro che oggi, grazie all'ennesimo "ceffone" di una politica miope ed inconcludente e soprattutto prigioniera della stessa burocrazia regionale, rischia di scomparire per sempre dagli occhi di tutte quelle migliaia di persone appassionate e non, che aspettando il luccichio di quel tratto di mare meraviglioso all'imbrunire della sera, sognavano gli atti teatrali messi in scena con grande maestria ed alta professionalità. Ma se non è arte e cultura questa, cosa lo è? Come è stato possibile che qualcuno abbia preso fra le mani la domanda della Polis Cultura di Catona di partecipare al bando predetto, con allegati i precedenti 32 ANNI DI SUCCESSI, ed abbia detto che non era meritevole di essere fra le 65 associazioni finanziabili per la regione Calabria ( infatti l'esclusione in graduatoria è di sole 4 posizioni!)? Quale alto burocrate di esperienza, se di tale si tratta, ha fatto una simile valutazione penalizzante per l'intero territorio metropolitano? Chi si è assunto questo onere/disonore? Mi auguro, e lo dico sinceramente, che qualcuno possa avvedersi in tempi molto brevi, di ciò che comporterebbe una simile esclusione da un finanziamento regionale, più che legittimo, non solo di Catonateatro ma di un'intera comunità che da sempre ha posto particolare attenzione verso gli eventi culturali di grande qualità e soprattutto rivolti ad un pubblico sempre più vasto, oltre le differenze di età e gusti, ed a costi sempre accessibili.

Un teatro cittadino vicino al cittadino, senza mai trascurare l'ospite più esigente. Questa è la realtà da cui una Reggio Calabria culturale non può prescindere, a cui una regione non può assolutamente staccare la spina. Non ha senso alcuno parlare di ripresa e sviluppo civile e sociale se proprio lo strumento per eccellenza viene meno, nell'indifferenza e nel silenzio assordante proprio di quella politica di sinistra, regionale e soprattutto locale, di cui si sono sempre udite roboanti parole e chiacchiere inutili che, al sole di ferragosto, si sono liquefatte davanti un decreto dirigenziale assurdo. Un esecutivo comunale completamente assente, succube della propria apatia politica ed asservito alle decisioni altrui. Infatti, gradirei ricordare ai vacanzieri della maggioranza di governo regionale e non, soprattutto reggini, che in merito alla legge sui teatri che tanto ha fatto penare il nostro governatore, quanto criticata ma poi approvata, durante la seduta consiliare del 12 maggio c.a., fu proposto dall' On. Neri l'emendamento n. 20557 all'art. 7, con me unico sostenitore, che poneva i festival storicizzati con spettacoli in prima nazionale, come Catonateatro, al riparo da eventuali "ingiustizie" di punteggio: fu costretto a ritirarlo dalla sua stessa maggioranza! Il motivo addotto da Oliverio in quella circostanza fu che quell'emendamento rischiava di tagliare fuori tutte le altre compagnie teatrali che non avessero esperienza venticinquennale. Oggi il risultato di quelle parole è sotto gli occhi di tutti ma, la politica di quella sinistra culturale reggina, quel Pd che amministra Reggio Calabria in piena sinergia con quello regionale, non si sono accorti di nulla? Hanno metabolizzato l'accaduto come tante altre criticità cittadine e si sono detti pazienza, andiamo avanti. Inconcepibile, ed imbarazzante. Basta con questo lento ed inarrestabile sprofondare nell'indifferenza accomodante delle istituzioni locali. Mi rivolgo a Lei, quindi, caro Presidente Oliverio, con l'augurio sincero che voglia dare disposizioni immediate affinché quella imbarazzante graduatoria venga rivisitata e che i reali valori meritocratici possano essere ripristinati, nella consapevolezza che saper correggere i propri errori non è un segnale di debolezza, ma è la volontà di voler ridare credibilità ad un settore nevralgico della Calabria ed alla sua intera comunità. La nota del consigliere Francesco Cannizzaro capogruppo Cdl in Consiglio regionale.