"La verità è la nostra padrona, non noi i suoi padroni" - Mihai Eminescu

Missiroli sr al Dispaccio: "Reggina, pazienza coi giovani. A Cosenza ambiente poco tranquillo"

missirolibattistadi Paolo Ficara - Spazio ai senior. Il ravennate Battista Missiroli, ormai trapiantato a Reggio da anni, si rese protagonista in Serie C1 con la maglia della Reggina negli anni '70, prima della cessione al Cosenza. Il papà di Simone, anch'egli ex amaranto ed oggi in Serie A col Sassuolo, ebbe come presidente un altro personaggio che rispetto al figlio va obbligatoriamente distinto con senior e junior: quell'Amedeo Matacena sr che non riuscì a centrare il traguardo della Serie B, nonostante investimenti importanti.

Soprannominato Furia per le sue cavalcate sulla fascia, Battista Missiroli segue le sorti della Reggina anche se con occhio distaccato. Sempre preziosi i suoi ricordi circa la doppia esperienza calabrese tra la città dello Stretto e quella bruzia, raccontati al Dispaccio nella settimana che porta al derby:

Hai mai disputato un derby Reggina-Cosenza da calciatore?
"Sì, credo fosse la stagione '77-'78 in C1, quando ero al Cosenza. Mi sembra che pareggiammo 0-0 a Reggio Calabria. Sono stato molto bene in entrambe le città, mantengo amicizie sull'uno e sull'altro fronte".

E venisti ceduto direttamente dagli amaranto ai rossoblu, come successo a tanti altri giocatori nei decenni successivi.
"Quell'anno passammo dalla Reggina al Cosenza io, D'Astoli, Reggiani ed un certo Mingrone, un giovanissimo. D'Astoli in particolare credo sia noto a tutti, ha fatto un po' la storia. Venivamo da una stagione con Matacena presidente, e Franco Scoglio allenatore".

Hai avuto anche Sbano come allenatore?
"Sì, ma nel campionato precedente, quando subentrò ad Angelillo. L'esonero avvenne quando eravamo a 4 punti dalla vetta. In quell'occasione mancò l'esperienza al presidente: non si può mandar via un tecnico a 6 partite dalla fine, dopo sconfitte rocambolesche contro Campobasso e Nocerina".

In quella occasione, alla Reggina mancò esperienza tra le scrivanie: quest'anno si può dire che manca in campo?
"Sono tutti giovani, ed il campionato è molto difficile. Sembra lo stesso girone del '77, quando c'erano Cosenza, Crotone, Barletta e Salernitana. Sarà un torneo durissimo, specie quando si va a giocare su certi campi".

Qual è il calciatore amaranto che conosci meglio?
"Sinceramente non li conosco. Ho visto qualche spezzone l'anno scorso, e adesso seguo le radiocronache. In questo campionato serve gente d'esperienza, che sappia martellare. Basta guardare gli organici di Salernitana e Benevento".

Cozza ha iniziato la propria carriera nello staff della Reggina, quando in squadra c'era tuo figlio Simone: che referenze hai sull'attuale capo tecnico?
"Con mio figlio parlo poco di calcio, so che è meglio evitare. Ma posso dire che Cozza stimava molto Simone, e sono in buoni rapporti".

Si sta provando ad imporre il gioco palla a terra: alla lunga, pagherà?
"Può pagare se hai giocatori tecnici. Non conosco tutti i calciatori della Reggina, solo un paio: Camilleri e Di Michele. Della vecchia guardia non sono rimasti in molti, ma per fare il gioco che vuole lui serve qualità. Altrimenti, rimane il contropiede. Anche in Serie A, chi si può permettere di giocare palla a terra? La Roma, poi?".

Un po' ti dispiace che gli obiettivi di Reggina e Cosenza, pur essendo in Serie C, siano di basso profilo?
"Non mi esprimo. È un campionato difficile, magari il lavoro consentirà di venire fuori alla lunga. Dal Cosenza mi aspettavo qualcosa di più. Non è un ambiente molto tranquillo: se le cose non vanno bene, non ti aspettano e viene meno la serenità. La Reggina invece deve aver pazienza coi giovani".

Come ha fatto la Reggina a passare dalla Serie A alla C in cinque anni?
"Crisi di risultati. A Reggio non c'è qualcuno che possa prendere la squadra ed investire. I soldi sono quelli. Foti, con i suoi limiti, porta la squadra avanti. Servirebbero altri soci, ma non un altro presidente. Senza soldi è difficile allestire le squadre, non crediate che in Serie C lavorino tutti al risparmio".

Vuoi fare un pronostico per Reggina-Cosenza?
"Me ne guardo bene, avendo giocato per entrambe le squadre. Speriamo sia una bella partita. Tutti i club in cui ho giocato mi sono rimasti nel cuore, rappresentano la mia gioventù ormai passata".