"La verità non muore mai" - Seneca

Reggina: è il momento della teoria, un anno di tempo per la pratica

reggina-calciologodi Paolo Ficara - Indietro tutta. La possibilità di rivivere, in buona sostanza, quella stagione 2015/16 in cui la Reggina era rimasta solo con le formazioni Allievi e Giovanissimi regionali, è ad oggi concreta. Specifichiamo sempre che al momento non c'è nessuna entità denominata "Reggina Calcio" presente in Figc, ma la situazione potrebbe cambiare. Anche a giorni. Compito del giornalista non è solo quello di raccontare il presente, ma anche di provare a capire cosa sta per accadere nel futuro immediato.

Intanto è apprezzabile il lavoro portato avanti dal presidente Girella e da chi gli sta a fianco, nelle ultime settimane, presso un Sant'Agata ormai quasi completamente messo a nuovo. La struttura stava per diventare fatiscente, più o meno come il "Granillo". Servirà un ulteriore investimento per rendere perfetto il campo n.1. Al di là dell'aspetto calcistico, lo sfruttamento delle aree già presenti (palestra, punto ristoro) consentirà di creare una sorta di circolo.

Ma questi sono aspetti che, a chi ha cuore la Reggina in senso strettamente calcistico, possono importare fino ad un certo punto.

Quando si avrà chiarezza sulla denominazione, bisognerà agire nella maniera più saggia possibile. C'è il compito di valorizzare il marchio, preso in affitto annuale. Cucirlo addosso ad una squadra di calcio a 5, con tutto il rispetto, non sembra la mossa adatta. Se la Figc consentirà una presenza contemporanea di due club con la parola "Reggina" nella denominazione, magari nello stesso campionato giovanile, vorrà dire che non esiste impedimento per mettere in campo undici adulti, in categoria e lega ben diversa.

Una Reggina in terza (o seconda) categoria, sarebbe obbligata a mettere in fila cinque o sei promozioni di fila per arrivare, dunque, in non meno di cinque anni in Serie C? Assolutamente no. I ripescaggi in Serie C sono sempre aperti a tutto il settore dilettantistico, comprese le categorie più infime nonché i semplici settori giovanili. Per acquisire punteggio nei criteri di ripescaggio, forti di un blasone che dall'Eccellenza in giù non può vantare nessuno, servirebbe un buon afflusso di pubblico per non avere scossoni sulla media spettatori.

Di conseguenza, come ragionamento ad oggi puramente teorico, una Reggina in terza categoria ma accompagnata da almeno 700 tifosi nelle gare interne, potrebbe tranquillamente chiedere il ripescaggio in C nel luglio 2019. Qualora Bari e Cesena mancassero la promozione sul campo e formulassero anch'esse domanda di ripescaggio, a quel punto sarebbero davanti. Si potrebbe comunque muovere medesima richiesta per andare in Serie D. Insomma, l'infimo dilettantismo per la Reggina durerebbe un solo anno.

Il problema consiste nell'individuare la figura imprenditoriale che possa, nell'immediato futuro, portare avanti il calcio professionistico oltre ad ereditare le strutture. La istituzioni, come atto di responsabilità, potrebbero dare una mano in tal senso. Ribadiamo: a Bari si sono presentati in dieci, a Reggio ne basterebbe uno di quei dieci.