Lamberti in Procura: indagato per calunnia aggravata dall'aver favorito la 'ndrangheta

lamberticastronuovoeduardodi Claudio Cordova - Ha risposto per quasi un'ora e mezza alle domande del sostituto procuratore della Dda di Reggio Calabria, Alessandra Cerreti. L'assessore provinciale alla legalità, Eduardo Lamberti Castronuovo ha fatto il proprio ingresso all'interno dell'ufficio del pm antimafia poco dopo le 10.30, assistito dagli avvocati Nico D'Ascola e Marco Panella, uscendone poco prima di mezzogiorno. Lamberti, infatti, è indagato nella sua veste di sindaco di San Procopio per calunnia aggravata dalle modalità mafiose nei confronti del giornalista de "Il Quotidiano del Sud", Michele Inserra.

La vicenda è quella relativa a uno degli ormai famosi "inchini" nel corso delle processioni religiose. Una serie di casi venuti alla luce a cominciare da quello di Oppido Mamertina, fino ad arrivare poi a quello di Rizziconi.

Sarà il giornalista Inserra a sollevare il caso San Procopio rivelando come "l'8 luglio scorso, infatti, altre "anomalie religiose" sono state riscontrate nella festa patronale a San Procopio, piccolo centro della Piana di Gioia Tauro che conta meno di 600 anime". Protagonista dell'accaduto sarebbe Grazia Violi, moglie di Nicola Alvaro, personaggio ritenuto legato da decenni alla 'ndrangheta: "Durante la processione della statua del patrono San Procopio, a destare l'attenzione degli investigatori è stata una fermata di qualche minuto davanti all'abitazione di Grazia Violi, la moglie di Nicola Alvaro, 80 anni. Ad un certo punto la donna si avvicina e fa la sua offerta al santo patrono davanti ad autorità civili e religiose. Non è mancato l'imbarazzo visto il risalto mediatico che aveva avuto la domenica prima della processione del martedì la processione di Oppido. Ma si è andato avanti come da programma. Se fosse una sosta "tradizionale" o una fermata "obbligata" saranno adesso gli accertamenti avviati dagli uomini dell'Arma a stabilirlo. L'obiettivo dello Stato e dalla diocesi di Oppido-Palmi è quello di fare chiarezza sui rapporti mafia-religione e interrompere usanze secolari. Nulla di penalmente rilevante sino ad oggi, pure perchè non si può correre il rischio di dare continuamente la caccia alle streghe. Ma agli investigatori non è sfuggito questo particolare e annotano" scrive Inserra.

Una notizia che manderà Lamberti su tutte le furie.

Dopo lo scoop, infatti, il sindaco Lamberti risponderà con forza: "San Procopio si inchina solo di fronte alla religione e alle leggi dello Stato, non davanti alla mafia che aborrisce e combatte con la cultura. E come rifiuta la mafia combatte le aggressioni mediatiche". Lamberti scriverà anche al comandante provinciale dei Carabinieri, Lorenzo Falferi, e al Questore Guido Longo, negando la veridicità dell'articolo di Inserra. E se l'avvocato D'Ascola mantiene riserbo sull'interrogatorio, al termine del confronto con il pm Cerreti, Lamberti Castronuovo si è detto "sereno", affermando di essersi mosso nell'interesse di una comunità che esce da una fase difficile come quella dello scioglimento per mafia: "D'altra parte avevo chiesto ai Carabinieri di informarmi di qualsiasi anomalia, in modo tale da sospendere immediatamente la manifestazione. Non sono stato informato di nulla, quindi per me la processione si è svolta con regolarità".

Adesso una nuova tappa della vicenda. Agli atti, evidentemente, vi sarebbero documenti che attesterebbero difformità con il narrato di Lamberti: il pm Cerreti vuole vederci chiaro e l'interrogatorio di Lamberti in qualità di indagato si inquadra proprio al fine di valutare o meno la possibilità di esercitare l'azione penale nei confronti del primo cittadino, nonché assessore provinciale alla legalità. Le circostanze relative all'aggravante di aver favorito la 'ndrangheta - che Lamberti smentisce fermamente - non sarebbero state oggetto dell'interrogatorio.

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