Dà fuoco all’ex moglie, Ciro Russo aiutato nella fuga? Si indaga su eventuali complici

reggio questuraSono concentrate sugli eventuali aiuti di cui potrebbe avere goduto, le indagini della Squadra mobile e dello Sco della Polizia dopo l'arresto, avvenuto di Ciro Russo, il 42enne di Ercolano (Napoli) che martedi' mattina, a Reggio, ha dato fuoco alla moglie. "Stiamo cercando di capire - ha detto il capo della Squadra mobile Francesco Ratta' - se qualcuno lo abbia aiutato in queste 48 ore. Le indagini che svolgeremo saranno indirizzate anche a verificare questo. Oggi non posso dire che sia stato aiutato nella sua fuga, nell'attivita' di sottrarsi alle ricerche della polizia. Ovviamente vedremo. Se ci sono responsabilita' di soggetti terzi, li individueremo e li perseguiremo". Russo e' stato bloccato mentre stava mangiando un trancio di pizza in un locale del centro citta', nei pressi del Museo Nazionale della Magna Grecia. "E' stato un giorno e mezzo di ricerche incessanti - ha detto Ratta' -. Non ci siamo fermati un solo attimo, non solo per la gravita' del fatto in se', ma anche perche' l'autore di questo atroce delitto era in fuga. Pensavamo fondatamente, dagli elementi che avevamo in valutazione, che Russo non si fosse spostato. Al momento della cattura non ha detto nulla. Posso dire che non aveva intenzione di consegnarsi alla giustizia. Era rimasto a Reggio Calabria perche', probabilmente, stava preparandosi per andar via, ma sono elementi che saranno oggetto di valutazione. Non sappiamo dove abbia potuto trovare rifugio, se ha trovato riparo in qualche abitazione, oppure se sia rimasto per strada. Mi sembra difficile perche' abbiamo pattugliato tutte le strade. Abbiamo capillarmente setacciato una parte del territorio cittadina che ci sembrava utile per rintracciarlo. E quanto meno ritenevamo che in quella parte del territorio particolarmente attenzionata, potesse essere presente, e alla fine siamo riusciti ad individuarlo".

"Abbiamo operato per esercitare pressione sul territorio, o meglio - ha affermato il Capo della Squadra Mobile reggina - per verificare, in loco, se ci fossero elementi utili per il suo rintraccio". "E' stata una cattura - ha detto Francesca Romana Capalbo dello Sco - arrivata dopo incessanti ore di lavoro da parte della Squadra mobile e del Servizio centrale operativo della Polizia di Stat. Un'attivita' fatta di estrapolazione di immagini di videosorveglianza, e soprattutto di pressione esercitata sul territorio. Nulla e' andato storto. Tutte le attivita' si sono susseguite come nella normalita' dei casi. C'e' stato un grande lavoro di acquisizione di immagini e di incessante pressione, perche' si era compreso, grazie alle stesse immagini che avevamo acquisito, che quest'uomo si trovava nella zona dove poi e' stato fermato".