“Gialli” notturni e “conti diurni”: Giulio Bruno, tra banca e scrittura

brunogiuliodi Francesca Gabriele - Ha un garbo e una signorilità che lasciano disarmati. Non stimare Giulio Bruno è impensabile. Bancario con la passione per la scrittura, lo scrittore cosentino, per Natale ha preparato il suo terzo romanzo e ne ha parlato in esclusiva con Il Dispaccio.

Ci siamo conosciuti in occasione dell'intervista dopo l'uscita di un "giallo" da lei scritto e che tanto mi ha appassionato. Non è facile ricostruire una trama con tanta suspence e tanti intrighi. Lei com'è riuscito a far uscire quel prodotto impeccabile sotto tutti i profili?

Intanto la ringrazio per i giudizi lusinghieri. Ci siamo conosciuti nella primavera del 2010, era stato appena pubblicato il mio primo romanzo giallo ambientato a Cosenza, "False apparenze".

Ricordo l'incontro, mi sfuggiva l'anno...

Quella fu la mia prima intervista da aspirante scrittore. All'inizio cominciò tutto quasi per caso, o forse era già tutto previsto. Sono un appassionato di letteratura noir sin dall'adolescenza, da ragazzino divoravo fumetti e libri gialli in quantità industriale. Il mio sogno, a partire dall'età di dieci anni, era quello di diventare giornalista e scrittore. Sognavo di creare delle storie in grado di avvincere e appassionare chiunque le leggesse. Una notte (io scrivo quasi sempre di notte) dell'estate del 2009, mi sono accomodato in giardino, ho acceso il pc portatile e ho iniziato a scrivere di getto. "False apparenze" è nato così, e si è trasformato in manoscritto nel giro di due mesi. Ma la trama e l'intrigo erano già belli e delineati nella mia testa, si è trattato solo di trasportare i miei pensieri su carta. La suspence e lo sviluppo degli intrecci, che caratterizzano ogni romanzo che aspiri a far parte della categoria del giallo classico, dove tutto deve rigorosamente rispondere a logiche verificabili e ogni cosa riconducibile alla stretta realtà, li costruisco nel buio della mia camera da letto, prima di dormire. Credo sia un momento particolarmente propizio per dare libero sfogo alla propria ispirazione "noir".

Ci aspettavamo un seguito è così è stato...

Beh, il seguito, in effetti, c'è stato tre anni dopo. Nel 2013 la casa editrice Falco di Cosenza ha pubblicato il secondo episodio di quella che, a tutti gli effetti, ha assunto le caratteristiche di una saga: stessi personaggi principali e medesima ambientazione nella città di Cosenza, con una storia, com'è ovvio, completamente nuova. "L'esca di Alarico" è nato prima ancora che in città si sviluppasse il dibattito sulla figura del re Visigoto, prima insomma che il vento impetuoso della storia ritornasse prepotentemente a sollevare la polvere accumulata nei decenni e nei secoli e la suggestione ricominciasse a incuriosire e appassionare l'opinione pubblica. Nell'"Esca" l'intreccio criminoso è particolarmente impegnativo, come pure lo era in "False apparenze": gli elementi, che si sviluppano nelle storie che racconto in modo inizialmente ingarbugliato e slegati gli uni dagli altri, trovano ispirazione nelle intuizioni che si palesano nella quotidianità, e si arricchiscono di modalità e rebus, solo apparentemente irrisolvibili. Il segreto è quello di immedesimarsi nelle varie situazioni, soprattutto le più scomode e scabrose, individuando modalità criminose e al contempo soluzioni credibili: il "transfert" non è sempre piacevole e quasi mai conciliante. Se riesce ad emozionarmi, allora vuol dire che è la chiave giusta per emozionare il lettore.

Giulio Bruno ama la scrittura, ma lei di professione fa il bancario. Come concilia due attività così diverse?

Vivo esistenze professionali parallele che s'intrecciano. Non è facile scrivere di notte, rinunciando a ore di sonno, e concentrarsi sull'attività creditizia di giorno, ma così è. L'attività in banca, inoltre, mi porta a contatto con una umanità vasta e eterogenea, dalla quale traggo spunto per disegnare i profili dei personaggi di contorno nei mie romanzi. Nell'"Esca", poi, alcune pratiche routinarie del mio lavoro in banca, si rivelarono utili alla soluzione dell'intrigo: non dimentichiamo, infatti, che Marcillei, l'amico intuitivo del commissario Giannitteri, di professione fa il bancario. L'aver scelto un bancario come personaggio chiave dei mie romanzi, lo chiarisco per l'ennesima volta, non significa aver ceduto alle velleità di caratterizzare le mie storie da un punto di vista autobiografico. E' solo che, tra tanti investigatori (preti, cani, casalinghe), mi è parso giusto e originale restituire credibilità a una categoria spesso ingiustificatamente bistrattata, mal vista e ignorata. Poi, è chiaro, in ogni storia l'autore racconta sempre un po' di sé, di come intende la vita e le cose, ma non solo attraverso la voce di uno dei personaggi principali.

Perché ha deciso di aprire un blog che, tra l'altro, seguiamo con attenzione, invec,e di pubblicare su un quotidiano, su una rivista specializzata?

La verità? Perché nessuno mi ha proposto di collaborare con un quotidiano o una rivista.

Le faccio la raccomandazione col direttore de Il Dispaccio sono certa la ospiterà...

(Sorride...). L'idea del sito-blog è venuta a mio fratello Gigi, che ne cura gli aspetti grafici e tecnici. Scrivere mi è sempre piaciuto, mi appassiona, mi rilassa, mi diverte. Il sito di un autore vive solo in occasione dell'uscita dei suoi libri. Giuliobruno.it si arricchisce dei miei articoli settimanali di attualità, di sport (essendo io un grande tifoso della Juve), e delle recensioni dei libri che leggo e che più mi colpiscono. Avere la possibilità di scrivere con regolarità mi rende felice.

Il web rimane il modo più veloce per informarsi e anche leggere. Potrà mai sostituire quell'odore della carta che, per chi come noi, ama la lettura è droga?

No, non potrà mai sostituirlo e ne sono felice. Il contatto con la carta, il suo odore, la consistenza, è qualcosa di magico che regala sensazioni incredibili con le quali il web non può competere. Per questo motivo preferisco avere casa invasa dai libri e non il computer pieno di ebook. Detto ciò, è altrettanto innegabile che la velocità con la quale il web riesce a veicolare articoli e notizie rappresenta un formidabile strumento di informazione di massa da non sottovalutare. Il blog è questo, i giornali online aiutano tanto, ma i libri sono qualcosa di diverso, di più intimo e personale. Di profondamente romantico.

Per l'estate che cosa ci sta preparando?

Per Natale, prima dell'estate, uscirà il terzo libro della saga, ancora edito da Falco. Le svelo in anteprima il titolo: "Alle basi della colpa", sempre ambientato a Cosenza e ancora con gli stessi protagonisti principali. Spero che abbia lo stesso successo dei primi due romanzi. Ma la "parte", questa volta, sarà complicata per molti...e per una "parte" sbagliata, si può anche morire...

Lei è molto riservato, la conosco da anni, ma so poco della sua vita privata. Chi è Giulio Bruno oltre ad essere bancario, scrittore e papà?

Sinceramente faccio fatica a definirmi al di là delle categorie che lei ha enunciato. Leggo tanto, scrivo molto, sono appassionato di calcio, mi emoziono spesso. E penso, tanto. Non amo frequentare posti affollati, anche se qualche volta mi tocca. Direi che preferisco l'intimità della mia casa al chiasso della vita. Sarà anche per questo che mi affascina il buio, la notte, l'inverno, la pioggia, la nebbia (anche quella dei sigari), il mistero. Tendenzialmente sono un solitario: è più semplice che "certi fantasmi" vengano a visitarmi.