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Ecco il libro di Francesco Trotta "Confiscateli – Storie di Mafie e di Rinascite"

ConfiscateliCopConfiscateli – Storie di Mafie e di Rinascite. "Che cos'è oggi la mafia?" è la domanda che sta alla base del libro scritto da Francesco Trotta, cofondatore della start up Cosa Vostra, e pubblicato dalla casa editrice Falco Editore. Di mafia e di mafie oggi si discute in molti contesti, ma come se ne parla? È chiaro che la mafia sia il nemico. Ma è un nemico che ancora non si sa bene cosa sia.

Il libro è un lungo viaggio che dalla Sicilia si conclude in Veneto e tratta alcune tematiche di stretta attualità: il concetto di onore e la rappresentazione sociale del crimine organizzato, il ruolo delle donne, da sempre protagoniste poco raccontate della rivalsa contro la violenza mafiosa, nonché la questione dei beni confiscati.

L'autore, col suo libro d'esordio, ha inteso sottolineare specificatamente lo stretto legame che unisce la regione settentrionale, la prima a generare una mafia autoctona al di fuori del Meridione, ad 'Ndrangheta, Cosa Nostra e Camorra. Si torna indietro nel tempo, quindi, ai legami tra la destra eversiva e la mafia calabrese. In particolare, un esempio è quello del noto terrorista padovano Franco Freda che potè contare sull'appoggio dei De Stefano per la sua latitanza.

Il libro infine affronta anche la delicata questione dell'antimafia, oggi istituzionalizzata e depotenziata, oggetto di interessi non solo da parte delle associazioni mafiose, in particolare per quanto riguarda la gestione dei beni confiscati. E proprio per fare chiarezza su questo punto lo scrittore ha dato voce a chi ogni giorno si impegna a contrastare il crimine, senza bisogno di avere il bollino dell'antimafia. In appendice infatti, si trovano due interviste a due calabresi doc, lo storico Enzo Ciconte e il giornalista Agostino Pantano, realizzate da Immacolata Corso nell'ambito del progetto Cosa Vostra.

Rispondendo alla domanda "Che cos'è oggi la mafia?" quindi, si potrà tornare a parlare di lotta alle mafie. Solo in questo modo, potremo ricominciare a parlare di antimafia e abbandonare l'ipocrisia legata alle commemorazioni ufficiali, in cui alla maggior parte degli esponenti istituzionali poco interessa trattare certi argomenti. Per qualcuno basta presenziare agli eventi e il discorso è chiuso.