Fronte del Palco
 

Crotone, il 24 maggio al Museo Pitagora va in scena “L’Uomo è forte”

Giovedì 24 alle 21 all'interno del suggestivo Museo Pitagora di Crotone andrà in scena L'UOMO E' FORTE di Corrado Alvaro della compagnia Officine Jonike delle arti. Lo spettacolo si inserisce nella vasta programmazione portata avanti dall'associazione Porta Cenere col progetto DiTeCa Centro, circuito teatrale co-finanziato dalla Regione Calabria, che vede la direzione artistica di Dante de Rose e Marco Silani e la direzione organizzativa di Mario Massaro. Il testo di Alvaro narra le vicende di un ingegnere che decide di tornare nel suo paese d'origine dopo decenni trascorsi all'estero, dove un regime costituito "finalmente" garantisce pace, sicurezza e "felicità" al popolo. Ma il pericolo non sembra del tutto scongiurato, e lo spettro dei controrivoluzionari, cosiddetti "nemici del popolo", alimenta tra la gente il sospetto reciproco. In questo paese, il passato è messo al bando, esiste soltanto il presente in cui tutti sono tenuti a vivere liberandosi di ogni oggetto o ricordo che potrebbe riportare pericolose nostalgie: ogni cosa, dagli edifici ai semplici suppellettili, deve essere svuotata di ogni significato storico e resa vana dalla costruzione del nuovo mondo.

La vicenda si intreccia con la storia d'amore del protagonista, nel paese innominato dove tutti possono essere incriminabili, e dove tutti possono essere "inquisitori". Tratto dallo straordinario romanzo distopico di Corrado Alvaro scritto nel 1938, romanzo per molti, e a ragione, precursore di "1984" di George Orwell, lo spettacolo "L'Uomo è Forte" nasce dal desiderio della compagnia Officine Jonike Arti di continuare a veicolare l'opera del grande scrittore calabrese Corrado Alvaro (tra le produzioni pregresse "Lunga Notte di Medea"), abbracciando la sfida creativa di trasporre e adattare il romanzo per il teatro. In scena Americo Melchionda, Maria Milasi, Kristina Mravcova, Marco Silani, Andrea Puglisi e Benedetta Nicoletti con le scene di Gabriele Lazzaro e Virginia Melis.