Fronte del Palco
 

Si ride al "Rendano" di Cosenza con "Non è vero ma ci credo"

"La iettatura è una scienza esatta" sono risate a scena aperta per la brillante commedia firmata da Peppino De Filippo "Non è vero ma ci credo". Un altro successo per la "Rassegna L'AltroTeatro" con la Compagnia di Luigi De Filippo e un irresistibile Enzo Decaro, diretto da Leo Muscato. Ereditando la direzione artistica della compagnia di Luigi De Filippo, Leo Muscato inaugura questo nuovo corso partendo proprio dal primo spettacolo che ha fatto con lui: Non è vero ma ci credo, rispettando i canoni della tradizione del teatro napoletano, ma dando a questa storia un sapore più contemporaneo.

Finanziato dalla Regione Calabria, quale evento storicizzato- sull'avviso pubblico per la selezione e finanziamento di interventi per la valorizzazione del sistema dei beni culturali, la qualificazione e il rafforzamento dell'offerta culturale- vede, inotre, il supporto dell'amministrazione comunale di Cosenza. Organizzato dalla società "L'AltroTeatro" guidata dal gruppo di operatori del mondo dello spettacolo locale: Enzo Noce, Giuseppe Citrigno e Gianluigi Fabiano. Sul palco del Teatro A. Rendano 15 appuntamenti all'insegna della grande drammaturgia senza dimenticare, però, il divertimento e il puro spettacolo. Prosa, dai grandi classici agli autori contemporanei e poi, commedie e musical, questi gli ingredienti del cartellone ideato da "L'AltroTeatro".

Non è vero ma ci credo scritta da Peppino De Filippo nel 1942, è il testo che permette alla compagnia di Luigi De Filippo di tornare in scena dopo la triste scomparsa del capocomico con rinnovata energia. L'ereditá della tradizione viene raccolta da Enzo De Caro e rieditata dallo stesso attore, in collaborazione con il regista Leo Muscato. Una rilettura frizzante che non tradisce l'originale e ben intepreta la comicità sferzante di Peppino De Filippo. L'ambientazione anni 80, una scenografia vignettistica e la musica pop (con un omaggio al grande Pino Daniele) fanno da sfondo ad un testo dalla modernità disarmante. Muscato apre al nuovo senza tradire le regole della tradizione e della grande scuola dei De Filippo. De Caro, nei panni dell'imprenditore Gervasio avaro e superstizioso, interpreta fedelmente il ruolo che fu di Peppino. Con lui un cast di bravi e divertenti interpreti: da Giuseppe Brunetti, Francesca Ciardiello, Luciana De Falco, Carlo Di Maio, Massimo Pagano, Gina Perna, Giorgio Pinto, Ciro Ruoppo e Fabiana Russo. La superstizione è una cosa seria, un concetto radicato nella napoletanitá. L'intelligenza di Peppino De Filippo è stata quella di esorcizzarla con la risata e a giudicare dall'effetto sortito sul pubblico, a distanza di anni riesce ancora perfettamente. Gervasio crede nel buono e cattivo augurio, e quando incontra l'impiegato Belisario Malgurio, gli attribuisce un influsso malefico, al punto di licenziarlo ed assumere un nuovo candidato solo perché gobbo, Alberto Sammaria, che diventerà il suo portafortuna fino a quando quest'ultimo non si innamorerà di sua figlia. Rosina dovrà soccombere alla volontà paterna di sposare Sammaria, rinunciando agli occhi del padre, al suo grande amore. Ma un colpo di scena chiude con un happy ending la commedia. Gervasio scopre di essere davvero vittima della superstizione e di essere travolto dalle sue manie. La sfortuna non esiste lo scoprirà con i suoi occhi Gervasi. L'importante nella vita "è fare di tutto per essere felici".