Fronte del Palco
 

"Settembre rendese", Loizzo: "Cartellone unico per area urbana mi lascia perplesso"

"Ho preso atto della recente dichiarazione diramata sui social network con cui il sindaco Marcello Manna rilancia l'idea di un cartellone unico degli eventi per tutta l'area urbana.
Questa dichiarazione mi lascia decisamente perplesso perché quest'idea non è affatto nuova e tra l'altro Manna la ripropone per il secondo anno di fila.
Invito tutti a scorrere le rassegne stampa di qualche anno fa per capire bene la situazione". Lo scrive Cesare Loizzo, ex assessore di Rende, Coordinatore regionale di Labdem.

"Ricordo che il 5 luglio 2011, quando ero assessore del Comune di Rende, convocai nella mia città un incontro con i rappresentanti di tutti i Comuni dell'area urbana per lanciare l'idea di un cartellone unico che comprendesse e coordinasse tutte le iniziative del territorio, per non accavallare gli eventi (cosa che si era già verificata), per attrarre più finanziamenti dal Por, per avere un risparmio complessivo sui servizi e sulla comunicazione e ottenere così una visibilità a livello nazionale.
Ricordo che parteciparono i rappresentanti di Cosenza, Castrolibero, Castiglione Cosentino, Cerisano e Montalto Uffugo.
Ricordo, e lo ricorderanno tutti i rappresentanti istituzionali allora intervenuti, che l'iniziativa ebbe un consenso unanime. Purtroppo le dimissioni dell'allora sindaco Vittorio Cavalcanti impedirono all'iniziativa, di cui Rende doveva essere capofila, per una questione di centralità geografica, di avere seguito.
Cosa è cambiato? Molte cose: allora lanciai l'iniziativa in una chiave policentrica, cioè con la consapevolezza che l'area urbana si dovesse costruire (come penso si debba costruire anche adesso) con il consenso di tutte le comunità coinvolte e che la cultura sia uno dei settori chiave da cui iniziare questo percorso, non fosse altro perché le manifestazioni culturali sono il primo biglietto da visita che un territorio offre di sé all'esterno. Al riguardo, mi sembra persino banale citare gli esempi di Umbria Jazz e del Festival dei Due Mondi di Spoleto, nati come manifestazioni per appassionati e diventati esempi di marketing territoriale.
Ora, invece, questa dichiarazione di Manna giunge a pochi mesi di distanza da una delibera con cui il sindaco di Cosenza propone l'"annessione" tout court di Rende e in una situazione in cui la nostra città vive una progressiva marginalizzazione.
Che significato hanno, in questo contesto, le dichiarazioni del sindaco? Forse sono il preludio di una "resa incondizionata" alle scelte e alle decisioni politiche maturate in altri luoghi? O, più semplicemente, sono una dichiarazione di incapacità, che è poi il risultato di una forte insensibilità verso il territorio?
Ma che senso ha, ora, riprendere tematiche che presupporrebbero un Comune forte, quando c'è solo da ricomporre i cocci di un triennio di basso profilo?
A mio avviso non serve ribadire le ristrettezze delle casse pubbliche per giustificarsi: il buon gusto è l'innovatività non sono questioni di portafoglio ma di ingegno. Che è poi quello che manca".