Fronte del Palco
 

“Vasilissa la Bella” in scena a Locri e Gioiosa Ionica (RC)

vasilissalabelladi Enzo Romeo - Non è una giornata persa. Anzi,tutt'altro. A cosa ci riferiamo? Risposta immediata e semplice: al teatro. Soprattutto quando esso è rivolto ai bambini. Fuor di retorica, il teatro è cultura viva e vale la pena che i bambini delle scuole di ogni ordine e grado "perdano" una giornata, per odorare, figurativamente si capisce, la polvere del palcoscenico.
A Locri e a Gioiosa, nei teatri delle due città, scuole e teatro si sono incontrati. Una due giorni piena, per assistere alla rappresentazione di un riadattamento di "Vasilissa la Bella", una sorta di Cenerentola russa rivissuta nella rielaborazione teatrale di Orazio Alba.
Lo spettacolo, prodotto dal Centro Teatro Meridionale, diretto dall'attore e regista Domenico Pantano, con la splendida collaborazione di Antonella Papaleo, vi diciamo che è semplicemente bellissimo.
Narra della storia di Vasilissa, che da Cenerentola, per un incrocio di destini e cose buone, arriverà a sposare lo Zar.
Quattro gli attori in scena, che riescono a regalare vibrazioni ed emozioni ai bambini delle scuole primarie e dell'infanzia. A Locri sono arrivate rappresentanze di istituti di diversi centri del comprensorio dell'Alto Jonio reggino e dalla Piana di Gioia Tauro. Tutte convintamente impegnate a rendere il giusto
riconoscimento all'arte del recitare.

Teatro solo apparentemente per bambini, quello di Vasillissa la bella. I grandi, cioè gli adulti, hanno di che riflettere sui contenuti della coinvolgente fiaba.
Lo spettacolo ha ritmo dalle prime battute. Quattro saltimbanchi entrano in scena, danzando e suonando. Uno è un po' piu' alto degli altri ( sarà l'effetto dei trampoli?) e agita con alcuni fili una bambola in carne ed ossa. Gli altri hanno ceste che contengono oggetti vari. L'uomo alto muove magicamente la bambola, estrae dal suo cilindro e dalle ceste oggetti che via via comporranno la scena, progressivamente mutevole, in un gioco di luci, di parole e di coreografie. Sarà l'uomo alto a cominciare il racconto di Vasillissa la bella. Nella narrazione la protagonista vivrà momenti difficili, ma troverà sulla sua strada anche coloro che seminano il bene e fanno crescere la bontà. Uomini e donne di buona volontà che aborrono l'invidia e la malvagità, diventando di esse fieri nemici. Il coraggio di Vasillisa sarà premiato e sarà uno dei personaggi positivi della fiaba a indirizzarla verso il suo regale futuro.

Una donna filatrice, incontrando la giovane addormentata lungo un sentiero, le offre la possibilità di lavorare con lei. Per caso, Vasilissa sarà chiamata alla residenza dello Zar per realizzare la sua arte del ricamo. Lo Zar la accoglierà con democratica simpatia e il colpo di fulmine sarà dietro l'angolo.
In una nota del Centro Teatrale Meridionale si legge che lo spettacolo viene rappresentato" tenendo conto del nostro pubblico, in una chiave fantastica, divertente, in alcuni momenti intensa e piena di colpi di sceda che permetteranno il coinvolgimento totale dei piccoli spettatori". E questo, lo testimoniamo, è avvenuto.
Come sottoscriviamo che Vasilissia la bella "è uno spettacolo realizzato con creatività e rispetto degli argomenti trattati, cosi come deve essere il passaggio che conduce all'essere adulto: creativo, ma con rispetto per se stessi".
Onore al CTM e a Domenico Pantano, che in un comprensorio che va a ralenty consentono il mantenimento di alti livelli di cultura.
Bravissimi Orazio Alba che, oltre al riadattamento, firma anche la regia, Chiaraluce Fiorito, che interpreta Vasilissa,Krzysztof Bulzacki Bogucki, lo Zar e Veronica Balea, la filatrice.
Il teatro è vita. Ossigeno. Gli attori ce lo ricordano sempre. E quindi maggiore attenzione non guasterebbe. No, mandare gli scolari in platea non è una giornata persa.