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Reggio, il Concerto "Metànoia" chiude il programma delle festività di Natale 2018 al MArRC

Tutti al MArRC, domenica 13 gennaio 2019, alle ore 17.00, per l'evento conclusivo del programma per le festività natalizie. L'appuntamento che saluta il 2018 e accoglie il nuovo anno in musica e bellezza è il concerto "Metànoia" della Banda della Città Metropolitana di Reggio Calabria. Sarà ospitato nell'accogliente spazio di Piazza Paolo Orsi, sotto lo sguardo di antica memoria dei Bronzi di Riace, tra l'Albero di Natale addobbato a festa e lo straordinario presepe artistico opera di Domenico Carteri.
L'orchestra, istituita dalla Reale Accademia Filarmonica di Gerace, si compone di 33 elementi ed è diretta dal maestro Liliya Byelyera, ucraina di origine e formazione, già direttore del coro del Patriarcato di Kiev.
L'uniforme è una fedele riproduzione della storica divisa del 1841.
In locandina, il motto della Reale Accademia, insignita nel 2017 della medaglia d'oro del Sacro Militare Ordine Costantiniano di San Giorgio, riassume il senso del concerto e del servizio civile attraverso la musica: "Conosci bene la storia della tua terra, affinché nella fedeltà e nella giovinezza possa costruire il futuro".
«Metànoia in greco significa "cambiamento". È lo spirito con cui è nata quest'associazione: promuove il cambiamento di una cultura di vita in un territorio complesso, in cui occorre sviluppare il rispetto per la vita, per la natura, per la diversità, attingendo alle fonti migliori della nostra tradizione», afferma Giacomo Oliva, presidente della Reale Accademia Filarmonica di Gerace e responsabile della Biblioteca del Museo Archeologico Nazionale di Reggio Calabria. «Il cambiamento positivo avviene attraverso il metodo dei contrari: portare l'ordine dove c'è disordine, la bellezza dove c'è bruttezza, la gioia dove c'è la tristezza. Così è possibile fare riacquistare al popolo meridionale la consapevolezza del valore della propria identità e l'orgoglio della propria terra – continua l'alto funzionario –. Questa è la funzione che svolge la musica ed è la missione dell'associazione, come anche del Museo attraverso il connubio tra arti e saperi e la comunicazione della storia mediante la testimonianza dei reperti archeologici».
«Il MArRC saluta l'anno 2018 e accoglie il 2019 con un concerto di grande valore culturale e civile. La Reale Accademia Filarmonica di Gerace è tra i primi e più vivaci partner del Museo per la valorizzazione del patrimonio culturale, con un forte radicamento nel territorio e nella storia della Calabria», dichiara il direttore del MArRC, Carmelo Malacrino. «Il Museo si conferma luogo fertile in cui fare crescere il dialogo e la collaborazione tra le diverse realtà che vivono nel territorio. È attraverso lo scambio, aperto e autentico, che si costruisce l'identità, senza alzare muri, ma anzi accogliendo le complessità».

Il programma musicale (in allegato) è vario e articolato per creare un'atmosfera culturale ed emotiva di grande suggestione, tra Ottocento e Novecento. Chopin "riscalda" l'ambiente e i cuori, in apertura, Offenback e Strauss salutano gli ospiti con allegri Can Can e Polka.

L'evento è organizzato in collaborazione con l'Istituto Tecnico Economico "Piria" ed è co-finanziato dalla Regione Calabria nell'ambito del progetto di valorizzazione del sistema dei Beni Culturali e per la qualificazione e il rafforzamento dell'offerta culturale nel territorio.

Il direttore Malacrino e tutto il personale del MArRC sono grati a tutto il pubblico per il successo di presenze e d'introiti nel 2018. Sono stati, infatti, 225.704 gli ingressi, con un ulteriore incremento del 5% rispetto al 2017. Sono stati registrati altresì gli aumenti negli introiti della bigliettazione, che hanno superato ogni previsione.

«È un grande risultato, che gratifica l'impegno di tutta la squadra del Museo. Il MArRC è ormai un brand conosciuto e con un elevato livello di credibilità in termini di accoglienza ed efficienza del servizio offerto, esposizione dinamica, attività scientifica ed editoriale. Ciò ci viene testimoniato non tanto dai numeri, ma soprattutto dal gradimento del pubblico e in particolare dal forte legame costruito con la comunità del territorio, che oggi difende con orgoglio il suo Museo», commenta Malacrino.