Fronte del Palco
 

Reggio, al “Cilea” va in scena “Odissea. Lealtà, verità, libertà”: la rilettura pop-contemporanea del mito omerico

Odisseamusicalrc"Narrami, o musa, dell'eroe multiforme, che tanto vagò, dopo che distrusse la Rocca sacra di Troia.." Inizia così, con l'invocazione alla sacra musa della poesia, la narrazione delle decennali peripezie del famosissimo eroe omerico Ulisse. Guerriero acheo innamorato della scoperta, che intraprende un viaggio straordinario e fiabesco, simbolo eterno del tortuoso cammino che porta l'uomo alla conoscenza.

E se ad intraprendere il "periglioso" viaggio alla ricerca dell'illimitato, dell'infinito, fosse stata Penelope, l'amata sposa di Ulisse, personaggio femminile che nell'Odissea è simbolo per antonomasia di staticità?

Immortalata da millenni coma la donna dell'attesa, della "non azione", Penelope si trasforma, nel musical scritto, musicato e sceneggiato da Vincenzo Beltempo, nella protagonista assoluta del poema omerico.

Odisseamusicalrc2Lo spettacolo "Odissea. Verità, lealtà, libertà", prodotto dall'associazione culturale "Calabria dietro le quinte" ed andato in scena ieri sera al teatro "Francesco Cilea" di Reggio Calabria, è dunque una rivisitazione in chiave pop contemporanea del classico greco. Un'inversione completa del focus che vuole capovolgere il punto di vista, passando dal maschile al femminile, verso la parità dei diritti e delle opportunità. "Un'Odissea senza tempo - la definisce l'autore - dove a trionfare sono concetti come lealtà, verità e libertà". "Ulisse - spiega ancora Beltempo - è un eroe greco che non vince le sue battaglie con la forza ma con l'astuzia, una dote tipicamente femminile, allora perché non mandare Penelope ad avventurarsi nei misteri della vita, a combattere contro le dure prove che il destino pone davanti agli uomini?".

Odisseamusicalrc3Penelope ha la pelle di ebano e la potenza vocale della bravissima artista reggina Meriam Jane. Accompagnata sul palco da professionisti e giovani talentuosi, l'interprete trasporta il folto pubblico del "Cilea" in un viaggio fuori dallo spazio e dal tempo. Il pop rock delle musiche inedite e le bellissime scenografie digitali ed interattive create da Antonio Rieto si fondono con le diverse storie ed ambientazioni, creando uno spettacolo multiforme, volutamente ricco di anacronismi storici –sintetizzati nell'originale scelta costumi di Renè Bruzzese - ed inseriti per sottolineare la trasversalità temporale e storica dei valori trattati nei testi, come l'uguaglianza e la parità dei diritti.

E mentre passato e presente collassano fino a diventare un'unica amalgama, l'eroina vestita da guerriera comincia il suo viaggio di ricerca esistenziale. Riprendendo le analessi e le prolessi del poema originale, lo spettatore assiste alla prigionia di Telemaco (Andrea Stillitano) divenuto folle per il dolore e del fragile Ulisse (Alfredo Romeo), entrambi vessati dai crudeli Proci, mentre Penelope, naufraga a Scheria, intona il brano "Lealtà, verità, libertà" e con un flashback dà vita ad un lungo racconto retrospettivo.

La street dance del bravissimo corpo di ballo, coreografato da Noemi Verduci, contribuisce a "sporcare" ulteriormente la narrazione classica, dove resta al centro l'uomo (ossia la donna Penelope), con la sua forza e le sue debolezze. Lo stile dark del musical, che si esplica nella scelta delle luci di scena e del make up, curato da Roberto Aloisio, è costruito ad arte sulla psicologia dei personaggi. Il ritmo del racconto ed il meccanismo di suspance restano impeccabile fino alla battute finali, nonostante qualche intoppo di natura tecnica.

Penelope, la guerriera, torna infine ad Itaca ed affronta il temibile re dei Proci: "Solo una donna può portare un fardello così grande e difendere quanto più caro possiede: un marito ed un figlio - sottolinea la regista Elena Pietropaolo – Penelope protegge e libera la sua patria come mamma e madre dell'umanità intera".

Ed in questa rilettura, tributo al femminismo ed alla libertà sessuale, la donna abbandona la storica subalternità rispetto al virile agire degli uomini intervenendo in prima persona sulla realtà. Adesso è la sposa di Ulisse a lottare contro le difficoltà, alle quali sa opporsi senza forza bruta, ma con forza d'animo e di mente.