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Coronavirus, il mese più buio. In fondo al tunnel c’è la luce, ma sarà diversa

papapiazzasanpietrovuotadi Pasquale Romano - Con la magistrale interpretazione nel film 'L'ora più buia', nel 2018 Gary Oldman si guadagnava un meritato Oscar quale migliore attore protagonista. Nel film, l'attore britannico interpreta Winston Churchill all'epoca della seconda guerra mondiale, in una fase cruciale per il mondo intero con l'ombra del nazismo a minacciarlo.

Con il Dpcm dello scorso 8 marzo e la conferenza stampa di Giuseppe Conte (eccezione diventata nel frattempo un'abitudine) gli italiani avevano definitivamente capito di essere entrati in guerra. Contro un nemico invisibile, subdolo e democratico. In un mese, l'intero universo sembra essersi capovolto su sè stesso. Il Coronavirus ad oggi ha colpito circa 1,3 milioni di persone nel mondo, 70 mila i decessi ma si tratta di numeri destinati fatalmente a salire.

Un mese fa si pensava di poterne uscire in fretta, un mese fa alcune nazioni (Inghilterra su tutte) pensavano di poter gestire la situazione in maniera diversa. Si sono dovute ricredere in fretta, accodandosi alle misure eccezionali che prima la Cina e poi l'Italia hanno messo in campo nel tentativo di contrastare il virus.

Quello appena trascorso, è il mese più buio per l'Italia. La grande paura ha fatto breccia per alcuni giorni, adesso si vive una fase di transizione confortata da una curva relativa a nuovi contagi e decessi che appare finalmente in discesa. L'emergenza sanitaria sembra essere alle spalle, la cosiddetta 'fase 2' pronta ad entrare in azione nelle prossime settimane. In fondo al tunnel si intravede la luce, ma sarebbe opportuno capire sin da adesso che sarà una luce diversa rispetto al passato.

L'importanza di riscoprire i veri valori, il godersi lo scorrere del tempo con maggiore serenità e dare priorità ad aspetti umani e sentimentali, con ogni probabilità dureranno il tempo di un amen. I buoni propositi e le lezioni da imparare lasceranno (purtroppo) il posto al ripristino di vecchie abitudini e comportamenti.

E' nella natura dell'essere umano e non è il caso di nascondersi dietro un dito. Altrimenti, sarebbe bastata la lezione imparata dall'inutilità della prime guerre medievali per evitare le successive. La vita prenderà il sopravvento con le sue cattiverie e le sue ingiustizie, come da sempre fa e continuerà a fare.

Qualcosa però cambierà davvero. Per un periodo di tempo che oggi è impossibile quantificare, le regole della vita quotidiana e delle relazioni sociali saranno completamente rivoluzionate. Tutto il mondo dovrà abituarsi a nuove distanze, usi e costumi.

Sradicare determinati comportamenti oramai appartenenti al nostro dna per innestarli di nuovi sarà la nuova sfida da affrontare. Un esame complicato da superare almeno quanto quello sostenuto in questo mese, trascorso chiusi all'interno delle mura domestiche.

Se più fioca a causa delle schegge di paura che il Coronavirus ci lascerà inevitabilmente in eredità, o più intensa per la voglia di riappropriarci della nostra libertà e della nostra vita, non è ancora dato saperlo. La speranza è che saremo noi a deciderlo. Ma sarà una luce diversa.