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Teatro Siracusa a Reggio Calabria, cronaca di una morte annunciata ? Forse…

reggio teatrosiracusa500di Nino Spezzano*- L' attuale trasformazione del Teatro Siracusa di Reggio, in un Burger King, ha suscitato in città un clima di enorme scoramento ed indignazione, unita ad una sorta di rassegnazione che ormai avvolge tutto.

Come gruppo facebook "Reggio Spazio Libero, osservatorio legalità, cultura, progresso", intendiamo chiarire diversi punti oscuri riguardo la legittimità e l'opporgtunità di tale trasformazione.

Abbiamo presenziato il 21 febbraio scorso alla serata inaugurale del Burger King dentro il teatro Siracusa, rimanendo sconcertati nel constatare che, così come è stato trasformato, ci appare impossibile poter svolgere degli eventi culturali degni di questa definizione: teatrali, musicali, cinematografici, o qualsivoglia rappresentazione di arte vera- nel contesto di una mera sovrapposizione di rumori e vociare da mercato, esibizioni che tutt'al più possono rientrare nella definizione di superficiale "intrattenimento", non certamente espressioni d' arte che veicolino messaggi e contenuti creativi, metasignificati e scopi evolutivi dell'interiorità umana (ciò che nella cultura anglosassone viene differenziato nettamente, cioé "culture" ed "entertainment") che richiedano un contesto fruitivo di attenzione, compartecipazione emotiva, comunicazione nel silenzio più rigoroso, tra artisti e pubblico.

Non riusciamo ad immaginare come possa essere messa in scena un'opera di Harold Pinter, un capolavoro di Pirandello, di Ibsen, o fosse anche una commedia in vernacolo, una sinfonia di Beethoven, un capolavoro cameristico di Bhrams, una esibizione di lirica, di musical, una rassegna cinematografica, un convegno su temi di arte e cultura, un reading poetico-letterario, come si possa mettere in scena qualsiasi cosa, con gruppi di persone in fila, girate di spalle nella sala, in attesa degli hamburger e delle patatine fritte, in una sorta di casbah , in un andirvieni, nel chiacchiericcio generale.

Di fronte a ciò, la risposta più immediata e ricorrente è: "il teatro Siracusa è un bene di proprietà privata, per cui i proprietari hanno il diritto di farne ciò che vogliono!" . Ma e' proprio così? Vediamo di fare un po' di chiarezza.

Ci riserviamo di ricostruire successivamene la storia, gli investimenti e i fallimenti gestionali e delle politiche culturali, che hanno portato a questo stato di cose, e di individuare le responsabilità di questo imbarbarimento culturale che ormai avvolge ogni aspetto della nostra comunità. Qui ci limitiamo a ricordare che nell' ultimo decennio il teatro ha vissuto momenti di lustro grazie al sostegno pubblico, con alterni momenti di stasi, prima della destinazione finale di questi giorni.

Ma cerchiamo di capire cosa sta succedendo e le azioni che legittimamente una comunità, brutalmente privata di un patrimonio culturale storico identitario, può mettere in atto.

Va precisato, innanzitutto, che il teatro è soggetto a vincolo della soprintendenza ai beni culturali, in base ad un decreto di vincolo del palazzo e del teatro Siracusa (n. 16 del 12/02/2013), ai sensi dell'art. 20 del Codice dei Beni Culturali non consente che l'immobile possa essere "adibito ad usi non compatibili con il suo carattere storico-artistico oppure tali da recare pregiudizio alla sua conservazione". Ma cosa vuol dire vincolato nella destinazione d'uso? Significa che lo stato, cioé noi cittadini tutti , favoriamo la proprietà privata sul piano fiscale e contributivo, purché si mantengano le finalità per cui il bene è stato destinato.

Ovviamente un teatro di pregio e di tradizione storica, con le caratteristiche architettoniche, acustiche, scenotecniche, con fregi di pregio anch'essi tutelati, con arredi in stile liberty, di collocazione nel centro storico, a metà strada tra il museo della Magna Grecia e il prestigioso teatro Francesco Cilea, due principali grandi attrattori turistico–culturali della Città Metropolitana, tutto può essere, meno che un Burger King e una friggitoria.

Le predette agevolazioni riguardano principalmente:

a) Imposte sui redditi

b) Imposta di registro

c) Imposte ipotecarie e catastali

d) Imposte di successione e donazione

e) Imposta comunale sugli immobili

Al fine di poter godere delle agevolazioni tributarie previste dalla normativa vigente, si rappresenta come qualsiasi lavoro da eseguirsi su bene oggetto di tutela, ai sensi della Parte II del Codice dei beni culturali e del paesaggio, debba essere preventivamente autorizzato ex art. 21 dello stesso (D.Lgs. 42/2004),

Inoltre l' art. 30 del Codice dei beni culturali e del paesaggio

parte seconda - Beni culturali → Titolo I - Tutela → Capo III - Protezione e conservazione → Sezione II - Misure di conservazione

dispone che:

1. Lo Stato, le regioni, gli altri enti pubblici territoriali nonché ogni altro ente ed istituto pubblico hanno l'obbligo di garantire la sicurezza e la conservazione dei beni culturali di loro appartenenza.

2. I soggetti indicati al comma 1 e le persone giuridiche private senza fine di lucro, ivi compresi gli enti ecclesiastici civilmente riconosciuti, fissano i beni culturali di loro appartenenza, ad eccezione degli archivi correnti, nel luogo di loro destinazione nel modo indicato dal soprintendente.

3. I privati proprietari, possessori o detentori di beni culturali sono tenuti a garantirne la conservazione.

In aggiunta a tutte le notevoli riduzioni della tassazione sopra elencate, il ministero dei Beni culturali, per la ristrutturazione dei beni culturali vincolati di proprieta' privata, nella persona del ministro per i Beni culturali, Alberto Bonisoli, ha approvato la programmazione degli interventi finanziari del Mibac a favore del "proprietario, possessore o detentore del bene culturale per l'anno 2019 ai sensi degli articoli 31, 35 e 36 del Codice dei beni culturali e del paesaggio", per un importo complessivo di 60.167.301 euro. Non possiamo affermarlo con certezza, ma supponiamo , che il nuovo gestore del teatro, a quanto ci risulta, commercialista di professione, e i proprietari, siano al corrente di tale opportunita' riguardante la ristrutturazione, e ne abbiano usufruito. (Oltre che, di norma lo stato, avvisa di tali provvedimenti economici).

Ovviamente il progetto deve prevedere con descrizione dettagliata l' indicazione di singole quantità/modifiche e prezzi per i lavori da eseguirsi. Pertanto, interventi realizzati in assenza della summenzionata autorizzazione si configurano come illeciti e non possono essere evidentemente oggetto di detrazione alcuna.

Ovviamente rimane la responsabilità di un amministrazione metropolitana assente sul piano di reali e produttive politiche culturali (ricordiamo che il sindaco ha tenuto per sé la delega comunale alla cultura dopo il dimissionamento della dott. Nardi) , incaricando la dott.ssa Irene Calabrò alla valorizzazione del patrimonio culturale , con il risultato che, nonostante quanto previsto dal summenzionato art . 30 sulla responsabilità degli enti locali a vigilare sui beni culturali vincolati, il Siracusa è stato trasformato in un Amburgheria-Friggitoria , anche rinominato "Burger Ring" dopo che, non più di 24 ore dopo l'inaugurazione, si è scatenata una vergognosa rissa tra giovani, che in preda all'alcol, come visibile in un video virale che ha superato le 70.000 visualizzazioni, ben vestiti ma con bottiglie di vodka in mano, hanno sfogato la ormai cronica frustrazione da regressione socio-culturale, in aggressività fisica perfino con lancio di sedie e sputi. Scene disgustose, in uno spazio la cui psicometria evoca la storica presenza di miti dell'arte e della cultura. Smentendo la convinzione che "con la cultura non si mangia", dato che, come in questo caso, "l'incultura ci divora".

Mentre avviene tutto questo, il sindaco (deputato tra gli altri alla sorveglianza del bene culturale, i cui uffici alle attività produttive hanno rilasciato la licenza di somministrazione di alimenti e bevande dentro il teatro) emana un avviso della metrocity per la realizzazione di eventi locali, nazionali ed internazionali , che - nel mettere in luce che il problema dell'affitto del teatro si sarebbe potuto risolvere, avendo le risorse disponibili- a qualche mese di distanza dalle elezioni, suona come mera campagna elettorale, confermando la mancanza di una qualsiasi idea di project management relativamente allo sviluppo di ineludibili politiche culturali e giovanili , prioritarie per qualsiasi ipotesi di rinascita dal disastro immane in cui è caduto il territorio.

Se la fallimentare convocazione delle associazioni culturali per la realizzazione delle consulte (72 ass. cult. ca. rispondenti all'appello. su 472 iscritte all' albo) , fosse avvenuta all' inizio della legislatura, e non a mandato scaduto, probabilmente non saremmo arrivati a questo tragico epilogo, e tantissime opportunita'–una per tutte la nascita del distretto culturale, per il quale sono stati investiti 1.500.000 euro, in parte sulle attività del Siracusa, del cui distretto dovrebbe rappresentarne un anello vitale- si sarebbero potute cogliere.

Ma questo delle opportunita' perse– soprattutto riguardo la creatività, la produzione e l'esportazione della cultura e delle arti come fattori di crescita socio-economica, e non come incentivazione di consumo passivo e d' impresariato, nonché delle fonti finanziarie e le opportunità a cui si sarebbe potuto accedere per mantenere lo status quo di teatro prestigioso, creando ben più posti di lavoro e crescita del Burger King, nonché possibili maggiori introiti per proprietari, gestori, e attori culturali - è un altro capitolo, che intendiamo fortemente aprire successivamente. Matera capitale europea della cultura 2019, con il suo pil dell'8% e la proiezone sugli scenari internazionali, docet.

Ma il nucleo di tutela del patrimonio e i cittadini a cui sta a cuore la rinascita della nostra città, saranno meno distratti sicuramente.

*Docente/dott. D.A.M.S./ project manager , promotore "Reggio Spazio Libero", osservatorio legalità, cultura, progresso.