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Ergastolo ostativo, perché “buttare le chiavi” non è la soluzione

Carcere nuova 500 1di Gaetano Morisani* - Leggo di autorevoli commenti critici di politici e magistrati alla decisione della Corte Europea di segnalare all'Italia la necessità di modifica dell'istituto dell'ergastolo ostativo.

Ritengo tali commenti frutto di una visione poco illuminata e parziale, più interessata ad occuparsi degli effetti più che delle cause del fenomeno.
Nonostante le relazioni conclusive di tutte le infinite Commissioni antimafia abbiano individuato nella collusione con le Istituzioni, la pervicace infiltrazione delle organizzazioni criminali nel nostro tessuto civile, vi è ancora chi crede che l'unico rimedio sia quello di inasprire il regime carcerario nella illusoria convinzione che, buttando le chiavi, il fenomeno si risolva o contenga. Eppure tale ricetta è sistematicamente smentita dai fatti e direi dalla Storia.

Così come il proibizionismo non eliminò il consumo di bevande alcoliche, così l'attuale filosofia di contrasto alla criminalità organizzata dimostra la sua inadeguatezza, dal momento che gli stessi addetti ai lavori, dopo decenni di successi processuali e condanna di migliaia di affiliati, non perdono occasione di indicare il fenomeno come sempre più preoccupante.

Delle due l'una: o la strategia è sbagliata o i protagonisti non sono all'altezza.
La verità è che fenomeni criminali così strutturali e pervicaci non possono essere affrontati dal solo potere giurisdizionale, peraltro non indenne da interessamento da parte delle varie Commissioni Antimafia.

Non basta attribuire poteri apparentemente sempre più speciali privandoli delle risorse umane e materiali che vanificano le attività necessarie alla affermazione di un reale Stato di Diritto.

Il sistema paese non può lavarsi la coscienza buttando le chiavi, ma ha il dovere costituzionale (art. 3 comma 2) di individuare e rimuovere cause dei malesseri sociali. Raggiunto tale obiettivo non servono più art. 41 et similia, sconosciuti a Paesi di democrazia compiuta.

Dobbiamo guardare con interesse e studiare le ragioni per le quali quasi tutti i Paesi Europei non conoscono il fenomeno della criminalità organizzata, senza irridere della loro impreparazione in occasione di rari episodi di criminalità organizzata, perché se è vero che abbiamo la migliore Polizia Giudiziaria del mondo, non abbiamo, purtroppo, la migliore classe dirigente del mondo.

*Avvocato