Firme
 

Questa società è irredimibile

reggiocalabriaviamarina600di Daniele Castrizio* - Non sono il solo a pensarlo: questa società è ormai completamente irredimibile! Non parlo qui della popolazione mondiale, ormai talmente americanizzata da aver perso qualunque accenno di umanità e di rispetto verso l'Essere Umano. Lo dico con un riso sardonico stampato in volto: i Democratici americani che chiamano i Cristiani "adoratori della Pasqua", in nome del "politicamente corretto", sono la misura della pazzia barbarica che ha preteso di corrompere il mondo fin nei suoi fondamenti logici più elementari. Logica aristotelica, addio!
Non voglio parlare di loro. Voglio parlare di noi. Di noi Reggini, Rrhiggitani, Rrhiggitaneddi e varie forme di -oti (Sbarroti, Catunoti, Santacaterinoti, etc., senza offesa per i Reggini che abitano in quei quartieri), che non abbiamo più alcuna possibilità di riscatto. Nel 1191, afflitti dalla peste, noi Reggini, su consiglio di San Lorenzo di Frazzanò (uno di quei Santi italo-greci gettati nel macero del "modernismo ecclesiastico") facemmo ammenda delle nostre colpe, ci vestimmo di sacco (come, nella Bibbia, i Niniviti, su richiesta di Giona) e fummo sanati e perdonati. Oggi nessuno è più capace di chiedere scusa per qualsiasi errore, convinti come siamo dal "superomismo rrhiggitano" che abbiamo sempre ragione, e che la prepotenza e l'ignoranza siano le chiavi per poter vivere in Calabria. Prepotenza e ignoranza; ignoranza che genera prepotenza violenta, verbale e fisica: precisamente il modello vichingo occidentale, incarnato nella "terza sofistica", la chiacchiera da bar che vince sul ragionamento articolato e coerente. Provate a dialogare con uno di questi campioni che vi ha appena tagliato la strada, pur dovendo rispettare uno stop. Provateci voi, senza farvi venire un infarto per i nervi che vi provoca quella faccia di sola, impermeabile a qualsiasi ragionamento, a qualunque richiesta di rispettare le norme del Codice della Strada. I prepotenti hanno abolito le frecce, il dare precedenza, il parcheggio nei luoghi autorizzati. Fateci caso: lo sapete che non mento.
Il paragone che vi sottopongo è con la società francese degli anni precedenti alla Rivoluzione del 1789: anche in quel frangente, nei ranghi della stessa nobiltà parassitaria che provocò l'ira funesta dei Romani del Quarto Stato, asserviti da secoli ai barbari Franchi, qualcuno aveva capito che non si potesse continuare con lo sfruttamento indiscriminato, con le ruberie di Stato, con un sistema ingiusto e classista, in cui pochi hanno tutto e quasi tutti non possiedono nulla. Noi chiamiamo costoro "illuminati", "illuministi": furono un fallimento totale. Inascoltati dai potenti, non riuscirono con i loro "pannicelli caldi" a risolvere alcunché. E fu la ghigliottina a parlare per tutti.

Anche oggi alcuni "illuminati" hanno compreso che non si può continuare indefinitamente nella direzione intrapresa, che l'Unione Europea, ma anche la Città di Reggio, non può ostinarsi nella "politica di sottrazione", che consiste semplicemente nel diritto dei più forti (o dei più cattivi) di togliere quanto più possibile ai più deboli, senza uno straccio di proposta o di programma. Cosa fa la Germania nei confronti delle Nazioni del Mediterraneo? Politica di mera sottrazione! E la Lombardia, il Veneto e il Piemonte nei confronti delle Due Sicilie? Politica di mera sottrazione! E Calatanzaro e Cosenza nei confronti di Reggio? Politica di mera sottrazione! E i prepotenti andranghetisti nei confronti delle persone oneste? Mera sottrazione di risorse.
Nessuno ha una "visione" del futuro, nessuno ha compreso che la politica è espressione del popolo che la elegge, e che un popolo che si pasce di ignoranza non può che votare amministratori che siano del medesimo livello culturale, prossimo allo zero. Nessuno capisce che istruzione e ricerca sono le uniche armi contro la fame e la disoccupazione, ma tutti sono occupati a consumare risorse sempre più scarse e a sfruttare a dovere i più deboli. Il paragone con il 1789 non vi faccia sorridere: Reggio è ancora nelle mani di una classe dirigente parassitaria (tranne le solite, fulgide, eccezioni), erede di sangue e di mentalità della nobiltà boriosa e inutile che ha soffocato la nostra terra negli ultimi mille anni. Essa è, a mio avviso, irredimibile, e ne sono certo da quando ho visto con i miei occhi membri della "buona società" reggina (meglio: rrhiggitana) gettare impunemente pacchi di immondizia dove capita, equiparando se stessi, che avrebbero tutti i mezzi economici per risollevare la città dal degrado, agli extracomunitari che, non pagando per la raccolta della spazzatura, non hanno diritto a un mastello. Si fa presto a dire lordazzi!
Del resto, credo che l'unica idea per il rilancio della Calabria che la c.d. classe dirigente regionale abbia partorito negli ultimi quarant'anni sia stata quella di inviare i Bronzi in giro per il mondo, con 'nduia, peperoncino e cipudda 'i Tropea al posto di scudo e lancia. Siamo una società irredimibile ...

*Ordinario di Numismatica, Università di Messina, membro del Comitato Scientifico del Museo Archeologico di Reggio Calabria