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2 aprile 2012 - 2 aprile 2018: Il Dispaccio rinnova il patto di fiducia con i lettori

logo ildispaccio500di Claudio Cordova - Chi ci conosce realmente, chi guarda alla realtà con gli occhi dell'intelligenza e non con quelli della superficialità, sa bene che non amiamo stare al centro dell'attenzione, men che meno vivere nell'autocelebrazione o di auto convincimenti. Il 2 aprile, ogni anno, per noi non è un giorno di festa sic et simpliciter: del resto, il "compleanno", non può che essere il giorno più "brutto" dell'anno in quanto segna il passare del tempo. Il 2 aprile, ogni anno, è per noi un giorno di rinnovamento. Tecnico, in alcuni casi. Grafico, in altri. Editoriale, lo è stato. La costante è rappresentata dal rinnovamento del patto di fiducia che, ormai sei anni fa – il 2 aprile 2012 – abbiamo stipulato con voi lettori.

Lo facciamo anche quest'anno.

Siamo coscienti che crescere in età non ci assicura alcun tipo di ulteriore autorità, né di impunità, qualora commettessimo qualche grave errore in quella che è la nostra unica stella polare: la realtà dei fatti. Crescere non significa, per noi, istituzionalizzarci. Non significa "civilizzarci". A sei anni dall'avvio delle pubblicazioni su questo sito, non solo vogliamo alimentare con forza quei vincoli fiduciari con voi che – al pari del lavoro diuturno – rappresentano il nostro punto di forza. Ma rivendichiamo il nostro diritto/dovere a essere "selvaggi", a essere una ghigliottina sulle forme di potere malato che vogliono condannare la nostra regione al sottosviluppo. Combatteremo sempre, attraverso la nostra attività di ricerca, di verifica, di confronto, di opinione, chiunque si schieri dalla parte sbagliata, chiunque propugni idee barbare e criminogene. Chiunque cerchi di strumentalizzare, per il proprio tornaconto personale, nobili cause come quelle dell'accoglienza o dell'antimafia. Chiunque, tra i tanti pusillanimi che nostro malgrado incontriamo ogni giorno, decida di smarcarsi dalle proprie responsabilità, nonostante ricopra ruoli di rilievo, anche di natura istituzionale.

Tutto questo, come già accaduto in questi sei anni, potrà portarci a essere scomodi, a essere insultati, calunniati, delegittimati. Ecco, se c'è qualcosa di buono nell'invecchiare, c'è il fatto che, anno dopo anno, rafforziamo la nostra corazza di fronte a una realtà, quella calabrese, che tenta di distruggere chiunque si discosti dal "sistema".

E lo fa, sempre più spesso, con metodi subdoli.

Non abbiamo l'ambizione di essere simpatici, né di generare accondiscendenza. La verità non la genera mai. E, del resto, lo diciamo un po' a tutti coloro che si crogiolano nel proprio consenso sociale: siamo sicuri che in una realtà come quella calabrese sia un bene godere di benevolenza?

Dopo sei anni di lavoro e, in alcuni casi, di battaglie, possiamo affermare con forza di essere ancora in pista, di voler continuare a dire la nostra per lo sviluppo della Calabria. La nostra – è ormai notorio – una pagina libera dove chiunque può affacciarsi per dire la propria opinione. Non è un caso che, negli anni, abbiano scritto persone delle più svariate estrazioni ideologiche, non è un caso che, sempre più spesso, ci si rivolga a noi per poter esprimere un punto di vista anche scomodo e, spesso, anche contrario ai nostri convincimenti. Le idee fanno paura solo a chi non ne ha. Di questo ne siamo convinti e, con un pizzico di presunzione, crediamo di essere riusciti a far passare il messaggio, dato che la nostra squadra si rafforza giorno dopo giorno anche con colleghi e firme di altissimo livello.

Per questo non ci facciamo gli auguri da soli. Ma facciamo gli auguri anche a voi e, ancor di più, al nostro patto autori-lettori. Che abbia tanti altri anni di validità!