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La “Svolta” comunicativa di Falcomatà

falcomataspalledi Claudio Cordova - Nei mesi della campagna elettorale e in quelli immediatamente successivi all'elezione alla carica di sindaco, nell'ottobre 2014, lo slogan propagandato era quello della "Svolta". Giuseppe Falcomatà prometteva di cambiare radicalmente l'agire amministrativo di Palazzo San Giorgio, dopo gli anni del "Modello Reggio". Dopo due anni e mezzo di sindacatura, è possibile dire come alcune (molte) criticità restino, così come tante "usanze": lo ha rivelato alcuni giorni fa Caterina Tripodi dalle colonne de "Il Quotidiano del Sud", svelando come il giovane sindaco fosse in procinto di nominare nel proprio staff un numero considerevole di amici del calcetto e compagni di raffinate feste a bordo piscina.

Gli ultimi mesi e, soprattutto, le ultime vicende relative all'Aeroporto dello Stretto consegnano sì una "Svolta" di Falcomatà, ma non sotto il profilo gestionale e amministrativo, ma sotto quello comunicativo. La "Svolta" dell'insulto. Dai toni concilianti del bravo ragazzo di buona famiglia, Falcomatà ha "cambiato verso", intingendo il proprio dire nell'acredine e nella boria. E' accaduto ben due volte negli ultimi tre giorni.

Prima la conferenza stampa (rectius, il comizio) sulla vicenda Alitalia-"Tito Minniti". Un monologo del sindaco dal pulpito, con tanto di applausi, come nella migliore tradizione Scopellitiana. Oggi come allora sosteniamo che alle conferenze stampa devono partecipare solo e soltanto i giornalisti, mentre la claque deve restare fuori. Come Giuseppe Scopelliti e il suo successore Demi Arena, Falcomatà ha usato parole cariche di rabbia nei confronti degli oppositori e dei giornalisti. Se Arena li definiva "cancro", Falcomatà ha indorato un po' le proprie parole, non risparmiando però toni molto duri: "In questo mese ho visto cose che voi umani non potete immaginare. Ho visto gente che ha creato buchi di bilancio creare sit-in. Ho visto partiti cancellati dalla geopolitica e presenti solo sulla tastiere, certificare la loro esistenza solo sul desk di chi ha dato loro spazio. Ho visto ragazzini frustrati, perché rispetto a loro i coetanei collaborano con testate nazionali. Ho visto cacciatori di like e autorevoli testate prestarsi al gioco. Ho visto pregiudicati parlare di moralità. Così fate solo pubblicità a me. A proposito, non ho alcuna intenzione di candidarmi alla Camera. Sono convinto che la città non si baratta sull'altare di nulla".

Questo articolo non è e non vuole essere una replica, ma solo un'analisi, una riflessione sull'evoluzione o l'involuzione nella comunicazione del primo cittadino. Per conoscere il nostro pensiero su tali dinamiche rimandiamo agli articoli scritti tra il 2012 e il 2014 su Scopelliti e Arena, dato che i metodi sono molto simili.

Dai toni concilianti, dai sorrisi e la vicinanza alla gente, si è passati all'astio nei confronti degli oppositori, di qualsiasi natura essi siano. Cosa si è rotto nel "giocattolo" del giovane sindaco? Forse la percezione che la fiducia riposta nei suoi confronti da un importante numero di cittadini via via stia sfumando?

Anche ieri, su Facebook, il sindaco non ha trattenuto la propria bile nel post "Leoni da tastiera", commentando la lettera non firmata, inviata da un generico indirizzo email, che parlava a nome "dei dipendenti dell'aeroporto". Nella missiva, ripresa da alcuni organi di stampa, si lamentava la mancata attenzione da parte del sottoscritto sul problema dei lavoratori dello scalo reggino: "Tempestivamente ho scritto a quell'indirizzo, convocando già oggi pomeriggio gli scriventi a Palazzo San Giorgio per un incontro. Dalla foto potete apprezzarne l'esito". Una foto – che poi è la stessa che utilizziamo per questo articolo di analisi – che ritrae Falcomatà di spalle, seduto a un tavolo vuoto, evidentemente disertato dai "dipendenti dell'aeroporto", come da comunicato: "Noi ci mettiamo la faccia e ci vogliamo confrontare con chi vuole risolvere davvero i problemi (come le sigle sindacali che in modo responsabile hanno riconosciuto quanto fatto fino ad oggi) e non con chi, da dietro lo schermo di un computer, continua a speculare sui lavoratori stessi e su una intera città. Nel frattempo continuiamo a lavorare e manteniamo alta l'attenzione sulla vicenda aeroporto, come dimostrano le rassicuranti dichiarazioni di poco fa del Ministro Graziano Delrio, che ha affermato: "Sono molto fiducioso che entro la fine dell'anno avremo diverse compagnie che utilizzeranno l'aeroporto Tito Minniti".

E' proprio la vicenda Aeroporto dello Stretto che può segnare uno spartiacque nella comunicazione del primo cittadino. Anche la decisione di Alitalia di abbandonare il "Tito Minniti", di alcune settimane fa, venne commentata dal sindaco con l'inquietante incipit "apprendo dalla stampa", che per un sindaco è più di un autogol.

Quanto l'acredine nei confronti di voci e posizioni contrarie.