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Ci meritiamo Alitalia e Falcomatà

falcomata lungomare500di Claudio Cordova - La brutta notizia è essere presi per i fondelli come tanti ignoranti. La pessima notizia è che Giuseppe Falcomatà (qualora qualcuno avesse creduto alla pantomima degli scorsi giorni) non si dimetterà. L'accordo (e anche questo è un eufemismo) raggiunto con l'ex compagnia di bandiera sull'aeroporto dello Stretto grida vendetta per i termini e per le modalità. Un solo volo giornaliero per tutto da/per Roma e Milano, a fronte dei quattro precedenti. Per il mese di aprile. Ciò che butta giù il morale e distrugge ogni speranza è l'atteggiamento questuante della classe dirigente reggina e calabrese che, dopo settimane di "lavoro", torna in città con un risultato a dir poco offensivo, spacciato in maniera ignobile per una vittoria.

Leggere le affermazioni di giubilo dei vari Falcomatà e Irto è qualcosa che fa rabbia. Maledetto il giorno in cui il destino vi ha strappati alle feste con le ragazzine adoranti per essere catapultati tra gli scranni del potere.

Meritereste che ce ne andassimo tutti via. Tutti. Restereste, felici, con chi vi ha votato e con chi, come un servo sciocco, continua a difendervi.

Perché ancora una volta la città deve mendicare qualcosa che è sancito dalla Costituzione – il diritto alla mobilità – dovendosi accontentare di briciole, scarti e cibo avariato, propinati invece per lauti banchetti. E' offensivo per l'intelligenza dei reggini che – anche quelli che hanno votato Falcomatà – iniziano finalmente a comprendere la pochezza della sua azione politico-amministrativa.

La politica non è questa. Non è la politica dell'apparire di Falcomatà, del veterocomunismo di Oliverio, degli 11mila voti di Irto. La politica è fatta di idee, non di toppe. La politica è fatta di coraggio, di decisioni, anche clamorose, prese con il cervello e con il cuore.

Terminato il periodo in cui Alitalia garantirà il volo giornaliero per Roma e Milano che ne sarà dell'Aeroporto dello Stretto? Si tornerà punto e daccapo? Come è possibile governare un territorio senza un minimo di progettualità? Come è possibile svendere e svendersi sui tavoli romani?

Una classe dirigente degna avrebbe fatto di tutto per far rimanere Alitalia a condizioni diverse e accettabili, oppure l'avrebbe salutata, pensando a come sostituirla, meglio e in maniera più strutturata, tramite altre compagnie aeree.

Invece la città continua a essere ostaggio.

Sarà un mese, quello di aprile, in cui Alitalia molto probabilmente continuerà a mantenere i voli a prezzi altissimi, avendo però gli aerei semivuoti. La maggior parte dei reggini che avevano voli prenotati per quel periodo, hanno infatti già dirottato il proprio viaggio su Lamezia Terme, quando, nelle scorse settimane, è arrivata la letterina di disdetta dell'ex compagnia di bandiera.

Alitalia avrà gioco facile, quindi, a giustificare nuove assurde pretese con il verosimile flop del mese di aprile.

No, non è questa la politica.

La politica è battersi per il proprio territorio, non ingannare i pochi che ormai si fanno ingannare tramite stucchevoli annunci su Facebook, non barattando le proprie carriere cercando di non disturbare il manovratore.

Questo i reggini dovrebbero saperlo, dovrebbero gridarlo. Senza eleggere inutili capipopolo, senza sit-in, firme che non servono a nulla, strumentalizzazioni politiche da parte di una destra che non è credibile dopo quello che ha combinato e che pensa di essere efficace urlando e invocando le "barricate". Servirebbe che la parte migliore della società abbia, per una volta, un sussulto d'orgoglio. Dov'è l'associazionismo? Dov'è l'Università? Dove sono gli intellettuali?

Tutti prostituiti, in attesa della prossima prebenda. E allora, forse, ci meritiamo tutto questo.

La speranza è che si voti presto. E che Falcomatà possa volare, al più presto, in Parlamento. Sarò il primo a votarlo. La sua elezione a Roma sarà la nostra liberazione.