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I giudici salvino la Calabria dai politici

consiglioregionale14lug 500di Claudio Cordova - Wanda Ferro rientrerà in Consiglio Regionale, verosimilmente nel 2017. Già questa è una buona notizia: l'ex presidente della Provincia di Catanzaro è una persona perbene, una donna che ha affrontato con fermezza, ma con altrettanta signorilità la propria battaglia per l'affermarsi della giustizia. Bene, anzi benissimo: merce rara, soprattutto nel Consiglio Regionale della Calabria. La pronuncia con cui la Corte Costituzionale ha riammesso la Ferro segna, ancora una volta, la superiorità della giustizia sulla politica. La legge che aveva tenuto fuori la candidata alla presidenza del centrodestra era infatti apparsa a tutti non solo come iniqua, ma anche come grottesca e illogica: impensabile credere che la candidata uscita sconfitta dal confronto col centrosinistra di Mario Oliverio potesse restare fuori da Palazzo Campanella, anziché guidare l'opposizione

Ma in Calabria la realtà supera la fantasia.

La decisione della Consulta, infatti, stronca l'abominio approvato dalla maggioranza di centrodestra in regime di prorogatio dopo le dimissioni di Giuseppe Scopelliti, coinvolto dalla condanna di primo grado a sei anni per il "Caso Fallara". Una vergogna cui nemmeno il centrosinistra, nonostante i tanti richiami (anche da parte di costituzionalisti) ha tentato di porre rimedio: il "sistema", come spesso accade, è andato in autotutela, sperando, forse, nella remissività di Wanda Ferro. Niente di più sbagliato: la vice coordinatrice regionale di Forza Italia ha affrontato in solitudine la propria battaglia, riconquistando centimetro dopo centimetro, non solo il seggio, ma anche il ruolo e la dignità di leader politico, che la politica stessa le aveva tolto.

Una vittoria di tutti i calabresi, come ha detto la stessa Ferro, sui giochi di palazzo. La Corte Costituzionale costretta a intervenire per restituire decoro alle istituzioni e per ridare significato a una parola fondamentale: democrazia. E da tale decisione i calabresi devono trarre nuova fiducia nella giustizia.

La Corte Costituzionale porta in consiglio Wanda Ferro a guidare l'opposizione (quella vera) all'imbarazzante squadra di Mario Oliverio, ma "grazia" l'attuale legislatura che potrà quindi continuare nei propri disastri.

Fin quando, ancora una volta, non saranno i giudici a modificare gli orrori della politica o, come sarebbe auspicabile, a spazzare via i politici stessi. La Consulta infatti è intervenuta, in maniera chirurgica, per rimuovere la patologia che la politica non ha saputo curare, perché non possiede gli anticorpi per auto emendarsi. Ancora una volta, i giudici hanno dovuto mostrare la propria superiorità rispetto ai politici. Quei politici che hanno spartito accordi interpartitici, credendo che Wanda Ferro non sarebbe andata fino in fondo.

E' andata fino in fondo, invece. E con lei la Corte Costituzionale. Perché i giudici – in Calabria sempre più spesso – intervengono per evitare il tracollo completo operato dai politici. Lo ha fatto la Corte Costituzionale. Il resto spetta alle procure calabresi: in primis quelle di Reggio Calabria e Catanzaro, rette da Federico Cafiero De Raho e Nicola Gratteri.

Per ripristinare la legalità.

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