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Calabria: Movimento 5 Stelle e Pd a braccetto verso il baratro

movimento5stelle pddi Claudio Cordova - Quella che fuoriesce dal turno di ballottaggio è un'Italia a 5 Stelle, consegnata in alcune sue fondamentali realtà territoriali alle donne e in cui il Partito Democratico viene letteralmente disintegrato dall'avanzata grillina e da anni di incapacità e illegalità al governo. Dati, quasi tutti, che non ritroviamo in Calabria: in regione erano tre i comuni chiamati al turno di ballottaggio, dopo le elezioni del 5 giugno che avevano sancito inaspettate vittorie al primo turno, come quella schiacciante di Mario Occhiuto a Cosenza. A Crotone, Rossano e Cirò Marina, però, il Movimento 5 Stelle non era presente al ballottaggio. Un fantasma, così come lo è stato a Cosenza e, ancor prima, in altri capoluoghi di provincia come Reggio Calabria e Vibo Valentia. Ovunque, nel resto del Paese, il Movimento 5 Stelle riesce ad attecchire: le vittorie di Virginia Raggi a Roma e di Chiara Appendino a Torino rappresentano risultati storici per il Movimento fondato da Beppe Grillo e Gianroberto Casaleggio. E se uniamo le vittorie delle due giovani donne (l'altro dato che fuoriesce dal voto di ieri) alla schiacciante vittoria di un grillino ante litteram come l'ex pm di Catanzaro, Luigi De Magistris, che viene riconfermato sindaco di Napoli, notiamo in Italia una voglia di spezzare determinati equilibri e sistemi che in Calabria non ha germogliato, perché quasi nulla è stato piantato in questi anni.

I parlamentari grillini calabresi sono nella loro quasi totalità assenti, incapaci di una vera opposizione al "potere" e di creare un contatto autentico con la base del Movimento che, viceversa, raccoglie un po' di tutto, compresi trombati da altri schieramenti oggi alla ricerca di una nuova verginità. Quello calabrese è il peggior Movimento 5 Stelle d'Italia che, alla luce dell'inconsistenza dei suoi parlamentari, spesso sposa inconsapevolmente battaglie dei poteri forti, rilanciate da organi di stampa deviati. Non sorprende, allora, il risultato deludente di alcune settimane fa a Cosenza, così come non aveva sorpreso – diversi mesi addietro – il flop a Reggio Calabria e Vibo Valentia. E, ancora, in un turno di ballottaggio che a visto premiate le liste civiche, non sorprende l'assenza dei 5 Stelle dalle competizioni, anche in realtà che invertono la rotta, come quella di Crotone.

In Calabria, quindi, il Movimento 5 Stelle non sfonda. E non vengono elette donne sindaco in realtà significative. L'unico dato su cui la regione sembra uniformarsi al resto d'Italia è la clamorosa debacle del Partito Democratico, per la quale il segretario regionale, Ernesto Magorno, dovrebbe impacchettare la propria approssimazione e inconsistenza, i propri comunicati stampa di circostanza, congratulazioni e solidarietà e farsi da parte, ammettendo di non essere in grado di reggere in Calabria quello che dovrebbe essere il principale partito italiano.

A Crotone, infatti, va in scena l'ennesima miracolosa catastrofe Democratica in Calabria. Se altrove le donne vincono, qui perdono e perdono male. Rosanna Barbieri, candidata di varie liste tra cui, appunto, il Pd, si fa ribaltare rispetto al risultato del primo turno e consegna una vittoria facile al rivale Ugo Pugliese, che supera il 59% nei consensi. Una debacle che spinge un vecchio comunista come l'ex sindaco di Crotone, Giancarlo Sitra, a definire il Pd "il nemico numero uno dei crotonesi, nonostante l'antico radicamento della cultura di centro sinistra della città".

Ed è l'ennesimo disastro del Partito Democratico in Calabria. Un disastro per i Renziani dell'ultima ora e per chi, al momento della presa del potere da parte dell'ex sindaco di Firenze era – come spesso accade – salito sul carro del vincitore. Di quei giorni di gloria resta poco o nulla. Già a Cosenza, il Pd era imploso, non arrivando nemmeno al 7% a sostegno di Carlo Guccione. Fatto sta che il Pd non amministra più capoluoghi di provincia, ad esclusione di Reggio Calabria, dove la vittoria del giovane sindaco Giuseppe Falcomatà, nell'ottobre 2014, è da ricondurre più a un consenso personale di Falcomatà e all'assenza, di fatto, di una opposizione credibile, che non al lavoro del Pd. Ora anche Crotone, dopo 10 anni di governo, cade. Un dato da non sottovalutare, soprattutto se si considera che il sindaco uscente, Peppino Vallone, è il presidente del Partito Democratico calabrese. E tutto ciò non può non essere, più o meno marcatamente, anche una sonora bocciatura per i quasi due anni di (non) governo di Mario Oliverio e del Pd alla Regione. Risultati che, fossimo in ambito calcistico, avrebbero già portato all'esonero dell'allenatore. Di fatto, al momento, nessuno presenta il conto a Magorno e dagli ambienti Dem tutto tace.

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La vittoria di Pugliese a Crotone: http://ildispaccio.it/primo-piano/112900-e-ugo-pugliese-nuovo-sindaco-di-crotone

La dura analisi di Sitra: http://ildispaccio.it/crotone/112902-centrosinistra-sconfitto-a-crotone-l-ex-sindaco-sitra-chiuso-ciclo-di-portaborse-di-quinta-fila-del-pd